Avventura

Racconti a Puntate

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Il percorso si districava lungo un corridoio che sembrava non finire mai. Mano a mano che i Mangiastoriani proseguivano, il soffitto si abbassava gradualmente, costringendoli a un certo punto a camminare curvi. A soffrire della situazione era soprattutto Keith, che di tutti era il più alto. Ma il nostro amico non batteva ciglio, ispirato com’era dalla recente delusione a elaborare una storia, di quelle che avrebbero fatto piangere persino un termosifone. “Geniaccio?”Qualcuno spezzò il silenzio religioso che si era creato da circa un’ora, da quando cioè Ab Normal aveva ripreso in mano le redini della diligenza mangiastoriana. “Ma tu sai dove stiamo andando?” chiese Gianluca, incurante delle conseguenze che quella domanda avrebbe recato. Sentendosi leso nella propria maestà, il creatore si bloccò, provocando una catena di urti, di cui l’ultimo anello era Keith. Il romantico scrittore, scosso da una delle sue fantasticherie, protestò. “Ma insomma, mi avete interrotto proprio sul bacio!”. Miss Weeddy sbuffò. “Ma come sei scontato… Potresti inserire un po' di sangue tipo…” La paura di pronunciare una qualche blasfemia all’indirizzo del genio, la obbligò a mettere i puntini di sospensione. Tutti restarono come congelati. Soltanto Gianluca si azzardò ad...
 
 
Cari lettori, care lettrici, lasciato il bikini nelle mani della sirena, che aveva scambiato Keith per il Ken di Barbie, ora la storia dei Mangiastoriani assumerà nuove tonalità. Avventura, fantasy e tutti i colori attribuiti a generi. Questo perché, mentre la corsa degli inseguitori è stata bloccata dall’azione di LuLu, che ha lanciato l’incanto della Milady Blue, addormentando tutti, nuovi temibili nemici si sono messi sulle tracce di Herr Doktor & C, alle prese con l’impresa della Stella Gitana. Il Labirinto si sviluppava lungo le direttrici del Regno corrispondenti ai quattro Punti cardinali terrestri. A ciascun punto cardinale corrispondeva una diversa sezione, divisa a sua volta in quattro zone spiraliformi, all’interno del quale non era possibile non perdersi. I Mangiastoriani, guidati da Prosciuttella e raggiunti da Keith pochi minuti dopo la dipartita dalla perversa sirena, non si fermarono di fronte all’ennesima strada sbarrata. Il muro era cosparso da bava di cemento rappreso sul cotto marrone. Niente a che vedere con lo sbarramento in cui si erano imbattuti poco prima: zaffiri e acquamarine incastonati in un incarnato candido e liscio come marmo. “E ora ke facciamo?” chiese Herr Doktor, estraendo dalla tasca la bottiglietta, oggetto del desiderio...
 
 
CAPITOLO XII Boris sentiva lesigenza di sfogarsi con Janet . Fino ad ora si era guardato le mani mentre parlava. Fece una pausa, alzò lo sguardo ma subito distolse gli occhi da lei per poter continuare. Ho noleggiato unauto, vi ho seguiti. Vi ho spiati. Ero lì quando Jason ti ha baciata. Sono impazzito di gelosia. Ti ho odiato perché mi hai mentito. Volevo ucciderlo, eliminarlo. Sarebbero poi passati mesi prima di farmi avanti ma avrei aspettato e ti avrei consolata. Stamattina però non ho visto che tu hai indossato la felpa gialla, la sua felpa gialla. E poi quando mi è sembrato il momento giusto mi sono avvicinato, convinto che la prima bicicletta fosse quella di Jason, ma non ho avuto il coraggio di investirlo. Non lho fatto! Dio mi aiuti, non lho potuto fare. Ho solo inchiodato per insultarlo e dirgli che vi ho avevo visti assieme. Avrei potuto ferirti. Ti chiedo scusa. Adesso mi sembra inverosibile anche solo lidea di voler uccidere Jason. E stato tutto così veloce. Janet...
 
 
CAPITOLO XI Che stronza! Lo sapevo. Altrochè se lo sapevo. Tutta colpa di quel Jason. Se non fosse arrivato lui, adesso saremmo assieme! Devo trovare una soluzione, assolutamente. Devo risolvere il problema. Jason e Janet stavano bene insieme e Jasmine era felice di vedere la sorella così innamorata, li prendeva in giro ma nessuno dei tre si sentiva mai fuori posto. Mancava una centinaia di chilometri per arrivare a Cambridge, erano addirittura in anticipo sulla tabella di marcia, grazie al tempo sempre bello che non aveva imposto soste obbligate. La mattina del 4 luglio il cielo era però molto velato sopra le loro teste, in lontananza le nubi in movimento erano nere e preannunciavano un temporale. Meglio accellerare ed arrivare ad un posto sicuro per fermarsi. Sta per arrivare un tempaccio. A dir il vero non sono dispiaciuta, farei una pausa volentieri. Sogno di finire il mio thriller con una tazza di thè caldo ed una pioggia scrosciante alla finestra. Basta che voi facciate le fusa in unaltra stanza. Scema! Anchio però mi fermerei con piacere. Mi è caduta...
 
 
  XVI Il volo di Jason era decollato da pochissimo quando arrivati ormai alluscita dellaereoporto si diffuse il panico per una notizia proveniente dallAmerica. Due aerei terroristi schiantati contro le torri gemelle a New York. Lo sgardo di tutti i presenti era quello della paura, dello smarrimento e della vulnerabilità. Tantissimi di sedettero per terra, comprese Janet, Jasmine e Teresa. Cera la necessità di trovare un punto fermo per capire che non sarebbero stati spazzati via da un vento improvviso e gelido. Jasmine pensò allarticolo letto circa unimminente catastrofe annunciata dal cielo. Coincidenza? Janet trattenne il respiro, cercò il contatto delle piastrelle fredde del pavimento e pregò che non capitasse nulla a Jason. Si ritrovò per la prima volta a chiedere aiuto alla madre Jenna. Non sapeva cosa fare anzi era fin troppo consapevole di non poter far assolutamente nulla. Potè solo aspettare fino al giorno successivo per sentire la voce così incredibilmente vicina di Jason, al telefono dalla Nuova Zelanda....
 
 
  XV Era tempo di salutarsi. Jason abbracciò Teresa e Jasmine che poi si allontanarono per lascire lultimo momento di intimità ai due innamorati. Janet era muta e triste. Jason la strise con impeto fino ad alzarla da terra e lei dovette ridere perché senza fiato. Voglio ricordare questo momento con gioia. Janet capì al volo. Hai ragione, è stato bellissimo. Questa notte ? Disse Jason con fare furbetto. Anche. Entrambi erano felici e sentivano una grande energia. Teresa li osservava da lontano e pensò che erano stati comunque fortunati a trovarsi. Avrebbe scommesso dieci a uno che quei due si sarebbero dati da fare per rincontrarsi e glielo augurò perché sapeva essere cosa non facile trovare un compagno con il quale condividere intensamente la vita. Fu impossibile non pensare a Carlo. Lei lo aveva avuto un compagno così e lo aveva abbandonato, senza giustificazioni o attenuanti, lo aveva abbandonato: adesso lo sapeva. Non sarebbe trascorso più di un mese prima...
 
 
XIV Rientrati a Cambridge i giorni trascorsero tranquilli nella calda, o almeno temperata, estate inglese. Niente più colpi di scena da thriller al cardiopalma. Questa serenità era ciò che desideravano tutti e quattro, interpretata da ognuno in modo personale. Assieme capitava di leggere articoli sui cerchi nel grano che erano stati trovati durante lestate e di discutere sulle forme geometriche perfette, sugli aspetti artistici e i probabili significati. Alcuni giornali scandalistici avevano divulgato la notizia che degli specialisti avevano interpretato le ultime formazioni come un avviso di immediato pericolo e preannunciavano una catastrofe che avrebbe investito il mondo intero. Teresa più volte aveva sfoggiato le sue conoscenze, risultato di anni di approfondimenti, ma anche lei percepiva che il suo raccontare la coinvolgeva meno. Dal giorno in cui con Jasmine aveva vissuto lepisodio ai piedi della Gog & Magog Hill, il fenomeno la interessava ed affascinava nella forma ma non più così profondamente nelle cause e nei contenuti come prima. Se qualcuno avesse avuto una risposta certa a questo enigma probabilmente avrebbe scelto di non venirne a conoscenza. Aveva ottenuto quanto desiderava, il dubbio che dietro...
 
 
  XIII Sono così felice di rivedervi. Teresa abbracciò Janet. Mi spiace tanto per il tuo incidente. Vedo però che lo hai accettato ed affrontato bene. Brava Janny! Teresa non era a conoscenza dei particolari e di Boris. Fin troppo bene! Pensò Jasmine, che era ancora convinta che sarebbe stato meglio analizzare il caso, toccare il fondo per poi risalire. A parer suo, il fatto che Janet non ebbe nemmeno un giorno di lutto non era positivo. Daltra parte le sue letture di psicologia le ricordavano che una crisi conseguente ad un trauma può sopraggiungere anche a distanza di giorni: è necessario rispettarne tempi e modalità di sfogo. Cambridge piacque moltissimo ai ragazzi. La città era perfetta da visitare, vivace ma meno affollata che durante i corsi di studio. Jasmine decise che avrebbe mantenuto lappartamento dove alloggiavano in quei giorni anche per lanno accademico. Era un piccolo bilocale, accogliente e abbastanza economico. Felice anche per linaspettata facilità della sistemazione, Jasmine era convinta di aver fatto la scelta giusta...
 
 
CAPITOLO X Teresa e Jasmine andavano davvero molto daccordo, chiacchieravano in continuazione. Pareva fossero due fermi immagine della stessa persona in fasi di vita diverse, ragazza e donna matura. Jason, Janet e Jasmine decisero di partire il giorno successivo in bicicletta; avrebbero poi raggiunto ancora Teresa a Cambridge, dove lei viveva e dove Jasmine avrebbe frequentato il college dal prossimo autunno. Nel pomeriggio Janet e Jason si ritrovarono a passeggiare da soli per le vie di Avebury. Sono felice che Jass sia sulla stessa frequenza donda di Teresa, potranno frequentarsi anche a Cambridge. Sembrano madre e figlia, ma di quelle che sono anche amiche, che non è poco. Io non vado molto daccordo con la mia, lei pensa che io sia ingenuo. Non le piacciono i miei studi e nemmeno i miei legami con la cultura maori. Avrebbe voluto un figlio più serio, un avvocato o un chirurgo o comunque qualcuno con una carriera prestigiosa da costruire con fatica ed impegno. Non capisce che potrei avere un futuro rispettabile e sicuro anche con i miei studi letterali. Non sono solo favole. Per me...
 
 
CAPITOLO IX Tornati al Bed & Breakfast, i ragazzi cercarono in veranda la signora vista il pomeriggio precedente però senza successo. Il mattino successivo scesero presto ma non abbastanza per far colazione con Teresa che stava uscendo. Jasmine la rincorse e col fiatone la fermò, raccontandole del cerchio visto nel grano. Teresa sembrò sorpresa ma rientrò con lei. Il suo inglese aveva ancora uninflessione straniera. Capì subito che si trattava di bravi ragazzi. Le sfiorò il pensiero che avevano circa letà di Giorgio al momento della sua morte e provò subito particolare simpatia per Jasmine e per la sua energia ribelle. Scusi se sono stata sfacciata, ma ho notato le sue carte sul tavolo laltro giorno e il disegno che abbiamo visto era uguale a uno dei suoi. Davvero? Sei sicura? Li ho ancora in borsa, quale intendevi? Sfogliando i disegni, si sentirono tutti subito a proprio agio. Caspita, ho sbagliato. Intendevo questo ma, in effetti, non è proprio uguale. E simile: cerchi e triangoli....
 
 
 
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