Il truce segreto dell'Area 51: parte 1 Hot
La Dodge Charger del ‘69 corre senza sosta lungo la strada deserta. Questa bestia lunga più di cinque metri e larga due sputa fumo nero come un drago rosso di ventidue tonnellate.
Percorriamo l’interstatale 15 a sud, in Nevada….L’unico rumore sono le ruote che scivolano sull’asfalto e la radio che suona un pezzo dei Pacific Gas & Electric.
Qui le strade sono così larghe che sembrano melmosi e piatti fiumi neri.
Correnti sospinte dalle note del blues su cui una misteriosa donna danza nuda in punta di piedi.
Qui ogni cosa è gigantesca. Finisci per sentirti immensamente piccolo.
Corriamo sul Generale Lee, sì il Generale, quello di Hazzard. La macchina è uguale se non fosse per il numero sulla fiancata. Io e il mio socio siamo Bo e Luke Duke, e alla guida dell’auto c’è lo Zio Jesse mentre dietro di lui sta Cooter il meccanico. Mancherebbe solo la cugina Daisy…La cugina che tutti avrebbero voluto avere e che tutti si sarebbero fatti. Che diavolo volevi da noi Daisy?... L’Incestuoso Hazzard.
Il ragazzo americano che ci ospita è un certo Edward Collins, “chiamatemi Eddy” ci aveva detto lui. Ora è alla guida nell’auto. In una mano tiene il volante e nell’altra regge una lattina di birra scadente da 23 centesimi l’una.
Canta a squarcia gola con quella biascica da sbronza che fa piegare le note della canzone sino a farle storgere.
Dietro di lui gli fa coro il suo compagno, Matthew, un tipetto con i lineamenti sudamericani e un sorriso grande come questa landa desolata. Eddy ci ha detto che viene dall’Argentina e che i suoi sono scappati qui durante la guerra civile. E’ un tipo piuttosto socievole, alla luce della luna la sua pelle è come rame.
Seduto, silenzioso e con una rivista che titola “Paranormale nelle strade degli Stati Uniti” sta Claudio, il mio socio. E’ un sacco che non dice una parola e sulle lenti degli occhiali scorrono neri i caratteri stampati delle cazzate che sta leggendo.
Gli tolgo la rivista dalle mani e comincio a leggere ad alta voce.
-Ehi Ringo?!-Mi dice lui.
“…E’ proprio nel cuore del grande deserto del Nevada che sorge l’imponente fortezza dell’Area 51, la base militare che ha nascosto per tanti anni alcuni degli esperimenti militari più segreti e che si dice celi la sconcertante scoperta di un ritrovamento alieno……”-
-Andiamo Ringo ridammelo !-
-Non posso credere che tu ti interessi a queste stronzate..-
-Beh non sono affari tuoi…-
-Sono solo scemenze per catturare i turisti in un luogo in cui altrimenti ci sarebbe solo sabbia… Qualunque cosa ci sia stata in quella base, oramai non c’è più. Qualsiasi segreto fosse, gli uomini che ne sono venuti a conoscenza se lo porteranno nella tomba.-
-Veramente qui dice che a tutt’oggi sono state rilevate ancora attività nella base … Attività segrete capisci?!-
-Non ti farai impressionare da quel mucchio di chiacchiere vero?-
-Beh…Vedi Ringo è che io, a differenza tua, sono aperto a tutti i pareri. Non ho gli occhi chiusi come te….-
-Beh…avrò anche gli occhi chiusi…Ma io una passera la rimedio…Tu continua a toccartelo pure pensando a E.T-
Claudio mi colpisce sulla coppa con uno schiaffo ben assestato.
Quando la canzone finisce Eddy smette la sua lagna sborniosa e si rivolge a noi:
-Sapete l’Area 51 è proprio da queste parti.-
-Noi abbiamo provato ad andarci una volta- lo segue Matthew –Ma l’intera area è sorvegliata da quei ranger succhia cazzi. Se ne stanno lì, sempre con le loro divisine, il loro cappellino. Se ti avvicini, ti puntano un faro accecante in faccia e ti dicono di allontanarti.-
- Come mai c’è ancora la polizia se l’area è dismessa?-
-Perché evidentemente lì dentro avviene ancora qualcosa, no?- Ne approfitta per insistere Claudio.
- Beh sai, immagino che sia perché è comunque un ex base militare, non si sa mai cosa ci potrebbe essere rimasto e non è consigliabile lasciare che la gente vada lì liberamente…o forse…- Fa una pausa e beve una grande sorsata dalla lattina e sulle labbra gli rimane rossetto di birra-sai ci sono persone che credono che avvenga ancora qualcosa lì…Alcuni giurano di aver visto strane luci…Macchine entrare e uscire dai cancelli…- sorride mentre lo dice. Claudio lo guarda come se gli stessero uscendo farfalle dalla bocca.
- Siete venuti qui in viaggio per vederla?- Ci chiede matthew accendendosi una sigaretta di tabacco Old Holborne tutta storta.
- No.. In realtà siamo qui quasi di passaggio. Siamo partiti da Las Vegas e dopo di qui proseguiremo per lo Utah, passeremo per il Colorado, ci fermeremo a El Paso, continuando per il Texas fino alla meta principale-
-E quale sarebbe?-Ci chiede Matthew con la bocca piena di fumo
-Messico!-esulta Claudio con un taroccato accento latino.
-Ah Messico..-Scuote la testa Eddy- C’è da stare attenti li sapete? Spero siate due tipi in gamba…-Dice Eddy lasciando poi in sospeso questa sua affermazione- Come mai proprio il Messico?-
-Beh sai-Me la rido io- Claudio ci teneva a conoscere Speedy Gonzales-
Continuo a ridere, mentre lo faccio però Claudio mi si avventa contro, come un orca su un piccolo di foca.
Mi si butta addosso ma nel movimento si scaraventa addosso a Eddy che con il grosso sedere di Claudio di fronte alla faccia perde il controllo dell’auto.
L’auto passa da una parte a l’altra della strada come se l’asfalto fosse ricoperto di sapone.
Matthew urla qualcosa di incomprensibile. L’auto sbanda due volte con la fiancata sinistra sul guardrail.
Le nostre urla sono coperte dal rumore della vernice che si consuma sul ferro che come un coltello squarcia il fianco tenero della Dodge. Ci scontriamo l’uno con l’altro.
Matthew si aggrappa a Claudio e lo tira indietro su di se in modo che Eddy possa vedere, ma quello che Eddy vede davanti a sè, è solo il guardrail che si spezza come un nastro.
L’auto finisce nella sabbia grigia del deserto, ondeggiando come un serpente e lasciando dietro di se due scie parallele.
Sento che Eddy frena. Il suo piede affonda sul freno finché l’auto dopo qualche scossone non fa un mezzo giro su se stessa e si ferma mentre la polvere si alza come fumo.
La radio ancora suona note sgangherate.
La prima cosa che faccio è accertarmi che il mio socio stia bene.
Mi giro e lo vedo ripiegato su se steso con la testa tra le ginocchia. Sento che tira lunghi respiri a denti stretti.
Respiro a fondo anche io perché sento che il cuore sta per uscirmi dal petto.
Sento guizzi di adrenalina che si espandono sotto la pelle.
Mi giro e vedo che anche Eddy e Matthew stanno bene. Eddy guarda dritto a davanti a se.
-Tutto…Tutto bene Claudio?-Chiedo, ma Claudio non mi risponde.
-Claudio?Mi senti?-
Dopo qualche sospiro sento
- Porca puttana!C’è sangue dappertutto qui!- E’ Matthew che impreca schiacciandosi contro la portiera.
Quando mi giro, vedo che Claudio si tiene il naso con una mano e gocce di sangue rosse si fanno strada tra le falangi serrate.
-oh cazzo!- Urla Claudio- Il mio naso! Il mio fottuto naso!-
-Fammi dare un occhiata, togli le mani- gli dico. Ma quando lo fa il sangue comincia a uscire senza sosta come se fosse un maledetto irrigatore.
Eddy non sembra preoccuparsene, lui guarda ancora davanti a se. Forse pensa alla sua macchina, ai suoi soldi…
Prendo un fazzoletto e glielo piazzo sotto al naso a Claudio.
Eddy si alza e esce dalla macchina sbattendo la portiera che non si richiude.
Lo vedo guardare la macchina mentre si tormenta i capelli.
Biascica qualcosa … Sembra un uomo risvegliato dopo un anno di coma.
Usciamo cosi tutti dalla macchina. Ripulisco la faccia di Claudio con l’acqua, spero che il naso non sia rotto.
Dopo pochi istanti però, mentre tutti guardiamo l’auto come se stessimo guardando una carcassa di opossum stesa sulla strada, Eddy urla qualcosa in un americano stretto e incomprensibile.
Ci guardiamo. Poi improvvisamente Eddy si avventa su Claudio.
Gli rifila un destro su quel naso che sotto il pugno sembra diventare budino.
Altro sangue si libera sotto il colpo potente ricadendo a gocce sulla sabbia.
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recensioni redazione
talento
qui c'è del talento, baby :)
Recensione Utenti
Opinioni inserite: 3
o cazzo
Non vedo l'ora di leggere il seguito!
Cibo
dubbia
Troppi hanno parlato di area 51
**
Ben scritto,ottima la parte centrale. :)

