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I will survive
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Oggi ho la bastardite. Qualsiasi cosa io abbia considerato sopportabile ieri, e che probabilmente non mi turberebbe domani, oggi costituisce una ragione per azzannare. Quando mi piglia la bastardite lo so appena sveglia, dalla prima cosa che vedo, dal primo rumore che sento, dal primo odore che inalo. Stamattina, nello spazio di un attimo, ho realizzato la gravità dell'attacco. Non ho altra scelta che ignorare il mio stato abbastardato, bardarmi, grugnire e andare in ufficio. Fortunatamente sono un asso della dissimulazione: posso piazzarmi, le otto ore, davanti al pc e resistere. Sarà sufficiente non parlare con nessuno, non incontrare nessuno, non rispondere alle telefonate di nessuno. Basterà mummificarsi nel loculo per il tempo che separa la strisciata di entrata dalla strisciata di uscita. Che ci vuole? Ora prima > Entrata Attraverso l'atrio senza salutare il centralinista che, per combinazione, si sta annusando l'ascella e non mi vede passare. Raggiungo la mia stanza di lavoro e...
L'estate è alle porte - parte 1
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Tragedie Umane e Gustosi Manicaretti L’estate è alla porte..(“potresti svignartela dalla finestra” – “smettetela di far gli stipiti”) - parte 1 Sara fissò la propria immagine di fronte allo specchio. I jeans rossi dell’anno precedente urlavano vendetta: le cuciture sembravano dovessero cedere da un momento all’altro pronti a sprigionare un’energia capace di mantenere accesi i lampioni di Corso Emanuele per almeno 15 giorni. Questo era il periodo dell’anno che più odiava: mentre le giovani donne dal fisico asciutto scivolano voluttuose nei bikini sgargianti e trikini simil cilicio, lei veniva assalita da attacchi di panico, sensi di colpa e sogni premonitori. Si svegliava urlante e madida di sudore pensando alle lasagne della madre ed ai favolosi tortelli della nonna, due generazioni di donne responsabili dei morbidi paraurti depositati tra pancia e fianchi. Al culmine della disperazione la giovane femmina aveva individuato tre possibili alternative: Abbracciare per i 3mesi estivi la religione musulmana armandosi di un burqa integrale. Prenotare nelle biblioteche...
Sotto la luce abbagliante del sole di mezzogiorno, le sinuose curve dell’isola di Suzuki penetravano dolcemente una nell’altra, complice il manto della fitta vegetazione. Il mare cheto restituiva increspature scure alternate all’azzurro cristallino. Passio Kawasaki Sushi Sampei, attenta osservatrice della Natura e col diletto della pittura a china, questo spettacolo silenzioso lo conosceva bene. Appena giunta sull’isola, tra una sessione di meditazione sul ginocchio e l’altra, si era concessa brevi ma intensi momenti di arte pittorica, seguendo la tecnica della “Schizzo – san” (“Tira righe a caso come un malato di mente”) . L’occhio fisso all’orizzonte, tratteggiava con rapidi movimenti del polso quel che l’animo di asceta dell’arroto le restituiva. Nessun dipinto di Passio è mai giunto a noi. Ma quella mattina, mentre il sole le si accoccolava dritto sulla testa, Passio Kawasaki Sushi Sampei era assorta in ben altra concentrazione. Correva a rotta di collo lungo un ripidissimo pendio per fermare la sua pietra arrotante, destinata a schiantarsi più in basso contro la capanna di un pastore. La spinta trasmessa dalla discesa era tale che la pietra schizzava verso l’alto come una grossa cavalletta, l’impatto con la...
Passio e il vecchio pescatore
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PASSIO E IL VECCHIO PESCATORE (da "Le antiche gesta di Passio", XIV sec.) Passio Kawasaki Sushi Sampei è conosciuta ancora oggi come “l’Arrotina dell’amore”. Nell’antico Giappone feudale la sua figura era così popolare e leggendaria che qualcuno sostiene si tratti solo di un mito, di una credenza popolare. Le katane da lei arrotate, secondo una specialissima tecnica segreta, avevano il potere di fare innamorare perdutamente chi avesse ricevuto un leggero taglio di spada all’altezza del cuore. Imperatori, nobili e potenti di ogni sorta si servivano della sua maestria per ottenere non solo il corpo ma la sincera passione delle donne desiderate, o per combinare matrimoni di interesse osteggiati dalle fazioni rivali o intrighi di corte. Gli uomini comuni, più semplicemente, per vedere realizzato un amore non corrisposto di una contadina o di una pescatrice. Una piccola cicatrice sul petto: fu questa la firma misteriosa ma indelebile che Passio L’Arrotina dell’Amore appose per mano d’altri sulle donne più belle del Giappone antico. Un giorno di primavera del VII anno dell'era Tamagochi, Passio Kawasaki Sushi Sampei giunse camminando a passetti veloci sull'isola di Suzuki. I...
Il Giardino dei Veleni - parte 1
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Erano soliti sedersi dove alle cinque,in autunno, era possibile scorgere il sole che moriva, rosso, paonazzo di calore ardente, che scivolava al di sotto della linea dritta del lago. Le grandi finestre lasciavano che quella luce si riflettesse e li immergesse in una dimensione punicea. Erano soliti ritrovarsi lì ormai da anni, più o meno da quando rispettivamente avevano perso le proprie consorti. Di fronte ad una tazza di te e ad una di caffè, discutevano per ore di qualunque cosa. Ogni tanto le loro discussioni si facevano cosi accese che doveva essere la silenziosa Adriana, la quieta cameriera slovena, a dividere i due in preda a deliri di conoscenza, mentre tentavano di colpirsi con arti ormai troppo stanchi per combattere. Una volta, mentre stava lavando i vetri della cucina, le era capitato di udire un forte tonfo provenire dal piano di sopra e recandosi in tutta fretta alla sala soprastante aveva trovato i due sul pavimento. Gianfranco, il più giovane dei due, stava sopra Luigi e lo strattonava per il colletto della camicia urlando: -E' stata la frivola...
Marta e il suo inferno privato - parte 1
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Marta si svegliò nel silenzio irreale della sua camera. Non era stato il sonno ristoratore, di quelli che ti rimettono al mondo, a farle riaprire gli occhi, perché da quando si era stecchita sul letto, senza nemmeno togliersi le scarpe, gli occhi chiusi a “+” come quelli di una talpa, erano passate solo due ore: prima di addormentarsi un silenzio altrettanto irreale, rotto dagli striduli cinguettii provenienti dall’albero di fronte casa, le aveva annunciato che il Regno della Notte era in rotta completa, e che i suoi bizzarri abitanti si stavano sciogliendo come sogni alla luce dell’alba. Ciò che la svegliò fu altro: un odore. Pungente, aspro, soffocante. Gli occhi aperti ora non coglievano che un muro buio, denso e impenetrabile. “Puzza…che è sta puzza….?? Nooo...mmmpf…” pensò Marta, ancora incapace di muoversi, il corpo inchiodato dalla paresi di un sonno che urlava pietà. Ma la puzza era veramente tanta. TROPPA. “Piscia. E’ puzza di piscia”. Il suo cervello elaborò questa certezza. Un puzzo del genere era ben memorizzato da una creatura come lei, chiamata Cane Giallo. Era un olezzo che le dava sempre il suo...
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