Racconti a Puntate
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Lagos parte 2
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1. LOS ANGELES, MEGALOPOLI OCCIDENTALE Le venne da urlare quando l’aereo rollò pericolosamente prima di scendere in picchiata, e si trattenne a stento. Si era appisolata, ed era immersa in una specie di sogno particolarmente complicato. La cabrata la colse completamente alla sprovvista. A dir la verità, questi nuovi aerei di linea ultraleggeri, in uso esclusivo per i voli interni, erano qualcosa che non riusciva ancora a convincerla. Ma, da quando erano arrivati gli alieni con la loro sorprendente tecnologia, l’aviazione civile non usava altro mezzo di trasporto. Guardò fuori dall’oblò, ravviandosi inconsapevolmente i riccioli scuri. La costa occidentale era sempre la stessa. Un’unica, interminabile striscia di luci al neon fosforescenti. Le metteva addosso un senso di disagio, come una reminiscenza di sensazioni ataviche, primitive. Forse si sentiva così perché il tropico era vicino, a quelle latitudini. Il tropico: caldo, umido, odori e profumi intensi e persistenti. Odore di sangue, di ossa, di animali che combattono per la sopravvivenza. Le ricordava l’Africa: la patria di tutti quelli della sua razza, anche se il sangue che le scorreva nelle vene si era parecchio diluito da qualche secolo a quella...
Lagos parte 1
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Cari mangioni, eccomi di nuovo a voi con un raccontino piuttosto lungo (al solito...) quasi al limite del romanzo breve... So che spaventerò molti di voi, ma tant'è... Si tratta di un racconto del cosiddetto Ciclo di Bladelan (come anche Archivio Zero e Gemini che ho già postato, e un quarto che probabilmente non posterò perchè così da solo sa di poco), ovvero che ruotano attorno a un romanzo di fantascienza dal titolo "Bladelan". Buona lettura! PROLOGO Fuori, la giungla. Il caldo era insopportabile. In quel buco ai confini del nulla verde i condizionatori d’aria frullavano come impazziti. Rivoli di acqua di condensa si snodavano come serpi indolenti nella strada fangosa, andando a terminare la propria precaria vita nella fogna a cielo aperto che si apriva a lato della carreggiata. Poco lontano, la fogna si gettava direttamente nel fiume Ebola. Dentro, la bettola era piena di gente. Poche le donne, quasi tutte prostitute. Un’accozzaglia di personaggi pittoreschi, e senza dubbio pericolosi. Un musicista dalle treccine rasta, che suonava una coppia di bonghi, allietava la serata degli avventori. I quali, per lo più, dimostravano...
Gemini parte 8/8
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Il rollìo tranquillo del motoscafo accompagnava Sean Young mentre si apprestava a riprendere i suoi compiti. Ormai non c’era più niente che lo allontanasse da quel chip. Il suo padrone sarebbe stato fiero di lui. Fu Beth, allora, a intervenire, come in un curioso, continuo ricorso al colpo di scena in un dramma che non sorprendeva ormai nessuno. “E bravo, Sean, che avete deciso di fare tu e il tuo capo? Vuoi dirmi cosa c’è di tanto interessante nella testa di quest’uomo? Oppure non hai più intenzione di parlarmi? Non ritieni degna la tua ex?” “Non sono affari tuoi, Beth,” la rimbeccò Sean. “E invece lo sono, Sean,” riprese Beth. “Oppure mi sbaglio? Non ti pare che quantomeno Leonore necessiti di una spiegazione su tutta questa storia?” Leonore fissò prima Beth e poi Sean con sguardo trasognato. “Tu devi stare zitta e basta!” gridò Sean. “Papà, ti prego...” implorò Leonore rivolta al comunicatore, con la voce ancora piena di speranza. “Un attimo, signor Young,” giunse la voce del presidente dal portatile. “La nostra Beth ha ragione. La mia bambina, la mia vera bambina,...
Guevara pilotava abilmente il motoscafo sulle acque scure del fiume melmoso. Armata semplicemente di un lungo pugnale, il Capitano Morgan teneva a bada i suoi tre prigionieri. Il Conte D. e Beth avevano le mani legate dietro la schiena, mentre Leonore era libera. Evidentemente Jennie Morgan non la considerava un pericolo. I tre prigionieri erano seduti a poppa sul fondo della barca, e Jennie li sovrastava guardandoli dall’alto. Il silenzio regnava sulle acque placide e maligne. Il buio attorno era impenetrabile. Guevara conduceva lo scafo grazie all’ecosonar installato sulla plancia di comando. Il sistema per guidare sull’acqua era ancora lo stesso di un paio di secoli prima. Alle loro spalle non c’era traccia degli inseguitori. Evidentemente avevano guadagnato un buon vantaggio su di loro. Ma nessuno si illudeva che Sean Young si sarebbe arreso tanto facilmente. Morgan puntò il pugnale direttamente al petto del Conte D. “Allora, Conte D.,” lo apostrofò. “Hai niente di nuovo da raccontarmi?” Il Conte sorrise sprezzante. Guardò dritto negli occhi Morgan. Aveva ancora gli occhiali neri. Sembravano incollati alla sua faccia. ...
Gemini parte 6/8
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C: GEMINI Le acque dell’Hudson, che scorreva melmoso, pigro e lento verso il mare, erano ancora coperte dalle brume della notte. Gran parte di quei vapori erano mefitici e inquinanti. Mr.Jones fece due passi avanti e uscì dalla sicurezza del vicolo dell’angiporto. Diede un’occhiata intorno e poi fece un cenno rapido verso i suoi compagni. “Muoviamoci, adesso,” ordinò Jennie Morgan, guidandoli all’aperto. Spingendo il Conte D. e Leonore, Guevara si affrettò a seguire il suo Capitano. Cominciarono a muoversi lungo la banchina deserta. Il luogo era ideale per un agguato, così solitario e allo scoperto. Era proprio questo ciò che il Capitano Morgan temeva, e il Conte D. non avrebbe saputo darle torto. La conosceva da così tento tempo che non poteva fare a meno di indovinare ogni sua mossa. Osservò con distacco le sue decisioni e ne approvò mentalmente le scelte. Ma Leonore non aveva affatto lo spirito adatto per apprezzare tutto ciò. Ogni passo su quella banchina, prigioniera di quella gente orribile, la allontanava sempre di più dalla sicurezza del suo mondo. Era disperata. Sospinti da Guevara, lei...
Gemini parte 5/8
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Ebbe fortuna. C’era una baldracca in attesa degli ultimi clienti all’angolo della strada. Dalla corporatura gli sembrava abbastanza simile alla ragazza. Certo, avrebbe dovuto vestirsi di stivaletti di sintococcodrillo e minigonna vertiginosa, top aderente e occhiali a specchio ultima moda. Chiunque l’avrebbe scambiata senza dubbio per una puttana. Ma forse quello era il travestimento migliore. E la sofisticata damina dei quartieri alti avrebbe dovuto adattarsi. Chiamò la donna. Quella si avvicinò ancheggiante. Il Conte D. la squadrò in viso. Merda! Era un fottuto trave. Va be’, si disse. Non ho scelta. Per fortuna il trans era mingherlino e dalla corporatura esile. “Hai bisogno di nulla, tesoro?” cinguettò al Conte non appena si fu avvicinato. La voce era meno di basso di quanto lui si fosse aspettato. Ma era un particolare insignificante, quello. “Di te,” rispose il Conte D. uscendo dall’ombra. Il trans parve squadrare attentamente il suo abbigliamento per qualche secondo. Poi sorrise, e il Conte comprese di essere stato scambiato per qualche giovin signore dei quartieri alti in cerca di emozioni proibite. Decise di approfittarne. “Ho bisogno della tua comprensione e del tuo silenzio,”...
Gemini parte 4/8
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B: HACKER, KILLER, PIRATI E ALTRE STRANE STORIE Sean Young afferrò il telefono e si affrettò ad accenderlo. Si trovava al buio della propria stanza all’interno della sede della Compagnia, e aveva appena spento il terminale interno. Sullo schermo si poteva ancora notare una debole luminescenza che si andava dissolvendo. Sean compose un numero riservato e attese. Era impeccabilmente vestito, anche a quell’ora della notte. I capelli corti, lucidi di brillantina, splendevano nel debole chiarore del display del telefonino. Si trattava di un antico strumento appartenente alla preistoria delle telecomunicazioni. I suoi parenti erano andati per la maggiore sulla Terra fra la fine del XX secolo e gli inizi del XXI, ma, dopo la guerra, nelle zone ad alto potenziale tecnologico, erano stati rapidamente soppiantati dai terminali-Rete. Di quelli ce n’era uno in ogni angolo di strada o di locale pubblico, e in casa si potevano usare i computer collegati alla Rete periferica. Perché portarsi dietro un noioso aggeggio pronto a squillare nei momenti più inopportuni? Tuttavia, i terminali-Rete erano strettamente sorvegliati dalla Compagnia di Telecomunicazioni appartenente al Governo Centrale, e se si voleva avere un colloquio strettamente riservato...
Gemini parte 3/8
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Si svegliò d’improvviso nella notte. Un terribile incubo. Ecco cos’era stato, a farla balzare a sedere sul letto, il cuore le che martellava in petto. Aveva sognato quell’uomo, quello vestito di nero, che aveva visto di sfuggita nel locale, quella sera. Lui le si era avvicinato con dolcezza, e sembrava affascinante. Invece, quando l’aveva fissata negli occhi, lei aveva visto soltanto due orbite vuote, un teschio ghignante dai lunghi canini affilati che grondavano sangue. Era troppo. Ho bisogno di bere, si disse Leonore. Si sentiva la testa vuota e la bocca impastata. Ma non aveva voglia di attivare il computer soltanto per ottenere un bicchiere d’acqua. Decise di scendere nelle cucine per prenderlo da sola. Due passi le avrebbero fatto bene, e l’avrebbero aiutata a schiarirsi le idee. Scostò le coperte e posò i piedi sul pavimento freddo. Poi infilò le pantofole e si avviò. C’era qualcosa che non andava. Beth se ne accorse nel bel mezzo della sua rilassante avventura notturna, proprio quando era vicina all’orgasmo. Dannazione, si disse, maledetto computer, proprio adesso! Ma ormai...
La sala era gremita, adesso. I quattro musicisti sul palco stavano facendo un casino d’inferno. La birra scorreva a fiumi, e il Conte D. era sempre seduto immobile al suo tavolo. Fu allora che Beth e Leonore fecero il loro ingresso e andarono a sedersi in un séparé poco lontano, schivando numerose bottiglie vuote che volavano in tutte le direzioni. Molti degli avventori le osservarono con cupidigia e lanciarono loro richiami volgari. Li ignorarono. “Ehi, è fantastico,” disse Leonore a Beth non appena si furono sedute. Dovette gridare per superare il frastuono della musica. “E’ terribilmente eccitante.” Beth sorrise. Aveva ritrovato buona parte del suo buonumore. “Visto?” le disse. “Devi sempre fidarti della vecchia Beth, tu.” “Ma non è vietato suonare musica a questo volume, e con vecchi strumenti elettrici?” urlò Leonore, nonostante il suo viso fosse a pochi centimetri da quello dell’amica. “Certo che è vietato,” ghignò Beth. “E’ proprio questo che lo rende così eccitante.” Leonore sorrise e si tirò su. Beth digitò sulla tastiera inserita nel tavolo e ordinò una birra. Leonore osservò a sua volta il menù e...
Gemini - parte 1/8
In evidenza
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Salve a voi tutti, internauti mangiastoriani. Eccomi ancora a tormentarvi con un nuovo racconto (lungo, naturalmente) che vi terrà compagnia per diverse puntate. Stavolta si tratta di una storia appartenente al mio periodo “cyberpunk”, ovvero risalente più o meno agli anni fra il 1994 e il 1995. Perdonate dunque le eventuali e probabilissime ingenuità nella trama e le inevitabili incongruenze tecnico/informatiche (dovute alla “preistorica” tecnologia dell’epoca). Naturalmente, non poteva mancare un accenno ai vampiri e ad altri miei insopportabili “must”. Spero che vogliate seguirmi comunque: andiamo a incominciare? GEMINI A: IL CONTE DRACULA NEL XXII SECOLO Si muoveva nel buio, a proprio agio. Era alto, sottile, la figura infagottata in un lungo cappotto scuro. In quel momento di lui si potevano vedere soltanto i capelli arruffati che spuntavano oltre il bavero rialzato. Era già notte, in quel quartiere desolato di New York. Ma la luce del sole non si faceva vedere molto spesso nel cielo grigio. La penombra era lo stato di vita naturale della Megalopoli. Il tipo si infilò in un vicolo ancora più...
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Laura Manx ha aggiunto una nuova scheda La prima storia di Laura Manx - INTERMEZZO - Giorno quarto di sette - Undicesimo episodio in Giallo&Noir.
- E' l'alba del quarto giorno. Ascolto il respiro regolare e profondo di Olmo e guardo il muro sopra il termosifone. La parete bianca è...
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Pepppers ha aggiunto una nuova scheda La Leggenda del Cavaliere Nero ( Capitolo II ) in Fantasy.
- CAPITOLO II : L'INFANZIA DI EDHELDUR “Se c'è una cosa su cui tutti i...