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I giochi di una volta
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I giochi che si facevano una volta al mio paese, Tombolo, un paese veneto, tra Padova Vicenza e Treviso, penso siano gli stessi giochi che i bambini, pur con nomi diversi, facessero in tutta la pianura padana e forse in tutta Italia. Noi giocavamo ogni sera d'estate sul sagrato della chiesa, era questa un bell'edificio costruito alla fine del 700 con un grandioso atrio esterno, limitato da otto colonne ioniche, impostate su di un alto zoccolo. La facciata esterna , con tutti quei cornicioni, quelle colonne e quegli appigli, costituiva una palestra naturale di free-climbing, il luogo ideale per giocare "Rogna - alta ", gioco che consisteva nel rincorrersi per toccarsi e "petare la rogna" al compagno di gioco, chi fosse caduto dal cornicione sarebbe stato eliminato, per questo si chiamava -Rogna-alta-. Le rogne a quei tempi erano giochi molto diffusi, altri tipi di rogna erano la celeberrima -Rogna scondarse - (in italiano -nascondino-) e la meno nota -Rogna vedarse-. Per stabilire chi avesse la rogna si facevano delle conte. Tra i giochi praticati a quei tempi in paese c'era anche "Cortelin", era questo un gioco da farsi, accucciati per terra, lanciando un coltello in vari modi ed in...
L'ultima tortura (Seconda parte)
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Un passo: era fuori dalla cella, fuori dall'inferno. Non ancora, si corresse, tutto quell'edificio era l'inferno, solo se fosse uscito da lì ne sarebbe stato davvero fuori. Non era possibile, mai nessuno, a quanto si diceva, era fuggito da quella prigione. Ma cosa rischiava a provare? "La luce chiama a sé un peccatore", questo aveva detto l'Inquisitore. E se la porta si era davvero aperta, perchè non seguire ancora le sue parole? Shem si avviò a fatica lungo il corridoio. Aveva camminato per pochi passi, quando udì un sommesso parlottio che accompagnava due persone che si avvicinavano. Si guardò intorno disperato. La fuga era già terminata? Si trovava oltre una svolta ad angolo retto, dove il buio era profondo. I passi si avvicinavano e con essi il riflesso di un lume. Presto sarebbe stato visto, la sua speranza dissolta. Nel muro scoprì una rientranza, in essa, a tentoni, individuò una porticina. La spinse. La porta si aprì e lui sgusciò dentro senza richiuderla, non ne avrebbe avuto il tempo. I due uomini passarono davanti alla rientranza e il suono dei loro passi si affievolì....
Quel volto, lavorato dal tempo, era reso più lungo da alcune rughe verticali, profonde come cicatrici, scavate da insonnie ostinate e abituali. Gli occhi, di solito rivolti verso terra, avevano come dei lampi improvvisi e si accendevano di una luce del tutto particolare, quasi provenisse da un luogo accessibile a lui soltanto. Chi lo incrociava, mercanti, artigiani, soldati, dame con le loro fantesche, tutta l'umanità che percorreva le stradine della città, gli lasciava il passo accennando una riverenza e poi, appena pensava di essere fuori dalla portata di quello sguardo inquietante, si faceva il segno della croce e proseguiva senza voltarsi, ben lieta di essere diretta in un luogo diverso da quello verso il quale si stava affrettando Alonzo de Elgovar, priore dei Domenicani e Grande Inquisitore di Spagna. Alonzo dedicò uno sguardo al parco che stava attraversando in quella tarda mattina di Ottobre. La luce era appena dorata, filtrata dalle ultime foglie dei platani; un leggero vento, fresco e pulito, spirava dalla campagna portandone i gradevoli profumi e tenendo invece lontani i sentori della gente che si affollava in Siviglia. Il Grande Inquisitore fece un profondo respiro assaporando tutta la bellezza dell'attimo, quasi...
Tre erano i bar della piazza che costituivano il centro del potere legislativo, esecutivo, giudiziario ed informativo del paese : il bar da Bakù , dove andavano i vecchi, il bar Centrale, frequentato da persone di mezza età e la gelateria da Kino,frequentata prevalentemente dai giovani. Tanto per comprendere le differenze tra i bar, sono utili alcuni parametri tratti dal saggio di “Bacologia” del Bianco Ukare : il primo è il coefficiente di bestemmiazione dato dalla formula: numero medio bestemmie alle ore 10 dove B1 = ---------210----------------------------------------- tempo in minuti (sono state scelte le ore 10 perché ore di minima affluenza).numero medio bestemmie alle ore 14 dove B2 = -----------798--------------------------------------- tempo in minut 10i (sono state scelte le ore 14 perché ore di massima affluenza) Per il bar da Bakù abbiamo: 15 555 B1 = ---15------- B2 = ---798------- minuto minuto per cui risulta Q...
Molti anni fa, quasi per caso, ebbi la fortuna di essere testimone dei principali eventi che condussero all nascita di un importante seppur locale scisma religioso. Ero nell’assolato cortile del patronato di tombolo e come ogni pomeriggio d’estate stavo giocando una democratica partitella di calcio tra ragazzi. Era democratica perché le squadre si andavano formando in corso d’opera. Ogni tanto entravano in campo due nuovi giocatori ed avvisavano gli altri dicendo : “ Mi paro par qua e Ugo para par là”. Così le squadre divenivano sempre più numerose ed era sempre più difficile, soprattutto per me, arrivare a dare un calcio al pallone. Accanto a ragazzini di 14 -15 anni come me, giocavano anche operai, garzoni, meccanici di oltre 30 anni e le partite duravano interi pomeriggi con molti giocatori che si alternavano perché dovevano abbandonare il gioco per andare a lavorare. Ricordo che quella volta giocava anche il mio temuto nemico Frigo, un ragazzone tre anni più vecchio di me, ma che frequentava ancora la terza media per ovvi motivi. Frigo me le aveva suonate alcune volte e sempre per futili motivi, non aveva bisogno di...
Semeiotica
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SEMEIOTICA Negli anni 1972-1973 ci fu il boom delle iscrizioni universitarie alla facoltà di medicina. Forse a causa del dottor Kildert, protagonista di una fortunata serie di telefilm americani, tutti volevano curare, salvare, trattare umanamente il prossimo e se possibile contribuire con qualche fondamentale scoperta scientifica alla salvezza dell’umanità, guadagnando, perché no, anche dei buoni soldi. Mi iscrissi anch’io aspettandomi di trovare quell’ambiente accogliente ed umano che avevo visto nei filmetti americani, invece l’impatto con l’università’ fu traumatico. File interminabili di studenti, code alla segreteria per iscriversi, code ovunque. Gli esami del primo anno erano cinque: chimica, fisica, istologia, biologia ed il cosiddetto colloquio di anatomia. Qualche genio dell’università aveva voluto chiamare con questo nome “Colloquio” quella parte dell’esame di anatomia che trattava dei muscoli delle ossa, delle arterie e delle vene e che consisteva in una prova scritta perché i professori non avrebbero avuto il tempo di ascoltare tutti. Quindi l’unica prova scritta del primo anno si chiamava “Colloquio”. Già questo la diceva lunga. Le prime settimane passarono nella disperata ricerca di aule ed orari. Non appena trovavamo l’aula giusta, trovavamo anche, appeso da qualche parte...
Tipi di preti
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PRETI Ho passato l’infanzia e l’adolescenza al patronato, ho quindi conosciuto diversi tipi di prete. Mi accingo a descrivere le principali tipologie.Poiché la realtà e più variegata e complicata di qualsiasi schematismo, il lettore sappia che il prete reale spesso è un compendio di tutte queste tipologie. Queste righe vogliono quindi essere un semplice aiuto alla comprensione di una materia così difficile e non intendono certamente esaurire l’argomento. PRETE DA PATRONATO- Il prete da patronato e' molto resistente alle intemperie, lo si puo' vedere facilmente negli assolati pomeriggi di Luglio ed Agosto arbitrare partite dicalcio correndo e sbraitando piu' di quanto non facciano tutti I giovani giocatori messi insieme. E' molto ghiotto di spume Ginger e di paste. Ama assistere nella saletta del patronato, assieme ai giovani della parrocchia, alle partite di calcio di serie A , e' di solito molto tifoso del Milan o al...
VITO ED IL MAERSTRO A settant’ anni Vito Juvara stava seguendo attentamente la trasmissione televisiva "NON E’ MAI TROPPO TRADI" del maestro Manzi. Come gli piaceva quel maestro! Si rendeva conto che insegnava non per i soldi, non per far bella figura in TV, ma che aveva veramente a cuore quel che stava facendo. Per questo lui, Vito, si era messo di buona lena con quaderno e matite, non solo per imparare a leggere, ma anche per far piacere ad Alberto Manzi.Quanto era difficile fare tutti quei ghiribizzi, soprattutto la T ,ogni volta che arrivava all'asta traversa della T, la matita si spuntava. Una volta ne aveva proprio rotta una a metà, ma puntigliosamente aveva ripreso a scrivere con accanimento, ormai era diventata una ossessione. Doveva far contento il maestro. Anche lui, se fosse nato in un altro posto, in un'altra famiglia, forse sarebbe diventato un uomo come Alberto Manzi: gentile, affabile, di buon cuore. Non avrebbe mai fatto niente per ruffianeria o per far carriera, non ne era capace. Forse anche lui avrebbe studiato e si sarebbe diplomato, ma i suoi genitori erano braccianti e dopo la morte...
GIOCHI ANTICHI DELLA MIA TERRA I giochi che si facevano una volta al mio paese, Tombolo , un paese veneto , tra Padova Vicenza e Treviso , penso siano gli stessi giochi che i bambini , pur con nomi diversi, facessero in tutta la pianura padana e forse in tutta Italia . Noi giocavamo ogni sera d'estate sul sagrato della chiesa, era questa un bell'edificio costruito alla fine del 700 con un grandioso atrio esterno , limitato da otto colonne ioniche , impostate su di un alto zoccolo. La facciata esterna , con tutti quei cornicioni, quelle colonne e quegli appigli , costituiva una palestra naturale di free-climbing, il luogo ideale per giocare "Rogna - alta ", gioco che consisteva nel rincorrersi per toccarsi e "petare la rogna" al compagno di gioco, chi fosse caduto dal cornicione sarebbe stato eliminato, per questo si chiamava -Rogna-alta-. Le rogne a quei tempi erano giochi molto diffusi, altri tipi di rogna erano la celeberrima -Rogna scondarse - (in italiano...
Tabula Rasa
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Il sapore è quello ferroso del sangue; la consistenza, mentre sfiora le labbra, quella di una piuma; uniti diventano candore screziato di rosso, diventano traccia del mio passaggio. Gli occhi del Frate si schiusero e da dietro la cortina del primo risveglio videro la sua figura che lo sovrastava. - Tu... allora esisti davvero. - Sì. E lo sapete, vero, che si dice? Quelli come me si mostrano a pochi fortunati solo quando l’ultima ora è giunta, per accompagnarli negli ultimi passi lungo la strada che porta al paradiso. Ma questo non vale per la feccia quale voi siete. Mi guarda dritto negli occhi e infila lentamente la mano sinistra sotto il fagotto di stoffa che gli fa da cuscino. - Cercate questo? Il metallo della lama catturò l’aurora riflettendola sullo sguardo stupito; il Frate si alzò di scatto dal giaciglio, quasi ringhiando, le mani protese a caccia della gola di chi gli stava di fronte. Ma si trovò ad afferrare però solo aria e in quello stesso attimo il...
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Laura Manx ha aggiunto una nuova scheda La prima storia di Laura Manx - INTERMEZZO - Giorno quarto di sette - Undicesimo episodio in Giallo&Noir.
- E' l'alba del quarto giorno. Ascolto il respiro regolare e profondo di Olmo e guardo il muro sopra il termosifone. La parete bianca è...
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Pepppers ha aggiunto una nuova scheda La Leggenda del Cavaliere Nero ( Capitolo II ) in Fantasy.
- CAPITOLO II : L'INFANZIA DI EDHELDUR “Se c'è una cosa su cui tutti i...