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I Racconti Racconti Brevi

Racconti Brevi

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Drammatico  (20) Erotico  (3) Fantascienza  (10)
Fantasy  (11) Giallo&Noir  (14) Grottesco  (7)
Horror  (13) Impegno sociale  (7) Introspettivo  (8)
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Storico  (17) Surreale  (46)
Thriller  (3) Trash  (10)
 
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Vero amore Acquistai Fritz vicino al caffè Pedrocchi, da uno di quei vecchietti che girano per il centro città attorniati da una nuvola di minuscoli cani. Vidi un piccolissimo cucciolo nero che, seduto in disparte, non giocava con tutti gli altri, e che, ogni tanto, come ricordandosi di un passato dolore, guaiva piano. Mi avvicinai, lo accarezzai e fu amore a prima vista. “Di che razza è?” Chiesi al vecchio. “Fox terrier mosca, una razza indomita” mi rispose. Disse fox terrier mosca con la stessa sicurezza con la quale avrebbe detto pastore tedesco o Labrador. In realtà Fritz era un bastardino di circa due mesi, molto simpatico, a cui avevano da pochissimo mozzato la coda per farlo assomigliare ai fox terrier. Acquistai il cagnolino per poche lire, lo portai a casa, gli diedi da mangiare e lo accarezzai per consolarlo per tutte...
 
 
CARPE DIEM Quando da bambino chiedevo a mio padre di comprarmi qualche ghiacciolo o qualche dolce, lui, che era un uomo saggio,anche se forse un po’ tirchio, mi diceva di risparmiare e di pazientare, di mettere via i soldi che a quattordici anni mi avrebbe comprato lo scooter. Come non dargli ragione? Perché sciupare i soldi in un piacere effimero quando avrei potuto più tardi godermi per sempre il motorino? Già mi vedevo scorazzare liberamente in sella ad una vespetta rossa fiammante con il vento che mi accarezzava, e già vedevo gli amici che mi seguivano con lo sguardo ammirati ed un tantino invidiosi. Così risparmiai volentieri, non mangiai gelati non mangiai ghiaccioli, forse ne guadagnai anche in salute, e diedi tutti i miei risparmi a mio padre per la moto. Non appena compii i fatidici quattordici anni andai subito da mio padre e gli chiesi di mantenere la...
 
 
La donna che vede le anime La signora Rina Vanin è nata a Cismon nel 1921 ed ora vive in casa di riposo a Valstagna dove io lavoro come medico e dove l’ho conosciuta. Di lei mi hanno colpito gli occhi neri sorridenti e curiosi ed il carattere fondamentalmente buono e malgrado tutto ottimista. Rina non ha auto una vita facilissima:ad un anno è stata colpita da paralisi infantile al braccio destro, e a tre anni ha seguito la famiglia in Francia , nell’alta Savoia, perché in Italia il padre, che faceva il fabbro, non trovava lavoro. Ha vissuto quindi a Lallenge, un paesino vicino a Thonon les Bains dove ha frequentato le scuole elementari. Ricorda quel periodo come il più bello della sua vita. Frequentava volentieri le scuole e riusciva nello studio piuttosto bene, tanto che le era stata promessa una borsa di studio per realizzare il suo sogno: diventare maestra. Purtroppo non sempre le cose vanno come dovrebbero ed un brutto giorno la madre di Rina si ammalò e dopo pochissimo tempo lasciò lei e suo padre. Grazie all’aiuto del prete del paese Rina...
 
 
La consegna che avevano ricevuto era chiara: dovevano attendere ad oltranza al campo l’arrivo del principe. La persona che aveva dato quell’ordine era più che certa che Lugh si sarebbe presentato. Quando avevano udito la disposizione erano rimasti non poco perplessi: non erano così sicuri che sarebbe accaduto, non avevano quasi per niente fiducia nel giovane principe del Regno dell’Ovest. Del resto non riponevano alcuna fiducia nemmeno nei confronti della principessa Norda, che avrebbe un dì governato il Regno del Nord, o nel sovrano di quello dell'Est, che non aveva eredi ed il suo potere sarebbe passato direttamente nelle mani del figlio del suo primo generale, dopo la sua morte. . Ma non avevano replicato e avevano abbassato il capo in segno di consenso: quindi una volta giunto il principe Lugh dovevano partire immediatamente alla volta del Regno del Sud, tristi messaggeri della terribile notizia. Non dovevano assolutamente procrastinare la partenza in modo da non correre il pericolo di doversi scontrare, da soli, con l'esercito. A quell'ipotesi sogghignarono: potevano non riuscire a contrastarlo per palese inferiorità numerica ma avrebbero venduto cara la pelle per l'onore del loro regno e per quello della principessa morta. E...
 
 
La sua idea era semplice: procedere all'eliminazione fisica di ogni ostacolo, a cominciare dal re e dall'erede al trono. Per la regina aveva in mente ben altro trattamento. Non appena fosse riuscito nei suoi intenti, lui avrebbe governato quel piccolo angolo della Confederazione. Una volta preso il potere avrebbe potenziato l’esercito movendo guerra ai principati vicini, conquistandoli fino a che essi avessero accettato di nominarlo unico Governatore della Unione. Nella mente del servitore il destino futuro appariva ammantato di fulgida gloria e un immenso illimitato potere. Il suo piano per impossessarsi del governo stava infine prendendo forma come lui aveva sempre voluto. Sapeva quanto il giovane principe amasse quella fanciulla, che risiedeva nella foresta vivendo di ladrocini ed impunemente uccidendo gli animali del re. Era completamente convinto, grazie ai suoi continui e serrati controlli segreti, che Lugh non avrebbe esitato ad uccidersi per stare ancora con lei. Tutti, e lui per primo, avevano sempre ritenuto il principe un debole. In effetti quella reazione l’aveva stupito abbastanza ma non poteva permettersi tentennamenti in un momento così delicato, adesso era il suo turno entrare in scena, come consigliere fidato del sovrano e doveva utilizzare tutta la sua abilità oratoria...
 
 
Il boato del legno che cedeva sotto la poderosa spinta del piede di Kirres riscosse il principe Lugh dalle sue peregrinazioni mentali. Egli si volse a guardare verso dove aveva avuto origine il rumore improvviso e violento. Kirres, il più fedele degli uomini al servizio della principessa Morana, avanzò, seguito da quel corteo funebre improvvisato ma ugualmente solenne mentre il viso del principe si oscurava di fronte a quello spettacolo. La musica tacque e tutti i visi degli invitati si volsero verso lo strano gruppo, che ora stava di fronte alla pedana dove si trovavano la coppia reale, il principe, la principessa Norda insieme ai suoi genitori. Il sovrano del regno del Nord e la sua seconda moglie, che era originaria di un misterioso paese che si estendeva oltre l’estremo confine formato da un’impervia catena montuosa poi quegli uomini si mossero fino a che si trovarono a pochi centimetri dal basso podio. Non appena Lugh riconobbe coloro che erano al suo cospetto scattò in piedi, ma si fermò notando il fardello che portavano: una ciocca di riccioli biondi e ciocche bianche spuntava dal sudario. Non appena Lugh riconobbe...
 
 
ANDARE A DONNE A CINQUANT’ANNI Un uomo sulla cinquantina, per andare a donne ha bisogno delle seguenti cose: 1) I capelli Una capigliatura decente e’ molto importante. Non si puo’bleffare con artifizi o riporti vari, altrimenti si rischia di diventare ridicoli. Molto meglio allora un buon trapianto o fare buon viso a cattiva sorte e rasarli molto corti, pero’ non e’ la stessa cosa. 2) Essere magri e moderatamente sportivi. La donna non ama il panzone assonnato e sempre stanco. Se volete dedicarvi a questa attivita’, e’ opportuno cercare di perdere I chili di troppo senza fare di questa attivita’ il vostro chiodo fisso, altrimenti perderete di vista la vostra meta e vi interessera’ di piu’ il vostro peso e la forma fisica piuttosto che le donne stesse. Questo atteggiamento verra’ subito riconosciuto dalla donna che non lo gradira’. Ricordate e’ lei che vuole essere al centro dell’attenzione, non il vostro corpo. Narcisisti! 3) Essere alti Se vi chiedono quanto siete alti dite sempre: circa un metro e ottanta. La donna tende...
 
 
FRITZ ILh MIO AMICO CANE Acquistai Fritz vicino al caffè Pedrocchi, da uno di quei vecchietti che girano per il centro città attorniati da una nuvola di minuscoli cani. Vidi un piccolissimo cucciolo nero che, seduto in disparte, non giocava con tutti gli altri, e che, ogni tanto, come ricordandosi di un passato dolore, guaiva piano. Mi avvicinai, lo accarezzai e fu amore a prima vista. “Di che razza è?” Chiesi al vecchio. “Fox terrier mosca, una razza indomita” mi rispose. Disse fox terrier mosca con la stessa sicurezza con la quale avrebbe detto pastore tedesco o Labrador. In realtà Fritz era un bastardino di circa due mesi, molto simpatico, a cui avevano da pochissimo mozzato la coda per farlo assomigliare ai fox terrier. Acquistai il cagnolino per poche lire, lo portai a casa, gli diedi da mangiare e lo accarezzai per consolarlo per tutte quelle novità che, suo malgrado, erano entrate a far parte della sua giovane vita. Mi si affezionò subito e senza fatica. Man mano che i giorni passavano cominciò a manifestare anche la sua vera natura: “ Non un...
 
 
La favolosa storia del principe Lugh e della principessa Morana 1) Il vento soffiava feroce nella foresta, che si estendeva a parecchie leghe verso est dalla capitale del Regno dell'Ovest, facendo frinire i rami più alti degli alberi secolari. Il convoglio di uomini incappucciati avanzava lentamente, alcuni erano a cavalli e seguivano un carro sul cui pianale era adagiato quello che ad un'attenta occhiata sarebbe apparso per quello che era: un corpo inerme avvolto in un sudario improvvisato utilizzando un mantello di pesante panno nero. Il gruppo di sei uomini andava avanti, lottando contro il vento impetuoso per mantenere la via. La loro destinazione era il castello di pietra nera arroccato sull’altura che dominava la pianura e la foresta, entro i cui intrichi, in quei mesi, erano stati gli incontrastati padroni. Quei misteriosi figuri, che gli abitanti dei villaggi e della capitale, insieme ovviamente a tutti coloro che formavano la ricca corte reale avevano ben poco gentilmente definito "briganti", stavano ora viaggiando proprio in direzione della rocca in quella notte di tempesta. Portavano un "regalino" speciale per il principe Lugh, unico figlio dell’attuale sovrano ed unico erede al trono,...
 
 
Ho fatto ridere un politico Vent’anni fa fui invitato ad una cena conviviale da un amico. C’erano tutte persone importanti: c’era il sindaco del paese, il notaio, alcuni primari dell’ospedale. Insomma c’era l’elite del paese al completo. Per lubrificare il discorso tracannai alcuni bicchieri di vino buono,e, dopo alcuni minuti, mi misi a parlare confidenzialmente con tutti. Il discorso prendeva le pieghe più varie e strane, senza mai toccare temi che potessero infastidire qualche ospite importante. Ricordo che, ad un certo punto si stava valutando quanto dovevano essere lunghe le gambe di un uomo. Fu allora, che, aiutato dal vino, e voglioso di mettermi in luce, dissi con voce stentorea: “ Le gambe di un uomo dovrebbero essere lunghe tanto da consentirgli di arrivare fino a terra; in altre parole tanto lunghe da collegare il busto al terreno.”. Tutti mi guardarono stupiti come fossi stato un imbecille, qualche signora sembrava addirittura contrariata per il mio vociare poco educato, ma improvvisamente avvenne il miracolo. L’onorevole Ferratoni, l’unico politico e l’ospite più importante della compagnia, scoppiò in una sonora risata. Tutti cambiarono atteggiamento nei miei riguardi. Il geometra comunale Amleto Pancaldo si congratulò con me e mi diede...
 
 
 
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