Racconti Brevi
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p { margin-bottom: 0.21cm; } Gli alieni esistono e sono tra noi. Non è l’affermazione di un pazzo visionario o di qualcuno che ha voglia di notorietà gratuita ad ogni costo, perché essa proviene da un operatore del settore, chiamiamolo così, che poi sarei io. Diciamo che posso parlare dell’argomento con una certa cognizione di causa perché la Ditta per cui lavoro, tiene sotto sorveglianza questi ospiti spaziali. Chi sono io? Un nome o un numero di matricol non ha alcuna importanza.Vi basti sapere che sono solo uno dei tanti che lavorano per la Ditta, ma non sono certo un man in black, anche se pure noi abbiamo i nostri mezzi. Alle nostre spalle c'è una storia molto lunga e questo non è il contesto adatto per raccontarla, ma posso, dire senza tema di essere smentito, che i visitatori che vengono da cielo sono molti ed è da molto tempo che ci osservano e ci studiano. I loro travestimenti, sono andati perfezionandosi con il passare dei decenni, e se i primi visitatori parevano veri e propri mostri, e in epoche più...
SONNO Fu in un laboratorio di fisiopatologia del sonno di Liverpool nel north west dell’Inghilterra che si tento’ per la prima volta di modificare la qualità, non del sonno, ma dei sogni. Fu uno scienziato cinese, il dottor Tsung Lao Lee che quasi per caso, somministro’ ad un volontario, assieme ad altre sostanze, i due farmaci fondamentali: la melatonina ed un nuovo rivoluzionario farmaco serotoninergico che induceva la formazione di serotonina con un radicale modificato, un gruppo CH3 che sostituiva un atomo di idrogeno. Subito ci si accorse che chi riceveva il coktail onirico, cosi’ venne chiamato l’insieme dei farmaci, faceva dei sogni molto vividi e gradevoli. Si penso’ ad un’azione simil allucinogena, ma i volontari assicuravano che non era la stessa cosa, era una sensazione del tutto nuova e diversa, inoltre al risveglio erano pienamente lucidi ed in ottime condizioni. In quel momento non si era ancora capita la fondamentale differenza tra il sogno normale ed il sogno indotto dal coktail onirico del dottor Lee. Fu il sogno di un volontario coreano, un giovane odontotecnico, a far porre i primi sospetti. Il giovane un certo Pack Doik sogno’,...
FIGLI DI UN DIO QUALSIASI Ognuno per se’ Siamo seduti su centinaia di banchi nell’enorme salone del grande hotel Ergife, pieni di ansia e di timide speranze; mille posti per piu’ di diecimila candidati. Oggi c’e’ il grande concorso che potrebbe decidere dell’intera nostra vita, attendiamo col cuore in gola che la commissione detti il tema dell’esame, ognuno concentrato, ognuno chiuso in se stesso a ripassare mentalmente gli argomenti piu’ probabili. Finora eravamo amici, ci sentivamo parte di un tutto- Gli studenti- con gli stessi pensieri e gli stessi problemi, volevamo divertirci, laurearci e non pensavamo ad altro. Ora non siamo piu’ un gruppo; la nostra realta’ e’ strettamente individuale,forse per la prima volta ognuno pensa solo per se’. E’ una situazione stressante, sgradevole , che ci fa sudare e ci tiene sulle spine. Per fortuna in poche ore tutto sara’ finito. C’e’ anche chi di soppiatto estrae dei foglietti stipati fittamente di appunti e li esamina attentamente. Non e’ giusto, non faro’ mai la spia ma spero che li becchino mentre copiano. Ad ogni buon conto,...
IL GARDOL Questa mattina mi sono svegliato con il Gardol in testa. Probabilmente il Gardol e’ stato il principale protagonista dei miei incubi di questa notte. Fatto sta che non riesco a levarmi questa parola dalla testa. Continuo a ripeterla , a canticchiarla sovrapensiero ossessivamente. Datemi del Gardol. Ho bisogno di due o tre taniche di Gardol. Sono in crisi di astinenza da Gardol. Comincio ad essere proccupato ed a pormi alcune domande: Che cos’e’ il Gardol? Chi ha inserito il Gardol nella mia mente? Perche’ lo ha fatto? Ne aveva il diritto? Il Gardol dovrebbe essere un qualcosa che pulisce l’alito, mentre pulisce I denti. Niente di cosi’ preoccupante quindi, ma quante altre cazzate avranno inserito assieme al Gardol senza che me ne accorga. Sono informazioni che occupano spazio nel mio cervello e ne rallentano il funzionamento. Sono dei...
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Dicono che da piccoli molti maschi sognavano tutti di fare l’astronauta per esplorare spazi infiniti, incontrare nuove vite. Ebbene, io non sono un maschio e quando da piccola mi fecero la classica domanda:-cosa vuoi fare da grande?- Io risposi:-La ballerina!- ed ero convinta. Si poteva affermare che fossi la classica bimba nella norma, schiva e introspettiva. Certo nessuno avrebbe ipotizzato tale futuro per me. Non parlavo molto coi miei coetanei, il mio linguaggio era quello corporeo, nella danza esprimevo tutta me stessa. Credevo che il mio nome mi avrebbe portato fortuna, che mi avrebbe portato in alto nel panorama del balletto classico, che sarei stata una prima donna, una diva ammirata, una stella dello spettacolo. Ma scherzo del destino, nel mio nome si prospettava ben altro per me, la piccola Estrella Eva Esteban. Guardati ora: invece del tutù rosa che sognavi da piccola, ora sei costretta ad indossare una sformata tuta spaziale grigia, e di almeno una taglia più grande. Già, perché della mia misura non ne fanno alla Nasa, e comunque non si aspettavano che fossi proprio io, la riserva della riserva, a partire per questa lunga missione. Un compito così arduo che avevano scelto due...
Le poche parole lette che parlavano di un omicidio gettarono il dottore in una ressa di pensieri. L'unico modo per venirne a capo era leggere la memoria contenuta nel bavero del soprabito. Prese di nuovo il bisturi, certo che le pagine o la pagina in esso contenuta fossero state cucite dentro. Invece si trovò di fronte a una cerniera lampo che chiudeva una specie di cappello contro l pioggia. Il cappello era di tela e arrotolato. Lo estrasse e lo spiegò fino a individuare una piccola pallina di carta che subito riportò alle sue forme normali stirandola con le mani. Notò una calligrafia minuta e precisa, che sin dalle prime lettere catturò la sua attenzione. Poi iniziò a leggere: «Se ha seguito le mie istruzioni non è necessario ripetersi, ma qualora fosse venuto solo ora in possesso di questo foglio sappia che nella manica destra è cucita una foto. Io sono uno di coloro che chiamano usignoli. Ho contribuito alla cattura di innumerevoli malviventi, ma il vero malvivente è sfuggito ai miei sensi fino a una banalissima festa di compleanno in cui ebbi l’occasione, rarissima, di parlare con un legislatore e per questo le dico che è...
Nelle scuole si dava molta importanza alla preparazione degli alunni, ma più ancora si dava importanza alle loro innate attitudini, che sin dai primi anni scolastici erano investigate e segnalate a un ministero competente. Fu così che ogni bambino veniva studiato nelle sue peculiarità, cioè quelle che una volta venivano chiamate doti naturali. Certo di queste adesso non si ringraziava la natura, ma solo la felice combinazione di geni che le aveva determinate. Si erano compiuti notevoli studi in questo campo, ma i passi in avanti erano stati ben pochi. La selezione genetica per fini riproduttivi dei bambini più dotati non era mai riuscita a dare la certezza dell'esito finale, tanto che dall'unione di ex bambini prodigio spesso nasceva la mediocrità. Per selezionarli, nelle scuole, fin da principio si era introdotto lo studio di ogni forma di arte, certi che solo quello sfuggente afflato artistico fosse la vena più preziosa da individuare e mettere a frutto, naturalmente per il bene e la concordia della collettività. I migliori in un qualsiasi campo artistico formavano classi a parte; poi un 'ulteriore selezione coglieva i germogli artistici più preziosi. Da questi fuoriuscivano gli usignoli. I bambini destinati al «canto» ,...
Non era ancora passato un secolo da quando l’ultima rivoluzione aveva definito la Storia precedente come un fiume di veleni da prosciugare, che da ogni angolo della società filtravano gli umori del dissenso. La civiltà che si era affermata, battezzata «Civiltà del sorriso», nonostante avesse sostituito in toto ogni aspetto culturale delle civiltà passate, non era però riuscita a imporsi completamente e molte erano le frange di resistenza che ne laceravano il tessuto sociale e culturale. Per facilitare la comprensione del lettore crediamo sia bene, ora, ripercorrere le tappe che permisero il suo fiorire La Civiltà del sorriso si erse come diga a quell'alluvione di paure e odi che furono i torbidi del ventiduesimo secolo, in cui uomini di Stato, intellettuali e uomini di piazza gareggiarono per arrivare a quella che tutti definivano guerra ineluttabile. E in parte ci arrivarono, mentre fino all'ultimo filosofi e uomini di studio si scambiavano idee come pallottole, riducendo la politica a uno sfogo di risentimenti. In questo crescendo di disordini, le idee politiche improntate al più bieco populismo e odio di classe, nonchè le risorse della tecnica e le forze più vitali della intelligenza, concorsero ad...
Scudo
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Ancora libero. Dal microfono della cornetta arriva lo stesso continuo, monotono, identico a se stesso tono di libero della centrale. Nessuno risponde. Quante chiamate ho fatto mille? Duemila? DUEMILIONI? Sono mesi che provo a tutti i numeri. Nessuno risponde. Nessuno. Presto arriverà un altro inverno freddo e lungo. Chissà quanti me ne restano. Chissà SE me ne restano. Riprovo. Pronto? ...Pronto? PRONTO CAZZO! Qualcuno risponda! Mi aspetto solo che prima o dopo anche quel suono sparisca, smetta di irridermi con i suoi quattrocentoquaranta Hertz, un fottutissimo LA. Ricordo che lo usavo per accordarci la chitarra, quando ne avevo una, quando suonavo per qualcuno. Ed ora? Guardo fuori e vedo asfalto ovunque solo asfalto, cemento, acciaio ed un auto parcheggiata lì praticamente da sempre. Mi guardo allo specchio. Non sono invecchiato nemmeno di un giorno negli ultimi 5 anni. Già. Poco più di cinque anni fa è iniziato tutto. Mancavano due settimane a natale e quel tizio giapponese entra in redazione, Hidetoshi qualcosa...
Il latrato del muezin si disperde nellaria ancora afosa del tardo pomeriggio giungendo da un punto alto e imprecisato. avanzo lentamente al passo con la ressa di fedeli cercando di avere un aspetto umile, sottomesso e al passo con quel lamento inteminabile che mi tortura l'udito e le viscere . Il bourka, troppo ampio per le mie abitudini, mi fa sentire goffo. Un patrimonio genetico abbastanza vasto da darmi un aspetto zingaresco e non identificabile mi confonde facilmente con la massa... in fondo è anche per questo che sono stato scelto... e per altro... E gli ultimi anni, passati sotto un sole cocente, mi hanno conferito unabbronzatura color cuoio che mi conferisce ancor più un aspetto da beduino. Ciononostante la mia consapevolezza occidentale mi fa sentire come un faro in una notte buia. Continuo a camminare convogliato dalla folla inesorabile che si muove nella stessa direzione , cerco di mantenere un passo anonimo, né troppo lento né troppo veloce. Laria è infestata dallodore di spezie e Kebab. I guardiani della fede, onnipresenti,...
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Laura Manx ha aggiunto una nuova scheda La prima storia di Laura Manx - INTERMEZZO - Giorno quarto di sette - Undicesimo episodio in Giallo&Noir.
- E' l'alba del quarto giorno. Ascolto il respiro regolare e profondo di Olmo e guardo il muro sopra il termosifone. La parete bianca è...
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Pepppers ha aggiunto una nuova scheda La Leggenda del Cavaliere Nero ( Capitolo II ) in Fantasy.
- CAPITOLO II : L'INFANZIA DI EDHELDUR “Se c'è una cosa su cui tutti i...