Nella città degli uomini, dei cani e delle pecore. Hot
Come raggruppa le pecore lui non le raggruppa nessun altro cane, dice a Cam.
-Ed è tutto merito mio! Aggiunge.
-Altro che la tua Shirley, Buck è il migliore sulla piazza. E se lo dovessi vendere ci guadagnerei un sacco di quattrini.
Cam se la prende un po', poi nota le pinte sul tavolo e capisce che Mac è ubriaco. Saggiamente lascia perdere, anzi gli da ragione. In fondo sono cani, strumenti da lavoro, mezzi di controllo. Non vale la pena prendersela.
Nella città dei cani, in un osteria, entra un bel pastore tedesco.
-Ciao, Buck! Lo saluta l'oste, un meticcio di grossa taglia, intento ad asciugare bicchieri.
-Non chiamarmi Buck, lo sai che odio quel nome.
-Dai troppa importanza i dettagli. Lo incalza l'oste meticcio.
-Buck è il nome che mi ha dato Mac, quello che crede di avermi addestrato, istruito a fare un lavoro che ho nel sangue e che passa le sue notti a vantarsene e a bere. Non è proprio un dettaglio.
Il mio nome è Woffwoff ed è importante.
-Il solito, Woffwoff? Chiede l'oste meticcio di grossa taglia.
-Il solito. Risponde Woffwoff.
-Come è andata oggi? Domanda retoricamente l'oste meticcio di grossa taglia.
-Ho messo in riga le solite pecore senza cervello, animali da macello, senza dignità, buone solo a farsi tosare una volta l'anno. Non capisco perchè Mac tenga tanto a quella massa di animali senza coraggio e così inutili.
Da buon oste il meticcio di grossa taglia tiene testa alla conversazione cogliendo solo l'ultima parola.
-Perché sono il suo sostentamento e senza loro non mangeresti nemmeno tu. Quantomeno non potresti permetterti di venire qua tutte le sere.
-Woff... Borbotta Woffwoff piccato.
-Continuo a ritenerli animali inutili. Replica
-Te ne verso un altro?
-Woff.
Nella città delle pecore la maggior parte delle pecore stà dormendo.
La maggior parte.
In uno scantinato, lontano da occhi indiscreti, un manipolo di pecore sono riunite..
Sono le pecore elette.
-Dobbiamo allargare il consenso, dobbiamo, con discrezione, trovare altre pecore senzienti.
E' il Gran Pecorone che parla alle altre pecore elette.
-La nostra linea di condotta deve rimanere questa: mostrarci cotodeficienti agli occhi di Buck-Woffwoff e Mac per non scoprire il nostro lavoro di educazione verso le nostre compagne. Bisogna lavorare nell'ombra.
Bisogna lavorare all'interno del loro sistema, nascondersi come un virus si nasconde agli anticorpi, nascondere il nostro quoziente intellettivo, nascondere fra le pieghe della quotidianità la nostra rivolta sociale.
Ma tutto questo, mi raccomando, con la massima discrezione.
Nella fioca luce dello scantinato, mentre Mac torna a casa fiero degli insegnamenti che ha dato a Buck e Buck-Woffwoff è orgoglioso di essere un pastore tedesco adibito al controllo e non una stupida pecora, le parole del Gran Pecorone risultano illuminanti.
Nella fioca luce dello scantinato una pecora senziente sta studiando un piano per destituire il Gran Pecorone e prenderne il posto...
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recensioni redazione
Come nella "Fattoria degli animali"
Niente male... all'inizio sembra una barzelletta, ma lo svolgimento è geniale. E ti fa pensare...
Recensione Utenti
Opinioni inserite: 2
Gradevole.
Un pezzo gradevole e originale.
Bravo
Concordo con il commento di gianluca sulla brillantezza di questo racconto. Ha una struttura accattivante, con dei cambi di scena funzionali a cogliere la matriosca di storie sotterranee che popolano il mondo. Lo stile è pulito, diretto e piacevole. Molto, molto interessante
Monica

