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I Racconti Racconti Brevissimi

Racconti Brevissimi

Racconti Brevissimi

Amore  (4) Comico  (33)
Drammatico  (22) Erotico  (4) Fantascienza  (3)
Fantasy  (11) Giallo&Noir  (5) Grottesco  (8)
Horror  (7) Impegno sociale  (5) Introspettivo  (13)
Pop  (9) Pulp  (3)
Splatter  (2) Storico  (5) Surreale  (33)
Thriller  (3) Trash  (3)
 
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Lo sai che quando mangi un Bucaneve ti stanno fottendo alla grande? Perché? Perché tu il biscotto lo paghi per intero, mentre invece mangi solo la parte esterna. Il buco non lo mangi, ma lo paghi. Allora tu mi stai dicendo che dai un valore solo alle cose che vedi. Beh, no che c’entra. Ma se pago voglio avere qualcosa in cambio. E’ così che funzionano i rapporti economici e sociali nel mondo occidentale. Che me ne faccio di un buco, soprattutto se l’ho pagato? Mi vuoi dire che non hai mai pagato per riempire un buco? Si, ma in quel caso ho pagato appositamente per avere un buco da riempire. Di quello che c’era intorno mi fregava abbastanza poco. Allora mi stai dicendo che se paghi per un bucaneve ti stanno fottendo a causa di un buco mentre se il buco lo paghi, sei tu che stai fottendo? Ma allora c’è una contraddizione di termini: un buco non può fottere ed essere fottuto allo stesso tempo. Se parliamo di contraddizioni allora che ne dici dell’energia oscura? In...
 
 
Ci sono volte in cui credo di non riuscire a fare ciò che vorrei e ciò che dovrei fare, quello per cui sono venuto al mondo, perché la mia vita abbia un senso. Ci sono volte in cui penso di non riuscire a percepire il senso della vita, e mi arrabatto nel tentativo vano d’afferrarlo mentre mi sfugge come sabbia tra le dita. Ci sono volte in cui temo di perdermi nelle distrazioni del mondo, nel divertimento spensierato che ti assale improvviso e inatteso, o cercato e desiderato. Altre volte temo di ritirarmi scioccamente da tutto ciò che mi circonda e si muove intorno, e di restare così ai margini della vita, di escludermi da lei osservandola nelle sue evoluzioni senza avere il coraggio di interferire nel suo corso: come seguire con lo sguardo un aereoplanino di carta che plana sulle ali del vento. Il fatto strano è che questi pensieri mi colgono impreparato quando meno me l’aspetto, rapidi e inattesi, lasciandomi smarrito, esterrefatto, come quando si riceve uno schiaffo improvviso. così accadde quella sera… Io l’amavo, o almeno così credo. Sono però sicuro...
 
 
Non aveva mai viaggiato che per lavoro. Non è che si potessero definire esattamente viaggi di lavoro. Se li organizzava da solo con il beneplacito del Direttore e di tutti quelli che se lo toglievano dalle scatole per qualche giorno, una volta ogni tanto. Ma non andava mai da solo, portava sempre qualche collega con sé, maschio, con cui fantasticava di compiere bravate goliardiche. Quella volta Nino aveva scelto di farsi un bel viaggio spesato ad Atene dove aveva trovato, girovagando su internet, un’azienda che poteva essere interessata ad una collaborazione. All’imbarco sul Boeing 737 disse al Mentola, il prescelto suo malgrado: “Questo lo potrei guidare anche io, con il Flight Simulator ho fatto migliaia di traversate”. “La differenza è che qui devi stare sveglio mentre l’aereo vola” rispose Mentola. Forse per questa pretesa familiarità con lo chassis degli aeromobili, Nino si sentiva a casa negli aeroporti, specialmente a Fiumicino. Si muoveva con disinvoltura tra check-in e imbarchi, conosceva al millimetro le dimensioni consentite per il bagaglio a mano e, naturalmente, conosceva la maggior parte dei ristoranti e fast food. Entrava talmente nel personaggio che per lui non si diceva:...
 
 
Siamo tutti sessodipendenti. Il mondo, è sessodipendente. Chi più, chi meno. E non è questione di uomini o donne. Di giovani o di anziani, Di atei o di religiosi. Il sesso è l'unica pulsione primitiva che abbiamo, oltre che essere l'unica che non ci arreca danno. Cibo, autodifesa, riproduzione. Con un eccesso del primo istinto, ci uccidiamo da soli. Con il secondo, ci uccidiamo tra noi. Ma la terza cosa, non fa del male a nessuno, previo consenso delle due - o più di due - parti in causa. Anzi, ammettiamolo, una bella scopata è persino rilassate, vero? Non ha senso continuare a nasconderselo. Basta avere un'amica infermiera o dottoressa, per rendersi conto di quanto possa essere sessodipendente il genere umano. Uomini e donne ricoverati per oggetti di ogni tipo infilati nel retto: bastoni, bottiglie, ortaggi. Vibratori e cunei anali finiti un po' più in su del dovuto. Ragazzine che si sverginano con gli stick del deodorante, tondi e grossi, e negano persino di aver mai commesso l'atto. E' per gente come loro che i pronto soccorso tengono un trapano con la punta diamantata, per forare le bottiglie di vetro che gli...
 
 
"La più antica e potente emozione umana è la paura, e la paura più antica e potente è la paura dell'ignoto." (H. P. Lovecraft)Era inevitabile che la richiesta fosse rivolta a me, il piccolino di casa, sempre volenteroso nell'aiutare il prossimo. 10 anni, ma avrebbero potuto essere 8 o 12, le sensazioni sarebbero state le stesse. Anche ora che ne ho 32, sono le medesime, nonostante la vita su certe cose sparga una patina di disincanto e asetticità.La richiesta, dicevo, di solito era: "Tesoro, per favore, vai giù in cantina a prendere...". Poteva essere l'olio, il vino, un'attrezzatura da giardinaggio o altro. Di sicuro l'altra cosa che prendevo, andando in cantina, era uno spavento. Non potevo farne a meno, ma era così.Piccola premessa. Fino al 2003 ho abitato in una casa del '500. Non so se avete mai visto le cantine di una casa antica. Non "vecchia", "antica". Non c'è il generatore, le biciclette appoggiata alla parete, la polvere, un congelatore a pozzetto e qualche ragnatela. No. E' come entrare in un'altra dimensione.Andiamo insieme? Io coi ricordi, voi col pensiero.La porta della cantina è nell'androne del palazzo. E' una porta pesante, screpolata, e in pendenza, tant'è che...
 
 
Crunch, crunch… glu glu glu… crunch crunch Qualcuno ci sta prendendo per il culo – crunch crunch… Dove? Glu glu… Come dove !? Per il culo, lo sfintere anale, la porzione finale del retto… come lo chiami? Ano? Volevo dire… al massimo potevi chiedermi quando e non dove. Invece ti chiedo proprio dove e non quando perché in questo momento qui ci siamo solo io e te e io non ti sto prendendo per il culo. Perciò il problema temporale è risolto, mentre non lo è ancora quello spaziale. Qui di spaziale c’è solo la tua faccia da cazzo. Comunque almeno da stamattina qualcuno ci sta prendendo per il culo. Crunch… A colazione. Perché, che hai mangiato? Cereali. Con latte. Non è possibile. Al massimo avrai mangiato il latte con i cereali. Perché… che differenza c’è? La differenza è che il latte è in quantità superiore quindi devi citarlo per primo. Anche tua madre è una grandissima puttana ma non è che sono costretto a citarlo all’inizio di ogni frase. Qua sull’etichetta...
 
 
Era proprio una brutta notte quella che il signor M., agente di commercio, stava passando perso tra le viuzze del porto di T. Acqua evento sferzante non davano tregua. Nonostante tutto doveva assolutamente raggiungere il numero 12 di Via dei Giullari e concludere un affare che che sin dal primo contatto telefonico considerava a rischio. Tuttavia le necessità dell'azienda avevano avuto il sopravvento sul suo istinto e, nonostante le sue resistenze, aveva dovuto cedere alle insistenze del direttore commerciale. Erano da poco passate le dieci, quando il freddo e la stanchezza gli consigliarono un bicchierino.All'angolo male illuminato della via che stava percorrendo, vide una vecchia insegna luminosa che, penzolante, funzionava a intermittenza. "Taverna la vela" lesse con difficoltà. Tra sé pensò che per un bicchierino un bar valeva l'altro e, fatte alcune decine di metri, entrò nel locale, non prima di averne osservate da fuori le condizioni attraverso l'ampia porta vetri sferzata dalla pioggia."Buonasera signore" disse il gestore che, nascosto da un paravento dai vetri colorati, lo udì entrare grazie a una fila verticale di campanellini attaccati a una vecchia striscia di cuoio posta quasi a contatto con la porta. Il signor M., superata quella minuscola anticamera, si trovò...
 
 
I colleghi la chiamavano Christine. Come Christine, la macchina infernale, quella del film. Alcuni si erano spinti a Generale Lee, la fuoriserie dei cugini Duke di Hazzard. Era la fedele Talbot cammellata di fine anni ’80, un diesel di quasi due tonnellate di stazza duro a morire: cinquecentomila chilometri e sentirli tutti! Rumorosamente. Non è che Nino fosse particolarmente affezionato a quel ferro e certamente non avrebbe avuto difficoltà ad acquistare una macchina nuova, visto che godeva di un generoso stipendio. Stava aspettando pazientemente che gli fosse concessa l’auto aziendale: “ Il Direttore me l’ha promessa” si ripeteva spesso. E rispondeva così anche ai colleghi che gli facevano notare che l’azienda non attraversava un buon momento e che il periodo dei benefit era da considerarsi ormai trapassato. Ma Nino credeva nella parola data. Una volta il collega Mentola gli fece notare che le ruote posteriori convergevano spaventosamente invece di essere perpendicolari al suolo e ricordavano un po’ la vecchia Ape Piaggio 50. “Ma no… deve essere perché ho fatto da poco la convergenza!” rispose Nino. “Se guardi bene anche la tua ce le ha così”. Ma intanto pensava:...
 
 
Se il dolore si potesse scegliere...Sarebbe un bel passo avanti per la medicina.Magari ci si ritrova in ospedale per il dolore di un' ernia al disco inoperabile e con un piccolo ticket si può fare cambio donando un rene ad un testimone di geova. Chi poi magari soffre del fatto di essere nero in occidente, può diventare bianco in cambio di 3 anni di galera da scontare assieme a detenuti neri razzisti.Chi soffre di mancanza d' affetto potrebbe risolvere e stare con una persona che ami e sia veramente fedele per la vita, in cambio di una vita da barbone assieme alla propria metà.Per quegli stupidi che vorrebbero vivere in eterno, dare loro la possibilità di farlo al prezzo della lobotomia totale.A quella madre disperata che ha perso l' unico figlio si potrebbe trovare il modo di tornare un po' indietro ed evitare il tragico lutto...Il figlio poi in poco tempo le ucciderà l' anima di dolore; lasciando la propria anziana madre in balìa di sé stessa.Infine. Ai poveri, che vogliono diventare ricchi, proporre lo scambio con una paralisi alla schiena ed un ricco regalo... Una super carrozzina da 50.000 euro...con annessa puttana che prova ma non riesce a...
 
 
Quella mattina Nino doveva ricevere una visita da parte di Michele Arenante, un fornitore con cui doveva discutere dell’acquisto di alcune parti elettroniche concordato con il Direttore. Come al solito, stava alla sua scrivania con i piedi sul tavolo e la sedia reclinata a fantasticare di avventure erotiche ai Caraibi, ora che aveva saputo che suo cugino Tuzzo aveva conosciuto una cubana durante il suo ultimo viaggio. “Certo ha un po’ il tipico naso a forma di culo” pensava ricordando la foto che il cugino gli aveva mostrato il giorno prima, “ma è veramente una strafica. Quasi quasi a Natale me ne vado anch’io a Cuba, magari sfrutto finalmente queste Millemiglia prima che l’Alitalia vada definitivamente a picco”. Mentre formulava questi pensieri suonò il campanello e Arenante entrò. “Carissimo Michele” esordì. Poi scavallò le gambe e con un colpo di reni raddrizzò lo schienale della sedia. Non si era accorto, però, che i fili del telefono e del computer erano giusto sotto alle sue ginocchia, perciò provocò la caduta del primo e per poco non mandò in frantumi il pc aziendale. “Porco cazzo” pensò. “Non sai quante...
 
 
 
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