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Vampire's dream Chiuse le tende di pesante velluto blue scuro, osservando il disegno ormai sbiadito, sfiorò il tessuto sdrucito sentendolo assottigliato e leggero sotto le dita. Pensò che avrebbe dovuto procurarsene di nuove prima che cadessero a pezzi definitivamente. Sentì, infatti, il sole trapassare il sottile manto che oscurava la stanza e che avrebbe dovuto ripararla dalla luce esterna oltre che da sguardi indiscreti. Sbadigliò e i canini candidi risplendettero in quella semioscurità per un fugace istante, si sentiva stremato e necessitava del suo solito riposo diurno. Si infilò le mani nella folta chioma scura massaggiandosi il capo. Si diresse verso il fondo della camera, le pareti di legno gli ricordavano la soffitta della sua avita magione e pensò che avrebbe potuto recuperare qualcosa dell'antico patrimonio e rimettere in sesto la stanza. Scorse infine il giaciglio che lo attendeva: solido legno nero lucido all'esterno e morbida seta viola all'interno. Sorrise nell'oscurità pensando a quanto si sarebbe goduto il silenzio e il meritato riposo. Fino al tramonto seguente. Si spogliò lentamente, ripiegando gli abiti su uno sgabello e rimase con indosso solamente un...
 
 
…e poi ho desiderato la donna d’altri. Lo so figliolo, gli occhi sono ingannatori, ma non ti preoccupare Dio è misericordioso e conosce le nostre debolezze. C’è altro? Beh…no Avanti figliolo, non ti devi vergognare. Tutti abbiamo peccato e Dio è pronto a perdonarci. Su, di’ pure e non avere timore. Non è niente, è solo che mi vergogno un po’… Forza, ti aiuto io: hai rubato? No Hai ucciso? No Hai bestemmiato? No Sei andato a putt… ehm… insomma hai capito Ma no padre! Allora cosa c’è che ti trattiene? Vedi, tu devi considerare che non sono io che ti ascolto, io sono solo un intermediario. Non devi dar retta a chi ti dice che la confessione è stata inventata dai preti! Sapessi che fatica stare qui a sentire i caz… ehm… ad ascoltare i vostri problemi, che sofferenza è per noi certe volte conoscere le offese fatte a Dio. Ma che grande gioia poter donare la felicità della riconciliazione! Anche tu puoi ottenere questa grazia, ma devi dirmi tutto e pentirti...
 
 
 
 
RIFACIMENTO COME BREVISSIMO DELLA "COMUNE DI CONDOMINIO" (CHE NECESSITAVA ANCHE DI EDITING)
 
 
Un paio di giorni fa, con mia grande meraviglia e, successivo, stupore, tra le carte dell’archivio della Beata Maria Vergine Addolorata dove presto servizio, ho trovato un fascicolo davvero interessante riguardante il Signor Carlo Marameo, la cui storia bizzarra aveva fatto il giro del Paese negli anni trenta del secolo scorso. Forse qualcuno ne avrà sentito parlare. Marameo fu oggetto dei più disparati studi da parte di medici e scienziati di ogni sorta per via di un fatto che sapeva e, tuttora, sa dello straordinario, non avendo ancora esso ricevuto alcuna risoluzione. Avveniva che ogni qualvolta un compaesano del Signor Carlo si trovava a soffiare su una candela accesa, ecco che egli, in qualsiasi posto si trovasse, cadeva a terra come morto, perdendo improvvisamente i sensi. Una maledizione, verrebbe subito da pensare e così, infatti, gran parte dei suoi concittadini ebbero a sentenziare. Per questo, prima ancora che alla scienza, essi lo assicurarono a quella che consideravano di gran lunga la medicina più efficace in casi come quelli: la magia. Io ho trovato il carteggio nell’archivio di cui sopra perché, essendo andato fallito il tentativo della sensitiva...
 
 
- Se tocco qui? - Niente. - E qui? - Nemmeno. - Bene. Si mantenga il cuore. Sente dolore? - No, dottore. - Molto bene. E se le dico: Io non so più dolce cosa di ascoltarti chiara voce, la faccia veder bramo, senza lei mi è il mondo oscuro, la tua bocca io bacerei, tenerezza che tu ignori, uno fare di due ardori, io non so più dolce cosa.. - AHIAAA! - Ha sentito male?? - Si, dottore! Ho preso la scossa! - Accidenti, ero quasi certo che c’eravamo riusciti stavolta. - Già, anche io! - Lasci pure, le rimetto apposto il cuore. - Grazie. Ma, insomma, se il cuore l’abbiamo tolto, perché ho sentito la scossa? - Ah, non lo so, non lo so. - Dalle orecchie non dipende perché ci abbiamo già provato e ho sentito tutto ugualmente.. ...
 
 
La prima volta che la vidi, cacciai un urlo e saltai istintivamente all'indietro, finendo col culosul tavolino che avevo alle spalle. Meno male che non era di cristallo, altrimenti ora scriverei queste righe dal pronto soccorso. L' assurda creatura simile ad un ombrellone da spiaggia chiuso se ne stava immobile nella nicchia tra il muro e l'armadio da cui stavo per prendere una camicia. Un istante prima non c'era e quello dopo era lì.Qualunque cosa fosse, sembrava fatta di cuoio sudato e mi guardava con un occhio solo dalla curiosa espressione supplichevole. Non si muoveva. Non emetteva suoni. L'unica parvenza di vita era data da una respirazione lenta e regolare che la faceva gonfiare e sgonfiare leggermente ogni decina di secondi. La osservai disgustato mentre la mia mente si interrogava sulla sua sanità perduta. Era inchiodata al pavimento da un sottile cilindro giallastro, un tubo traslucido simile a quello dialcune specie di insetti che avevo visto una volta in un documentario e che terminava in una serie di piccoleventose. Corsi in bagno a vomitare e a sciaquarmi la faccia, sperando che quella orrenda visione fosse solo il frutto di una cattiva digestione, di un...
 
 
 
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