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I Racconti Racconti Brevissimi Comico Marta e il suo inferno privato - parte 1
 

Marta e il suo inferno privato - parte 1 In evidenza Hot

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Marta si svegliò nel silenzio irreale della sua camera. Non era stato il sonno ristoratore, di quelli che ti rimettono al mondo, a farle riaprire gli occhi, perché da quando si era stecchita sul letto, senza nemmeno togliersi le scarpe, gli occhi chiusi a “+” come quelli di una talpa, erano passate solo due ore: prima di addormentarsi un silenzio altrettanto irreale, rotto dagli striduli cinguettii provenienti dall’albero di fronte casa, le aveva annunciato che il Regno della Notte era in rotta completa, e che i suoi bizzarri abitanti si stavano sciogliendo come sogni alla luce dell’alba. 

Ciò che la svegliò fu altro: un odore. Pungente, aspro, soffocante. Gli occhi aperti ora non coglievano che un muro buio, denso e impenetrabile. “Puzza…che è sta puzza….?? Nooo...mmmpf…” pensò Marta, ancora incapace di muoversi, il corpo inchiodato dalla paresi di un sonno che urlava pietà. Ma la puzza era veramente tanta. TROPPA.

“Piscia. E’ puzza di piscia”. Il suo cervello elaborò questa certezza.

  Un puzzo del genere era ben memorizzato da una creatura come lei, chiamata Cane Giallo. Era un olezzo che le dava sempre il suo sgradevole benvenuto nei cessi dei locali,  in cui amava adagiarsi per ore su una coperta di frastuono e luci pulsanti. Lì si sentiva a casa, come un neonato nella culla che sorride alle farfalline di plastica che gli volano sopra, muovendo i piedini. Così era per Marta detta CaneGiallo. Ballando si dimenava senza sosta con mosse brevi e rapide, i capelli biondo platino che scendevano come un velo sulle tutine aderenti e cangianti che coprivano il corpo snello. Godeva nel sentire gli occhi di tutti su di sé: odorava l’odio delle donne e il desiderio degli uomini. A osservarla bene, sembrava una supereroina in pausa dalla lotta contro i malvagi.  Il sorriso stampato sulla faccia, gli occhi semichiusi, contornati da una mascherina di pesante trucco nero,  affacciati sul suo mondo invisibile. Un mondo a cui da anni contribuivano parecchie bottiglie di birra, Jagermeister e altri superalcolici. Per risparmiare, Marta aveva attrezzato la vecchia Peugeot 307 come una sorta di bar ambulante. Era riuscita, con l’aiuto della sua amica BettyBurp (mistress di rutti) a istallare un minibar nel baule, attraverso un groviglio di fili elettrici che passavano tra i sedili e finivano nella presa accendisigari del cruscotto. Lì, prima di entrare a ballare, CaneGiallo e BettyBurp consumavano in tutta tranquillità il rituale del trucco, del pettegolezzo, santificato da ampie sorsate superalcoliche che avrebbero steso un camionista crucco. Ma loro erano allenate, parecchio, i loro fegati erano piccole aziende chimiche. Così da 10 anni, da quando erano amiche.

“PISCIA”. Sentenza definitiva. Scientifica anzi, Piero Angela avrebbe annuito. Ma la voce che udì, riportandola man mano alla realtà, non era quella del noto presentatore.

“Svegliati Marta…”

“…mmm…”
“Svegliati ho detto”

“….mmm….”
“Sve-glia-ti!”
“…mmmoooo…mpf…gnlcb….”
“CAZZO, SVEGLIATI, FOTTUTO CANE GIALLO!”

“Ma chi cazzo è?”, pensò Marta spaventata a morte, la fredda morsa del risveglio a serrarle il petto, mentre lo sfintere tratteneva istintivamente un peto forse rumoroso. Istinto di sopravvivenza.
Di nuovo il silenzio.

Pochi istanti ancora. Poi la seconda certezza: sveglia, ora sì era sveglia, sprofondata nel buio pesto. Sentiva il cuore pulsare a mille, un tamburo primordiale che la preparava al peggio. Fece un rapido calcolo. Non poteva essere nessuno, tutti erano in qualche modo assenti, per un motivo o per l’altro. Era sola in casa.

“Svegliati, sono Virgilio, sei morta e sei all’inferno” disse chiaramente la voce, ma con tono scocciato, con la noia di uno che quella cosa la fa da secoli…

NO, NON ERA SOLA: terza certezza a ghiacciarla e a renderla ancora più immobile.

Un sogno? Uno scherzo dell’alcool? Eppure la bottiglia di Jager era nuova, chiusa, il sigillo del monopolio ancora intatto, quando l’aveva aperta…e poi…

Ma la luce del giorno tagliò via come una enorme lama piatta ogni dubbio, unita alla violenza del rumore delle tapparelle, alzate nervosamente con rapidi colpi netti.

“Dicevo, carina: sono Virgilio, sei morta e sei all’inferno” ripeté più calma la figura che ora Marta riusciva a mettere a fuoco, di fianco alla finestra.

Cazzo, era proprio Publio Virgilio Marone. In carne ed ossa. Se lo ricordava dagli studi del liceo. Quel nasone e la faccia un po’ da checca, ora che stava anche di profilo, guardando fuori dalla finestra.

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Marta e il suo inferno privato - parte 1 2011-04-17 15:28:15 Prosciuttella
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Prosciuttella Opinione inserita da Prosciuttella    17 Aprile, 2011
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Slurp

conoscevo questo racconto tramite sickgirl, se non erro. Mi piace, questo è il genere mio! Vado a leggermi il sequel che adesso ho fame!

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Marta e il suo inferno privato - parte 1 2010-06-29 22:19:04 Stranoforte
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Stranoforte Opinione inserita da Stranoforte    29 Giugno, 2010
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Vita vera e nera.

Gente che raschia il barile, quasi come quelli di Bukowsky, come qualcuno ha detto prima di me. Forse qualche piccolo ritocco non guasterebbe. Ma sono dettagli,

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Marta e il suo inferno privato - parte 1 2010-02-23 14:32:38 giordanogenghini
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giordanogenghini Opinione inserita da giordanogenghini    23 Febbraio, 2010
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Prosa pipì o prosa gioiello? Interpretazione e giudizio capovolti.

Prosa pipì o prosa gioiello? Interpretazione e giudizio capovolti... Post Scriptum. Ed altrettanto a sorpresa del testo è la mia votazione (intendevo dare voti alti, ma mi sono accorto di avere capovolto la scala delle valutazioni). Qualcuno ponga rimedio! Oppure tenentene conto: il mio errore, in fondo, è coerente con lo spirito del racconto. Sembra fatto apposta. Davvero.
Giordano Genghini

Risposte dell'autore

Ho modificato i tuoi vecchi voti con tutti 5, copiando gli utlimi che hai messo...se intendevi sarli diversamente fammi sapere...;)

ps: se ti va invita pure i tuoi studenti sul sito, magari involgi qualcuno a esprimere talenti nascosti...:)

Grazie ancora del tuo voto e della tua partecipazione al sito!

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Marta e il suo inferno privato - parte 1 2010-02-23 14:21:05 giordanogenghini
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giordanogenghini Opinione inserita da giordanogenghini    23 Febbraio, 2010
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Poemetto in prosa con finale a sorpresa

Un bel neopoemetto in prosa, fra Baudelaire, Carver e Bukowsky, ma con finale a sorpresa che lascia al lettore l'ultima parola sulla chiave interpretativa prevalente (onirica, didascalica, sarcastica o che altro?). Fra dramma, umorismo e polisemia, direbbero i critici. Complimenti all'autore, dico io. Parole disposte a labirinto per celare le possibili chiavi di lettura. Di certo non univoche. Alla gustosa storia ben s'addice autocommento di Jorge Luis Borges, che grossomodo dice: "Quando ho scritto, ciò che ho scritto più non mi appartiene. Ogni lettore può farlo proprio, a suo modo. Quelle parole diventano sue". Un po' come la vita.
Giordano Genghini

Risposte dell'autore

grazie mille Giordano per i commenti positivi!

(ti chiedo un dettaglio tecnico: più ti piace più dovresti dare un numero alto di stelline, un po' come funziona per gli hotel. Lo dico non per contestare che mi merito una stellina, cioè un voto scarso, in una scala da 1 a 5 stelline, ma per sincerarmi che fosse chiara la modalità di voto...poi che io mi meriti solo una stellina, ci sta alla grande!...;) grazie e scusa della puntualizzazione)

grazie ancora

;)

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