Racconti a Puntate
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Bassa Marea - Prima Parte
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- Svoltate a destra appena potete. - Svoltate a destra appena potete. Le parole gracchiate come un mantra ossessivo dalla voce sintetizzata del navigatore rimbalzavano all’interno del groviglio di plastica e lamiera. Parole che nessuno poteva più udire. Ciò che rimaneva di chi era alla guida si trovava sparpagliato lungo la scarpata che si affacciava a strapiombo sul lago di Vagli. Ma quando i resti furono disposti sul tavolo dell’obitorio per la perizia legale fu chiaro che ritrovare tutti i pezzi del cadavere era stata la parte più semplice. Estate 2004 - Eccolo! Gandossi Pier Federico fu Teodoro – l’uomo estrae un foglio spiegazzato dalla tasca posteriore dei calzoni mimetici. Gli occhi gli brillano per l’eccitazione, legge in fretta qualcosa. Subito dopo, alla luce di una torcia elettrica, toglie le incrostazioni di fango dalla targa ribattuta sulla croce di ferro, poi a bassa voce– Brescia 08.08.1866 – ossido – ...are... – metallo consumato -...16.01.1917 – non riesce a trattenere un grido -Corrisponde! – poi di nuovo sottovoce -Ci sono! – appoggia la sacca contenente gli arnesi e...
Occupo la prima sedia libera più vicina all’ingresso. Federica per passarmi davanti, urta col suo I-Pad a tracolla le pagine sparse sulla scrivania del Paolino Rigamonti, facendo cadere a terra alcuni fogli del Timone. Mentre la Luppi si china a raccogliere, lo sfacciato Moreno Morelli della Cronaca Nera si protende per sbirciare sotto la gonna corta di Federica. Lo aiuto, assestando un colpetto di piede alla gamba della sua sedia, facendolo rovinare a terra. Il tonfo provocato richiama l’attenzione di tutti. Scoppiano risatine sparse. Morelli vorrebbe vendicarsi, lo leggo nei suoi piccoli occhi iniettati di sangue e cerchiati di nero, che lo fanno somigliare ad un Panda emaciato. Per riportare l’ordine, Paolino batte il palmo della mano sulla scrivania:-SILENZIO!- grida stridulo, facendo sobbalzare la mia collega che rispedisce in aria i fogli appena raccolti. Contrito per la reazione provocata alla sua diletta, Rigamonti si rivolge alla rossa:-Mi scusi, signorina Luppi… Si accomodi, prego- tornando al tono stridulo, si rivolge a Manlio che risistema la sedia:-Morelli raccolga i fogli del Timone- -ma…- -Presto, su…non abbiamo tempo da perdere!- gli chiude la bocca il con superiorità il Rigamonti. Dopo aver assegnato i menù articoli e gli...
-Senta lei, specie di dittatore della valle…- la minuta ragazza dalla rossa capigliatura di nome Federica, vomita dal basso verso l'alto squillanti improperi all’indirizzo del mastodontico tutore della legge. L’omone è incredulo quanto me che una ragazza possegga tale corollario di termini, e la faccia tosta di usarli con tale foga verso un pubblico ufficiale. Un’arringa degna del miglior avvocato sulla piazza! La scena m’appare come una versione canina della piccola Federica-chihuahua che abbaia berciando contro un voluminoso Osti-sambernardo. Sulle ultime parole del suo monologo che lascia muto Rodolfo, la rossa collega mi strappa dalla presa dell’agente inebetito. -Muoviti Luca, non abbiamo tempo da perdere in convenevoli!- mi sibila Federica trascinandomi verso il cadavere. Il medico patologo Santi ci sorride facendo un passo verso di noi:- Besta, mi presenta al suo avvenente “avvocato”?...- -Luppi, Federica Luppi, piacere- mi anticipa lei con un sorriso innocente, porgendo la mano -dottor Santi, piacere mio-. Rapida stretta di mano e la fotografa l’ha già oltrepassato, immortalando con ripetuti scatti i resti del corpo dilaniato, rafforzando l’idea comune della stampa associata al canide spazzino. Adolfo Santi, immancabilmente avvolto nel suo logoro trench alla Derrick e la sigaretta sottile perennemente...
Ora, tra i campi di Valle di Colorina e di Forcola, approfitto del momentaneo stato catatonico dell’agente per scartarlo. Alzo il bavero della giacca come a scrollarmi di dosso la sua presenza e un fremito leggero lungo la schiena. Punto di guadagnare il centro della scacchiera delimitata dalle fettucce in dotazione alla polizia, usate per circoscrivere il loro raggio d’azione per le indagini. Avvicinandomi, mi sfugge una vena sarcastica nell’inflessione della voce:-Ispettore Osti, un’altra vittima dei lupi?-. Il corpo massiccio nel suo scuro cappotto di lana rende la sagoma dell’uomo ancor più goffa e tarchiata di quel che è. Lo conoscevo ai tempi della scuola: gioviale, sportivo, sempre in vena di scherzi… soprattutto coi più deboli. Si preannunciava una vita agonistica eccelsa per il giovane Rodolfo. Ma i sogni si sa, s’infrangono al risveglio…al primo grave infortunio al ginocchio, da cui non puoi riprenderti. E tutti i castelli di carte crollano, la vita normale ti cambia, ti spegne poco per volta. Ci siamo persi di vista, lui per i suoi casini ed io per i miei. Mai stati amici, ma…si sa che in valle, tutti ci si conosce! E ora, tornato qui per lavoro, mi...
Nere nubi solcano un livido cielo notturno di metà novembre. Raffiche di vento sferzano la valle spingendole in una folle corsa, inerpicandosi sul crinale orobico. Risalgono la china come lupi famelici anelanti di luce lunare. Spiccano balzi dal crinale, quasi a voler graffiare il pallido volto pieno della luna. Fredda e immota sparge il suo chiarore, incurante di quegli avidi artigli fumosi che s’agitano gettando ombre inquietanti sulle frazioni di Colorina, inghiottendole. Come ombre cinesi, diafane nuvole dispettose creano mostri di tenebra. Miraggi. Paure che emergono dal profondo, e prendono forma. Dopo una precoce nevicata, il paesaggio della Piana si stende come le steppe del Don, regno indiscusso di miti e leggende arcane! Acuto un grido graffia il velo di silenzio. Gli fa eco un ululato proveniente dalle gole dei monti. Oblique ferite. Fenditure che danno voce al vento lamentoso. Un brivido interiore. -Chi è così folle che osa sfidare una notte da lupi come questa?- dice tra sé Luca staccando gli occhi dalla sua lettura -…o è solo la mia fervida fantasia a ingannarmi?-. Riprende il segnalibro e lo chiude tra le pagine della raccolta di racconti di Stephen King, dove in copertina campeggia l’immagine di...
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