Racconti Brevissimi
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Sveglio ormai da dieci minuti.Solo ora comprendo l’importanza fondamentale del puntare la sveglia la sera prima.Oggi a scuola c’era l’interrogazione di storia. Dio, credo mi beccherò un tre sul registro. Voto che sarebbe stato comunque il medesimo, semmai mi fossi presentato.Trascorsi altri dieci minuti, decido che è l’ora di alzarmi del tutto.Dinanzi a me si staglia un lungo corridoio: perché alla mattina il bagno è sempre così maledettamente lontano ?Dai, cammina senza farci caso, penso dentro di me. Un turbine di pensieri scuote ora la mia mente, come diavolo avrei spiegato ciò ai miei ? Beh, credo di aver trascorso momenti peggiori di questo, durante la mia vita.Ancora qualche passo e l’avrei raggiunto, quel maledetto bagno.Vedo la porta chiusa. Busso. Nessuna risposta. Povero idiota: sei solo in casa, i tuoi sono usciti da almeno un paio d’ore. Apro la porta ed entro dentro, vedo che anche le finestre sono chiuse. Ma quelle decido di non aprirle, troppa luce solare danneggerebbe i miei occhi, meglio la flebile luce artificiale della lampadina.Mi appresto a lavarmi i denti. Pensate pure quel che volete, ma il sottoscritto non ha mai imparato a lavarseli dall’alto verso il basso, solamente da sinistra verso destra. Continuo...
..............mmmmmmm........ ..........bianco....... .......nooo, troppa luce..... ... ma dove sono? ..sento uno strano ronzio ancora luce forte! voci... non riesco ad aprire gli occhi, non riesco a muovermi, dove cazzo sono finito? luce gialla, devo essermi addormentato, le voci sono diverse ho sonno... ecco, ora sono sveglio, la luce bianca è ancora forte ma riesco a sopportarla meglio, mi fa male la testa le voci cominciano ad avere un senso, parlano di flebo. che sia finito in ospedale? devo essermi riaddormentato, la luce è tornata gialla, forse è notte, c'è silenzio a parte quello strano ronzio... ancora luce bianca, sono di nuovo sveglio ma non riesco a muovermi nè a parlare. la voce maschile sta dicendo a quella femminile di alzarmi le gambe. ehi, sento il contatto! allora non sono morto o in coma! forse sono sotto...
Mio cugino Pasquale
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Mio cugino Pasquale è un uomo molto importante. Una volta lavorava in un circo, era il più grande mangiatore di cristalli d'Europa. Ne andava matto, appena vedeva un bicchiere gli veniva l'acquolina. Un giorno è entrato in un bar e ha chiesto un crodino. Appena finito il crodino ha iniziato a mangiarsi il bicchiere. Il cameriere si è indispettito e gli ha urlato: "Ma che fa? Mi mangia il bicchiere di cristallo?" "Ti conviene stare zitto se no ti mangio tutto il tavolino!" gli ha risposto mio cugino, che non si fa mettere in piedi in testa da nessuno. Dopo un pò di anni che andava avanti a fare questo lavoro ha iniziato ad avere forti bruciori di stomaco, e il dottore gli ha consigliato di cambiare mestire. Grazie all'aiuto di un nostro parente che ha agganci molto in alto ( fa il Papa) mio cugino ha trovato lavoro come segretario di stato delle Nazioni Unite. E' stato lì un paio di mesi, era quasi riuscito a convincere Coffi Annan a bombardare la Svizzera quando su you tube è iniziato a circolare un suo...
racconto erotico
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Quella sera mi teleletrasportai sul pianeta Braz, giusto per fare qualche cosa di diverso. Mi avevano detto che lì si trovavano le più belle swarz della galassia, che non vedevano l'ora di arrotolare le loro lingue intorno ad uno dei miei sgrap. Ero eccitato come un fragof, infilai una mano dentro i pantaloni e mi sitemai lo sgrap centrale, che duro come un balzuc mi impediva quasi di camminare. Lei venne verso di me sorridendo; una swarz bellissima, aveva le piu belle dozzine di rabonf che avessi mai visto, e un borgf fantastico. “Non ti ho mai visto da queste parti, ma sembra che il tuo sgrap centrale non veda l'ora di conoscermi” disse, puntando il dito verso di lui, che emise un trillo così forte da svegliare gli altri due sgrap. Feci una grossa risata. Quella swarz era il tipo giusto, e io non vedevo l'ora di varchucchare come uno stulz di Bafalgamore. Glielo dissi. Lei arrossì, dalla punta della testa le uscì uno sbuffo di fumo. Poi mi prese la mano con la sua morbida ventosa e mi condusse a casa sua, in camera da letto. Si spogliò in un'attimo,...
Il vizio di mio zio Umberto
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Il parroco don Gianni: un metro e 65 Il vigile, signor Costantino: un metro e 72 La signora Cesira e il marito Gastone. Un metro e 57 lui, un metro e 55 lei. Mio zio Umberto ha il vizio di andare in giro per il paese e misurare la gente. Lo fa da quando era piccolo, non si sa perchè. Se glielo chiedi, lui risponde con un “mah!” Fosse scemo, uno capirebbe, invece si è laureato alla bocconi con 110 e lode. Adesso lavora nel comune del mio paese come geometra. Se vede qualcuno in città che non conosce gli si avvicina, tira fuori il metro e lo misura. Se qualcuno gli domanda:“Ma cosa fa'!”, lui fa la faccia seriosa e agitando una mano gli risponde “Lei non si preoccupi, che io sono geometra e se faccio così un motivo c'è” Ma il motivo non c'è. Sarà una tara di famiglia, forse. Il padre di mio zio Umberto, mio nonno ( 1 metro e 88) per un certo periodo della sua vita aveva preso...
Intrusioni
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Il paesaggio era quello di sempre.Le viti, i pini e, oltre, le colline e poi le montagne sullo sfondo che degradavano nel blu.Era il paesaggio dei loro week end. La piccola casa in campagna, poco fuori città.“E' sempre bello stare qui” disse Sara, senza distogliere lo sguardo dal panorama.Si sentiva bene, aveva deciso di non prendere più le pillole.“Hai ragione, ormai non potrei più fare a meno dei nostri week end”.Fulvio seduto sulla sdraio accanto la guardava.“Prendo due birre...ti va?”.Ma lei lo fermò fissandolo nei suoi occhi azzurri: “Resta qui, vado io...”.La scala a chiocciola era più piccola del normale...era stato complicato farla passare attraverso l'unico punto disponibile del soffitto.Avevano usato uno di quei prefabbricati in legno per creare il secondo piano, mentre il primo era in mattoni. Era una casetta modesta ma l'importante era la calma di quel posto.I piedi scalzi di Sara si bloccarono silenziosamente sui gradini.Qualcuno stava rovistando nel cassetto delle medicine in cucina.In quelle campagne spesso d'inverno avevano subito furti nei periodi in cui la casa restava chiusa mentre lei era in cura, ma adesso era estate e qualcuno era entrato nonostante fosse palese la loro presenza. L'uomo era di spalle, e adesso Sara,...
VITA DI COPPIA
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“Hai chiuso la porta di casa?”
“Sì”
“Hai preso le gocce per dormire?”
“Sì”
“Perfetto. Allora, dormi, no?”
“Se continui a chiedermi cose, come faccio a dormire?”
“Sei sempre stata polemica. Sempre”
“Buonanotte”
“Ecco, dormi, che è meglio. Buonanotte”
“Gianni….”
“Sì…”
“Ma tu, mi ami?”
“Che cazzo di domande mi fai alle due di notte? Siamo sposati da trent’anni. Certo che ti amo. Sei stupida, a volte”
Mery non aveva capito quella risposta. Ma forse aveva ragione lui: era stupida.
Cappuccetto Rosso
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C'era una volta un lupo che aveva una gran fame, da molto tempo non metteva sotto i denti qualcosa di morbido e succulento. Pochi giorni prima era quasi riuscito a mangiarsi tre porcellini, ma quei maledetti l'avevano fatta franca rifugiandosi dentro una casa di mattoni. Ai voglia a soffiare per cercare di buttarla giù, quella casa non si era mossa di un millimetro. Il lupo allora aveva provato a entrare dal camino, ma la coda aveva preso fuoco ed era dovuto scappare a gambe levate. Il lupo, depresso, si osservò la coda annerita e spelacchiata, e pensò che forse era il caso di chiamare il suo analista per un nuovo appuntamento. Stava quasi per comporre il numero sul telefonino quando sentì dei passi alla sue spalle ; Si girò di scatto e fu tanta la meraviglia quando si trovò di fronte una bambina. “ Una bambina!” esclamò il lupo “ Un lupo che parla!” gridò la bambina Il lupo aveva già l'acquolina in bocca e stava per...
A stare chiusi in una cella frigorifera ne pensi di cose
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Dodici anni fa sono andato a fare la spesa all' Iper Coop e per sbaglio sono finito dentro una cella frigorifera. Ho provato a chiamare aiuto, ma dato che nessuno arrivava mi sono seduto su una cassa di petti di pollo aspettando che mi aprissero. Dopo un paio d'ore che ero lì a battere i denti, mi viene una sonnolenza da non riuscire a tenere gli occhi aperti. Mi sono addormentato placidamente. Sognavo di mungere una mucca quando di fronte a me è comparsa una luce bianca e da quella luce, è uscito un uomo, alto, di bell'aspetto, con una lunga barba, indossava una tunica splendente e degli zoccoli di legno. Roba semplice, ma di classe, che non passa mai di moda. Quel tipo mi si avvicina sorridendo, io vorrei alzarmi dalla cassetta di petti di pollo, ma ho il culo gelato e non riesco a staccarlo da lì. “ Chi sei, Dio?” chiedo “ No, sono suo cugino.” Mi risponde l'uomo. “Dio ha l'idraulico in casa che gli si è rotto lo sciacquone del water, e non può lasciarlo solo perchè gli deve passare gli...
C'era nell'aria quella frenesia tipica delle sette di sera del giorno di san Silvestro, quando la gente si affanna a comprare l'ultima bottiglia di spumante, l'ultimo pacchetto di sigarette, l'ultimo sacchetto di noccioline prima che tutto chiuda e ci si infili in qualche festa aspettando la mezzanotte per urlare tutto il proprio disprezzo per l'anno passato e tentando di ingraziarsi il successivo. Per Giuseppe non era così. Giuseppe odiava le feste, odiava il Natale, odiava perfino la Pentecoste, che è una festa religiosa che i bravi cristiani generalmente ignorano. Per Giuseppe era festa quando riusciva a dormire al caldo o quando un passante impietosito faceva scivolare un euro nella mano lercia e rinsecchita. Giuseppe aveva 72 anni e non aveva più voglia di vivere; aveva quindi scientemente deciso (per quanto il suo livello alcolico poteva permettergli) di addormentarsi ripeno di buon etanolo cullato dalla ninna nanna dei botti e di non svegliarsi più. E c'era quell'uomo vestito di nero che continuava a dargli la caccia e a rinchiuderlo in quella specie di ospedale dove la tortura era all'ordine del giorno e da cui era scappato ancora...
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Laura Manx ha aggiunto una nuova scheda La prima storia di Laura Manx - INTERMEZZO - Giorno quarto di sette - Undicesimo episodio in Giallo&Noir.
- E' l'alba del quarto giorno. Ascolto il respiro regolare e profondo di Olmo e guardo il muro sopra il termosifone. La parete bianca è...
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Pepppers ha aggiunto una nuova scheda La Leggenda del Cavaliere Nero ( Capitolo II ) in Fantasy.
- CAPITOLO II : L'INFANZIA DI EDHELDUR “Se c'è una cosa su cui tutti i...