Il Giardino dei Veleni - parte 1 In evidenza Hot
Erano soliti sedersi dove alle cinque,in autunno, era possibile scorgere il sole che moriva, rosso, paonazzo di calore ardente, che scivolava al di sotto della linea dritta del lago.
Le grandi finestre lasciavano che quella luce si riflettesse e li immergesse in una dimensione punicea.
Erano soliti ritrovarsi lì ormai da anni, più o meno da quando rispettivamente avevano perso le proprie consorti.
Di fronte ad una tazza di te e ad una di caffè, discutevano per ore di qualunque cosa.
Ogni tanto le loro discussioni si facevano cosi accese che doveva essere la silenziosa Adriana, la quieta cameriera slovena, a dividere i due in preda a deliri di conoscenza, mentre tentavano di colpirsi con arti ormai troppo stanchi per combattere.
Una volta, mentre stava lavando i vetri della cucina, le era capitato di udire un forte tonfo provenire dal piano di sopra e recandosi in tutta fretta alla sala soprastante aveva trovato i due sul pavimento.
Gianfranco, il più giovane dei due, stava sopra Luigi e lo strattonava per il colletto della camicia urlando:
-E' stata la frivola interpretazione di D'Annunzio a rovinare completamente la teoria del superuomo di Nietzsche! E' stato solo un contributo alla nascita del regime fascista! Nietzsche non parlava della violenza fisica, non parlava del giusto trionfatore di una massa di schiavi!Parlava della nascita di un uomo nuovo!Un uomo libero!-
Luigi stava paonazzo sotto e strepitava:- No!Lui parlava proprio di quello! Parlava di un elite che controlla il prossimo e mette ordine nella società!-
E dopo una faticosa lotta era riuscita a dividerli.
Li aveva anche sentiti discutere per quattro ore consecutive. Quella volta il problema era se fosse meglio la scrittura anglosassone, breve e incisiva,come il caffè, o quella italiana, più prolissa e ricca di parole, come un buon thè.
Ora, stanno entrambi di fronte alle loro tazze.
Gianfranco gira una biscia di tabacco in una piccola cartina stropicciata, poi guarda Luigi:
-Hai mai sentito parlare del Giardino Dei veleni?-
-Il Giardino dei Veleni?No, che cos'è?
- Qui vicino, nello Yorkshire. Conosci l' Alnwick Garden? La Duchessa di Northumberland ha comprato questo giardino dimenticato e lo ha risistemato mettendoci piante e installazioni di ogni genere. Il parco è enorme e in primavera ci puoi vedere colori mai visti. Pare che all'interno del Giardino dei Serpenti, così chiamato per una statua a forma di serpente che ti segue sino a una fontana a forma di totem futuristico, ci sia questo giardino dei veleni. E' una sezione che raccoglie oltre 50 tipologie diverse di droghe, dalla marijuana all'oppio-
-Dici che la duchessa...-
-E chi lo sa è una duchessa, può fare quello che vuole.
Comunque, viene fatta crescere una pianta per ogni droga e vengono tenute lì a scopo educativo.
Vengono organizzate visite in cui si parla degli scopi benefici che possiedono certe piante.
Inoltre, hanno notato che le persone, soprattutto i bambini, sono molto più affascinate nel conoscere come queste piante potevano essere utilizzate per uccidere, piuttosto che curare.-
-E la gente è libera di visitarle? Non ci sono protezioni? Qualunque ragazzino potrebbe organizzarsi una bella festa di compleanno , no?- E ride dando una grande sorsata dalla tazza di te.
-Infatti la polizia ti accompagna nelle visite. E' sparsa per tutto il parco. Dicono che solo una volta sia capitato che un po' di erba fosse stata rimossa.-
-Beh hai capito la vecchia duchessa! Puoi fare proprio tutto quando sei ricco!-
-Già, ma non tutti i ricchi possono godere di questa vista meravigliosa.-
I raggi del sole corrono sulla superficie piatta del lago come frecce dorate, e il cielo sanguina da una ferita creatasi nello spazio tra due nuvole.
-Sai- Dice Luigi mentre osserva il sole che sembra inabissarsi- Una volta mi è capitato tra le mani il testo di un dottore messicano.
Era un neurologo e stava studiando gli effetti delle droghe sul cervello, soprattutto per quanto riguardava il peyote e le psylocibe.
Pare che avesse scoperto che non solo i funghi allucinogeni sono in grado di curare i sintomi della cefalea, ma assunti ad una dose elevatissima, ma non mortale, sbloccano alcune zone addormentate del cervello.-
-Santo cielo, quante persone avrà fatto drogare per scoprirlo?-
-Non sarebbe incredibile? Il cervello è ancora un mistero..Se fosse proprio questo il modo per poterlo scoprire ulteriormente?-
-Che cosa vorresti dire? Che idiozia&Ci sono prove scientifiche? A parte il delirio del dottore messicano.-
-No..Nessuno ha mai appoggiato la sua teoria. Si sa, anche la scienza ha i suoi esponenti bigotti.-
-Beh, credo che abbia anche i suoi pazzi, e credo che il tuo santone messicano possa dirsi uno di essi.-
-Sei sempre fermo sulle tue razionalissime convinzioni vero Franco? Beh ci scommetteresti?-
-In che senso?-
-Cosa sei pronto a scommettere questa volta sulla tua ragione?-
-Bello- E gli si avvicina un po'- Te lo devo dire, questa volta mi scommetterei anche quella buona donna di tua madre- E fa un sorriso beffardo sotto i baffi neri.
-Bene. Alziamo la posta allora. Scommettiamo noi stessi.-
-Che significa?-
-Vedi, c'è solo un modo per sapere chi ha ragione e chi a torto-
E prima di continuare si accende un sigaro di quelli dolciastri alla vaniglia. - Al riguardo non esistono prove documentate a parte quel libro.-
-Non vorrai mica..-
-Esatto, ci dirigeremo lì. E proveremo. Mangeremo la quantità indicata e staremo a vedere-
-Ma potremmo morire..-
-Morirai sapendo di aver avuto ragione.-
Gianfranco si liscia i baffi e poi lo guarda.
-Come facciamo a sapere quanto ne dobbiamo mangiare?-
-E' tutto scritto in quel libro. Il posto è solo a un'ora da qui. Allora?-
-Ma vuoi veramente partire ora? Così? Senza dire niente a nessuno?-
-E a chi vorresti dirlo scusa? Tu sei l'unica persona con cui ho parlato negli ultimi cinque anni a parte Adriana. Non ho bisogno di altro. Anzi..- Si gira verso la porta e urla:- Adriaanaaa.-
Quella dopo pochi secondi spunta timida dietro la porta socchiusa :-Mi dica.-
-Oh Adriana, vuoi essere così gentile da prendere i nostri soprabiti, siamo in partenza.-
-Oh in partenza? Così, di punto in bianco?-
- Sì, sono questioni personali. Ti affido tutta la casa come sempre. Mi raccomando, niente feste scatenate- E sorride compiaciuto della battuta fatta.
Così si dirigono alla macchina, una vecchia Ford Granada dell' 80, che a guardarla sembra che la ruggine ci si stia facendo un pasto.
Luigi si mette alla guida.
-Perché non lasci mai guidare me? L'ultima volta non era andata cosi male, a parte quel cestino dell'immondizia che non abbiamo preso in pieno per un pelo. Te lo ricordi, eh?-
-Certo che me lo ricordo. Quello che tu credevi essere un bidone e che invece era una suora. Non avevo mai sentito tante bestemmie uscire da una bocca benedetta.-
Così erano partiti. Ognuno con la propria ragione salda in una mano, l'unica cosa a cui ormai valeva la pena di rimanere attaccati.
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Recensione Utenti
Opinioni inserite: 1
Buono!
Mi piace, questi due vecchini sono davvero interessanti, fremo all'idea di leggere la seconda parte.
Cibo
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