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Racconti Brevissimi

Amore  (4) Comico  (33)
Drammatico  (22) Erotico  (4) Fantascienza  (3)
Fantasy  (11) Giallo&Noir  (5) Grottesco  (8)
Horror  (7) Impegno sociale  (5) Introspettivo  (13)
Pop  (9) Pulp  (3)
Splatter  (2) Storico  (5) Surreale  (33)
Thriller  (3) Trash  (3)
 
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Parole d'amore. Sono scritte in un biglietto ripiegato dentro una busta azzurra che un ragazzo ha lasciato sul banco della cassiera del circo. Lei non sa cosa c'è dentro. Vede l'intestazione: "Per te." Diffida. Deve lavorare, adesso. Mette la busta nella borsetta bianca. La aprirà poi.La faccenda però la rende felice. Lei è graziosa, tutta vestita di finta pelle bianca, dalla giacca alla gonna corta, con gli stivaletti nuovi. Solo la camicia è rosa. Riprende a vendere biglietti agli spettatori. Intanto pensa al ragazzo dalla camicia azzurra che senza parlare ha lasciato la busta azzurra sul banco.Quel ragazzo lo conosce già. E le sta simpatico.Lui, intanto, è entrato nel circo e si è seduto lontano dagli altri spettatori. Lo interessa solo il numero degli acrobati. Lo aspetta e si domanda quando la cassiera aprirà la busta.Chiunque avrebbe parlato alla ragazza di cui si è innamorato. Lui no, è troppo timido.Alla fine dello spettacolo, se la cassiera vestita di bianco sarà ancora lì, cercherà forse di dirle qualcosa invece di tenere la testa china verso terra come fa sempre.Ecco, cominciano le musiche e entrano in pista i clown. Lui non li guarda. Ricorda. * *...
 
 
COME TI SEI FATTA BELLA Vi ho mai raccontato del mio primo grande amore? Il primo e anche l’unico che io abbia mai avuto. Quanto ho pianto allora e da allora non ho mai smesso di farlo. Avevo quindici anni, portavo gli occhiali, ero goffo, imbranato e con un principio di acne. Chiara, invece, era la più bella della classe: tutti non avevano occhi e attenzioni che per lei e lei aveva attenzioni per tutti eccetto che per me. L’ho amata in silenzio, per colpa della mia stramaledetta timidezza, per tutti gli anni del liceo, vedendola andare alle feste degli altri, in discoteca o al cinema con altri, vedendola ridere e parlare con tutti. Eccetto che con me. Del resto non potevo neppure sognarmi che una come lei si accorgesse di uno come me. Mi accontentavo, quindi, di sognarla ad occhi aperti di giorno, di sognarla la notte e, dovrei vergognarmi a confessarlo, ma è la cosa più naturale e più diffusa fra gli adolescenti, di eccitarmi nell’immaginare avventure...
 
 
"Vuoi una Marlboro?", gli chiese lei accendendogli una sigaretta.Detto questo allungò le gambe sopra al letto, fino a distenderle completamente e ne accese una anche per lei..Lui seguiva i suoi movimenti, guardava compiaciuto le sue ginocchia spigolose e quei polpacci magri, vestiti di pelle non troppo giovane oramai e neanche troppo liscia, che pena gli facevano..."Fumi sempre dopo aver fatto sesso?" Le chiese, nauseato dall'odore della nicotina annidata nelle profondità di lei, in ogni poro e piega della pelle, in ogni alito del suo respiro, e sotto il bordo delle unghie delle quali lui sentiva ancora tracce vive sulla pelle. "no, dopo aver fatto sesso mai, fumo solo nelle ore di lavoro" Lui annuì, fingendo di aver capito quel ragionamento, ma in realtà non riusciva ad immaginarsi cosa potesse pensare una testa attaccata ad un corpo spento e non più desiderabile, un corpo che veniva usato e poi gettato sopra il ciglio di un marciapiede, come un biglietto dell'autobus alla fine di una corsa. Lui guardò quel corpo ormai avvizzito, consumato da anni di esperienza e si rese conto di aver cercato, proprio nella sua bruttezza, il puro sfogo di un istinto primordiale e di aver goduto, dentro quel su...
 
 
 
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