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Racconti Brevissimi

Amore  (4) Comico  (33)
Drammatico  (22) Erotico  (4) Fantascienza  (3)
Fantasy  (11) Giallo&Noir  (5) Grottesco  (8)
Horror  (7) Impegno sociale  (5) Introspettivo  (13)
Pop  (9) Pulp  (3)
Splatter  (2) Storico  (5) Surreale  (33)
Thriller  (3) Trash  (3)
 
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Da dove venisse Gatsby nessuno lo sapeva. Il vecchio Rufus, il saggio diceva che lo aveva creato la nostra valle ; era il miglior figlio di Walstain. Le madri continuavano a raccomandare ai figli di essere scaltri, di essere furbi, di non farsi mangiare il riso sopra la testa ( così si diceva in valle) ed ecco una risposta a tutte queste raccomandazioni. Si sa quando le mamme chiedono prima o poi qualcuno le esaudisce , ed era arrivato il grande Gatsby, il figlio ideale che ogni donna di Walstain avrebbe voluto avere. Per la verità le donne di Walstain non lo avrebbero voluto solo come figlio, ma molte anche come amante. L’altezza è mezza bellezza, si diceva, ma il potere è bellezza intera. Così Gatsby era il figlio della nostra vallata ma era divenuto anche nostro padre; e cominciava a diventare un genitore piuttosto ingombrante per qualcuno. Non c’era molto scampo; qualsiasi cosa tu avessi fatto, avresti dovuto per forza passare attraverso l’organizzazione Gatsby. Anche se un giovane universitario a 1000 euro al mese, fisico o matematico, avesse scoperto che so, il neutrino con lo spin levogiro, che ne avrebbe...
 
 
. . Bepi e le nostre radici Ho notato che ancor oggi in alcuni paesi del veneto il nome proprio diminutivo di Giuseppe “ Bepe” si declina ancora come una volta. La moglie chiama il marito usando il vocativo” Bepe… Bepee… Bepe vien qua! » Ma, quando deve dire il martello di ….. dice quasi sempre : “El marteo de Bepi. El capeo de Bepi” ecc… ecc… All’accusativo il nome si coniuga usando spesso la forma Bepo : “ Go visto Bepo” Anche negli altri casi si usa spesso, non sempre ma più spesso di quanto ci si potrebbe aspettare la forma bepo: “So sta co Bepo . Ghe go da el giornale a Bepo.” La declinazione del nome Giuseppe sarebbe quindi ancor oggi : Bep-e Bep-i Bep-o Bep-o Bep-o Bep-o. Miliaia di anni di storia antica ci cadono ancora adesso addosso e fanno si chwe in molte famiglie di...
 
 
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LA VERA STORIA DELLA MALEDIZIONE DI TUTANKHAMON di Wally Mc Speare Hapu il pittore stava lavorando nella sua casa, vicina al fiume verdeazzurro. Un canneto di alti giunchi gialli - dove ibis, anatre e rane, lontre, serpenti d’acqua e coccodrilli avevano i loro nascondigli - la separava dalla riva. Nefer, la sua compagna, dormiva, sulla stuoia, nella camera interna. Come gli struzzi sulle rive e gli ippototami nell’acqua, il popolo kemet andava a dormire subito dopo il tramonto. Alla luce della lampada a olio, che solo i pittori tenevano in casa, Hapu stava copiando una figura sul papiro. Il suo calamo delineava i contorni del corpo secondo il sacro canone di pittura. Il capo era di profilo, l’occhio visto di fronte, le spalle - frontalmente squadrate - si assottigliavano fino alla cintura: poi la sagoma di profilo, i fianchi e le gambe, due piedi uguali. Prima di finire, Hapu entrò nella stanza più interna. Nefer la bella aveva gli stessi colori della pavoncella di fiume: azzurri gli occhi nel viso colore del miele di acacia, nerissime di bistro le ciglia e le sopracciglia, sopra...
 
 
Ogni vita ha il suo destino, ma per il sig Freeman e il signor Obstain sarebbe più giusto dire che ogni vita ha le sue caselle, stando a quanto accadde quella vigilia di Natale del .... nella fattoria di proprietà del signor Obstain tutta presa, come al solito, dalle compere, dalle discussioni e dai saluti frequenti a cui si accompagnava un sorridente :”Buon Natale". E quel Natale  aveva tutta l’aria di esserlo buono, perchè la raccolta di cotone quell’anno era stata eccezionale sia grazie all’impegno dei coloni, sia grazie all’impegno personale del propietario. Insomma, tutto era al suo posto quella vigilia, compreso i regali che il sig. Obstain aveva già scelti e consegnati con cura secondo le esigenze di ogni famiglia. Tutto perfetto, anzi un inizio partita perfetto. Ma facciamo un passo indietro. In quella piantagione di cotone il sig. Freeman e il sig. Obstain appartenevano certamente a due diverse mondi: il primo a quello della schiavitù; il secondo  a quello della libertà. Costretti entrambi in quel piccolo spazio che era la fattoria, essi  erano, a loro modo, gli alfieri delle rispettive comunità, contendendosi le stesse caselle. Ma sarebbe improprio dire che fossero...
 
 
 
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