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        <title><![CDATA[Comico]]></title>
        <description><![CDATA[Ultime novità da mangiastorie!]]></description>
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            <title><![CDATA[Comico]]></title>
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                <title><![CDATA[Gino alla battaglia di Magenta cap.1]]></title>
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                <description><![CDATA[
                                     1) IL TRAGICO CONTE   “ Tutte queste verze, e neanche un maiale da ammazzare per poterci fare la cassuola!”.   A questo pensa il conte Sbarlucchi Giovanni in una notte buia e tempestosa nell’inverno del 1858 a Bareggio, piccola cittadina alle porte di Milano. Lì, nella sua villa, questo uomo ricco ma infelice passa il tempo a bere superalcolici e a coltivare verze e rape, sua grande passione. Insonne, passa le ore osservando la pioggia scendere sulle contrade. Le poche anime del paesello, umili contadini, riposano stremati da una giornata di duro lavoro nei campi e dalle continue angherie del dominante regime austriaco, senza neanche lo svago del campionato di calcio che inizierà solo nel 1898.   Il conte all’improvviso, dal buio della via, vede emergere una tenera renna che intirizzita bruca l’erbetta del giardino. Egli sorpreso, schiude con delicatezza la finestra e dopo avere attirato verso di sè la bestiola lanciandogli un tozzo di pane, spara all’animale col suo moschetto, freddandolo sul colpo.   Richiusa la finestra, egli si versa e si scola un abbondante bicchiere di barbera.   “Alla faccia loro!” esclama, ebbro d’alcool. Il conte, infatti,...                ]]></description>
                <category><![CDATA[Comico]]></category>
                <pubDate>Sun, 15 Apr 2012 18:09:00 +0200</pubDate>
                <g:id>1497</g:id>
                <g:publish_date>2012-04-15</g:publish_date>
                <g:rating>5</g:rating>                                                <c:editor_rating>4.9</c:editor_rating>
                                    
                    <c:associauncibo>                                                    <c:value><![CDATA[Cassuola]]></c:value>
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            </item>
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                <title><![CDATA[Amore maledetto ( con morale annessa)]]></title>
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                <description><![CDATA[
                                 Carlino Bagutti era un uomo cattivo. Un tipo poco raccomandabile, sempre pronto alla rissa, dedito all'alcolismo spinto, all'uso di stupefacenti, che emetteva rumori molesti in locali pubblici, rideva forte durante i funerali e spalava letame dentro le macchine dei vicini. Carlino Bagutti era destinato alla galera, ma un terribile incidente gli cambiò la vita:    Un sabato sera, ubriaco fradicio, aveva guidato il tratto Rimini – Milano in contromano a 180 km orari con gli occhi semichiusi fumando uno spinello enorme. Il fumo, spesso e nero, aveva saturato la vettura impedendogli qualsiasi tipo di visuale. Cosa che non lo preoccupò minimamente, dato che era entrato in uno stato mistico e stava sognando di essere Garganella che amoreggiava con Puffetta.    Miracolosamente, Carlino giunse dinanzi a casa incolume, parcheggiò, e dopo essere uscito dalla macchina venne investito da un autobus carico di suore in viaggio verso Lourdes. Le suore non si accorsero di nulla, e Carlino Bagutti rimase appiccicato al radiatore dell' autobus per 127 chilometri. Durante un tornante sui Pirenei, Carlino si staccò dalla vettura come fosse un moscone secco, rotolando tra gli alberi. Fu recuperato tre giorni dopo da un contadino, che scambiandolo per...                ]]></description>
                <category><![CDATA[Comico]]></category>
                <pubDate>Wed, 04 Apr 2012 12:28:00 +0200</pubDate>
                <g:id>1481</g:id>
                <g:publish_date>2012-04-04</g:publish_date>
                <g:rating>5</g:rating>                                                <c:editor_rating>4.7</c:editor_rating>
                                    
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            </item>
                        <item>
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                <title><![CDATA[racconto erotico 2]]></title>
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                <description><![CDATA[
                                 &nbsp;Non è per vantarmi, ma sono una swarz con i più grossi rabonf di tutto il pianeta Vromptz. Gli gnom fanno la fila per infilare i loro sgrap nella mia sgnec, nella crip e nella cipeciap. E non parlo di gnom qualsiasi, parlo di gnom di gran classe, quelli che abitano nelle oasi dorate di Orabit! Gnom che potrebbero avere tutte le swarz ai loro 12 piedi, swarz con delle borf meravigliose, sode, liscie, dalla forma ottagonale perfetta. Ma io sono una swarz speciale, una che fa intostare gli sgrap come meteoriti dei Burugnach solo con lo sguardo!Una che gli gnom se li succhia come delle cozze di fruz.Eppure quella volta ho perso la testa per uno gnomE' stato per quello gnom di SgromSi, avete capito bene : uno gnom di Sgrom.Uno gnom di Sgrom della provincia di Brom del pianeta di Crom.A sud di Zom.Si chiamavaGigi.Ci siamo incontrati durante un aperitivo da Crisputz, il famoso locale dove gli sgnic si accoppiano con gli sciac per fare un patratrcic. Ero lì da un paio d'ore, e mistavo annoiando. Di fronte a me, due coatti gnom, uno verde e uno arancione, ballavano in modo lascivo lanciandomi occhiate provocanti. Quello verde...                ]]></description>
                <category><![CDATA[Comico]]></category>
                <pubDate>Sun, 01 Apr 2012 17:47:00 +0200</pubDate>
                <g:id>1475</g:id>
                <g:publish_date>2012-04-01</g:publish_date>
                <g:rating>5</g:rating>                                                <c:editor_rating>5.0</c:editor_rating>
                                    
                    <c:associauncibo>                                                    <c:value><![CDATA[il famoso Fracacech in fricassea]]></c:value>
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            </item>
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                <title><![CDATA[De panchinitatis capram]]></title>
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                <description><![CDATA[
                                 Saggio “De panchinitatis capram”ovvero saggio sul perché inspiegabile la capra dopo tanto sostare e campare( e anche bene) sopra la panca abbia deciso un giorno di trasferirsi al piano di sotto e crepare.IntroduzioneAnni di studi mi hanno portato a voler parlare di questo straordinario documento che l’anonimo kirghiso ha voluto donare all’umanità.“Sopra la panca la capra campa Sotto la panca la capra crepa”Due versi unici, straordinari, misteriosi.Ho dovuto fare i conti con le diverse versioni del manoscritto che scritto in Bungdi (Kirghiso antico) conta numerose&nbsp; traduzioni&nbsp; spesso non assimilabili per significati.E sono comunque anni luce lontano dal poter dare una chiave di lettura definitiva a questi ahimè troppo trascurati , straordinari versi.CAPITOLO 1PERCHE’ CAPRA MIA SEI CREPATA?Tirare le fila di un argomento così vasto richiede tempo energie e soprattutto la tenacia di chi conscio della assurda difficoltà dell’ opera , senza troppo esitare,&nbsp; entra nel merito della questione più importante.L’Anonimo ci ha voluto porre davanti un problema, un indovinello o si tratta di un vero e proprio mistero poetico che non chiede di essere risolto ma solo ammirato, contemplato?Facendo una prosa spiccia potremmo dire che, se ci rifacciamo alla traduzione più famosa del testo, quella presente nell’introduzione, il testo...                ]]></description>
                <category><![CDATA[Comico]]></category>
                <pubDate>Sun, 05 Feb 2012 17:06:00 +0100</pubDate>
                <g:id>1436</g:id>
                <g:publish_date>2012-02-05</g:publish_date>
                <g:rating>5</g:rating>                                                <c:editor_rating>4.9</c:editor_rating>
                                    
                    <c:associauncibo>                                                    <c:value><![CDATA[pane e caprino]]></c:value>
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            </item>
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                <title><![CDATA[Vacanze in Spagna.  Parte 1]]></title>
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                <description><![CDATA[
                                 &nbsp;    La prima vacanza con gli amici fu in Spagna. Eravamo io, Gino, Mimmo ed Emilio. Avevamo 18 anni. Io ero il solo ad avere una macchina. Mi era stata venduta da dei giostrai, si trattava di una macchinina dell'autoscontro, con sotto un motore elaborato di un tagliaerba, capace di raggiungere i 180 chilometri orari solo toccando il pedale&nbsp;dell'acceleratore. Aveva, oltre i due posti davanti, altri due sedili saldati dietro, ricavati da seggiolini del calcinculo. Quel gioiellino era munito di stereosette, collegato a delle casse acustiche da 300 watt di potenza. Se mettevo il volume a palla, la macchina si cappottava. Era una meraviglia, l'unico problema era che ogni tre chilometri bisognava infilare un gettone nella fessura.    All'alba del 13 agosto 1983 ci trovammo tutti in piazza, per salutarci. I genitori piangevano, sventolavano fazzoletti bianchi come se partissimo per una missione suicida.     Mia madre mi aveva dato una foto di padre pio, come portafortuna. Era una di quelle foto che a muoverla, gli occhi del santo si aprivano e si chiudevano.    La madre di Gino gli aveva fatto promettere dinanzi ad una statua della Madonna di...                ]]></description>
                <category><![CDATA[Comico]]></category>
                <pubDate>Mon, 16 Jan 2012 10:12:00 +0100</pubDate>
                <g:id>1421</g:id>
                <g:publish_date>2012-01-16</g:publish_date>
                                                                <c:editor_rating>4.6</c:editor_rating>
                                    
                    <c:associauncibo>                                                    <c:value><![CDATA[panini plastificati da autogrill]]></c:value>
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            </item>
                        <item>
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                <title><![CDATA[Mio cugino Pasquale]]></title>
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                <description><![CDATA[
                                 Mio cugino Pasquale è un uomo molto importante. Una volta lavorava in un circo, era il più grande mangiatore di cristalli d'Europa. Ne andava matto, appena vedeva un bicchiere gli veniva l'acquolina. Un giorno è entrato in un bar e ha chiesto un crodino.     Appena finito il crodino ha iniziato a mangiarsi il bicchiere.    Il cameriere si è indispettito e gli ha urlato:    "Ma che fa? Mi mangia il bicchiere di cristallo?"    "Ti conviene stare zitto se no ti mangio tutto il tavolino!" gli ha risposto mio cugino, che non si fa mettere in piedi in testa da nessuno.    Dopo un pò di anni&nbsp;che andava avanti a fare questo lavoro ha iniziato ad avere forti bruciori di stomaco, e&nbsp; il dottore gli ha consigliato di cambiare mestire.&nbsp;Grazie all'aiuto di un nostro parente che&nbsp;ha agganci molto in alto ( fa il Papa)&nbsp; mio cugino&nbsp;ha trovato lavoro come&nbsp;segretario di stato delle Nazioni Unite. E' stato lì&nbsp; un paio di mesi, era quasi riuscito a convincere Coffi Annan a bombardare la Svizzera     quando su you tube è iniziato a circolare un suo...                ]]></description>
                <category><![CDATA[Comico]]></category>
                <pubDate>Sat, 14 Jan 2012 08:45:00 +0100</pubDate>
                <g:id>1419</g:id>
                <g:publish_date>2012-01-14</g:publish_date>
                                                                <c:editor_rating>4.4</c:editor_rating>
                                    
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                                            </c:associauncibo>                                    
            </item>
                        <item>
                                <guid>http://www.mangiastorie.it/racconti-brevissimi/60-comico/1404-il-vizio-di-io-zio-umberto.html</guid>
                <title><![CDATA[Il vizio di mio zio Umberto]]></title>
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                <description><![CDATA[
                                 &nbsp;    Il parroco don Gianni: un metro e 65    Il vigile, signor Costantino: un metro e 72    La signora Cesira e il marito Gastone. Un metro e 57 lui, un metro e 55 lei.    &nbsp;    Mio zio Umberto ha il vizio di andare in giro per il paese e misurare la gente. Lo fa da quando era piccolo, non si sa perchè. Se glielo chiedi, lui risponde con un “mah!”    Fosse scemo, uno capirebbe, invece si è laureato alla bocconi con 110 e lode. Adesso lavora nel comune del mio paese come geometra. Se vede qualcuno in città che non conosce gli si avvicina, tira fuori il metro e lo misura.    Se qualcuno gli domanda:“Ma cosa fa'!”, lui&nbsp;fa la faccia seriosa e agitando una mano gli risponde “Lei non si preoccupi, che io sono geometra e se faccio così un motivo c'è”    Ma il motivo non c'è. Sarà una tara di famiglia, forse. Il padre di mio zio Umberto, mio nonno ( 1 metro e 88) per un certo periodo della sua vita aveva preso...                ]]></description>
                <category><![CDATA[Comico]]></category>
                <pubDate>Fri, 06 Jan 2012 18:38:00 +0100</pubDate>
                <g:id>1404</g:id>
                <g:publish_date>2012-01-06</g:publish_date>
                <g:rating>4</g:rating>                                                <c:editor_rating>4.6</c:editor_rating>
                                    
                    <c:associauncibo>                                                    <c:value><![CDATA[stoccafisso in umido con patate]]></c:value>
                                            </c:associauncibo>                                    
            </item>
                        <item>
                                <guid>http://www.mangiastorie.it/racconti-brevissimi/60-comico/1396-cappuccetto-rosso.html</guid>
                <title><![CDATA[Cappuccetto Rosso]]></title>
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                <description><![CDATA[
                                    <img src="http://www.mangiastorie.it/images/stories/jreviews/tn/tn_1396_list__3118882928-ee90870d36-1325508922.jpg"  border="0"  alt="Cappuccetto Rosso"  title="Cappuccetto Rosso"  align="right"  style="width: 50px; height: 63px"  />                                 &nbsp;    C'era una volta un lupo che aveva una gran fame, da molto tempo non metteva sotto i denti qualcosa di morbido e succulento. Pochi giorni prima era quasi riuscito a mangiarsi tre porcellini, ma quei maledetti l'avevano fatta franca rifugiandosi dentro una casa di mattoni. Ai voglia a soffiare per cercare di buttarla giù, quella casa non si era mossa di un millimetro. Il lupo allora aveva provato a entrare dal camino, ma la coda aveva preso fuoco ed era dovuto scappare a gambe levate.    &nbsp;    Il lupo, depresso, si osservò la coda annerita e spelacchiata, e pensò che forse era il caso di chiamare il suo analista per un nuovo appuntamento. Stava quasi per comporre il numero sul telefonino quando sentì dei passi alla sue spalle ; Si girò di scatto e fu tanta la meraviglia quando si trovò di fronte una bambina.    &nbsp;    “ Una bambina!” esclamò il lupo    &nbsp;    “ Un lupo che parla!” gridò la bambina    &nbsp;    Il lupo aveva già l'acquolina in bocca e stava per...                ]]></description>
                <category><![CDATA[Comico]]></category>
                <pubDate>Mon, 02 Jan 2012 12:55:00 +0100</pubDate>
                <g:id>1396</g:id>
                <g:publish_date>2012-01-02</g:publish_date>
                <g:rating>4</g:rating>                                                            <g:image_link>http://www.mangiastorie.it/images/stories/jreviews/_3118882928-ee90870d36-1325508922.jpg</g:image_link>
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                <title><![CDATA[A stare chiusi in una cella frigorifera ne pensi di cose]]></title>
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                <description><![CDATA[
                                 &nbsp;Dodici anni fa sono andato a fare la spesa all' Iper Coop e per sbaglio sono finito dentro una cella frigorifera. Ho provato a chiamare aiuto, ma dato che nessuno arrivava mi sono seduto su una cassa di petti di pollo aspettando che mi aprissero.     Dopo un paio d'ore che ero lì a battere i denti, mi viene una sonnolenza da non riuscire a tenere gli occhi aperti. Mi sono addormentato placidamente.    Sognavo di mungere una mucca quando di fronte a me è comparsa una luce bianca e da quella luce, è uscito un uomo, alto, di bell'aspetto, con una lunga barba, indossava una tunica splendente e degli zoccoli di legno. Roba semplice, ma di classe, che non passa mai di moda. Quel tipo mi si avvicina sorridendo, io vorrei alzarmi dalla cassetta di petti di pollo, ma ho il culo gelato e non riesco a staccarlo da lì.    “ Chi sei, Dio?” chiedo    “ No, sono suo cugino.” Mi risponde l'uomo. “Dio ha l'idraulico in casa che gli si è rotto lo sciacquone del water, e non può lasciarlo solo perchè gli deve passare gli...                ]]></description>
                <category><![CDATA[Comico]]></category>
                <pubDate>Fri, 30 Dec 2011 17:32:00 +0100</pubDate>
                <g:id>1394</g:id>
                <g:publish_date>2011-12-30</g:publish_date>
                <g:rating>5</g:rating>                                                <c:editor_rating>5.0</c:editor_rating>
                                    
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            </item>
                        <item>
                                <guid>http://www.mangiastorie.it/racconti-brevissimi/60-comico/1373-coda.html</guid>
                <title><![CDATA[Coda]]></title>
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                <description><![CDATA[
                                 Sono in coda all'ufficio dell'anagrafe. Ho sette persone davanti a me. Cronometro la prima che si avvicina allo sportello. E' un uomo vestito da testimone di Geova. Sbriga la sua pratica in quattro minuti e 12 secondi.     Faccio un rapido calcolo:    Sette persone per una media di quattro minuti, fanno 28 minuti. Ci aggiungo cinque minuti, tanto per stare tranquillo, fanno 33 minuti. Guardo l'orologio, sono le dieci e venti, alle undici sono fuori di qui.    La seconda che si avvicina allo sportello è una ragazza di circa 18 anni. Ha due fotografie, le passa nella fessura, l' incaricata le fissa per un po', poi scuote la testa e gliele ripassa. Nasce una accesa discussione. Passano 4 minuti, poi 7, poi otto. Dopo otto minuti e 37 secondi la ragazza sbuffa, mi passa di fianco sibilando un vaffanculo, e se ne va.     Mi ha rovinato la media.    La terza donnina per fortuna ha sbagliato sportello, chiede scusa e se ne va.      Controllo l'orologio: Due minuti secchi.    Il quarto è un tipo completamente sordo. L'...                ]]></description>
                <category><![CDATA[Comico]]></category>
                <pubDate>Sat, 24 Dec 2011 15:01:00 +0100</pubDate>
                <g:id>1373</g:id>
                <g:publish_date>2011-12-24</g:publish_date>
                <g:rating>4</g:rating>                                                <c:editor_rating>5.0</c:editor_rating>
                                                    
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