Racconti Brevissimi
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..............mmmmmmm........ ..........bianco....... .......nooo, troppa luce..... ... ma dove sono? ..sento uno strano ronzio ancora luce forte! voci... non riesco ad aprire gli occhi, non riesco a muovermi, dove cazzo sono finito? luce gialla, devo essermi addormentato, le voci sono diverse ho sonno... ecco, ora sono sveglio, la luce bianca è ancora forte ma riesco a sopportarla meglio, mi fa male la testa le voci cominciano ad avere un senso, parlano di flebo. che sia finito in ospedale? devo essermi riaddormentato, la luce è tornata gialla, forse è notte, c'è silenzio a parte quello strano ronzio... ancora luce bianca, sono di nuovo sveglio ma non riesco a muovermi nè a parlare. la voce maschile sta dicendo a quella femminile di alzarmi le gambe. ehi, sento il contatto! allora non sono morto o in coma! forse sono sotto...
Intrusioni
Hot
Il paesaggio era quello di sempre.Le viti, i pini e, oltre, le colline e poi le montagne sullo sfondo che degradavano nel blu.Era il paesaggio dei loro week end. La piccola casa in campagna, poco fuori città.“E' sempre bello stare qui” disse Sara, senza distogliere lo sguardo dal panorama.Si sentiva bene, aveva deciso di non prendere più le pillole.“Hai ragione, ormai non potrei più fare a meno dei nostri week end”.Fulvio seduto sulla sdraio accanto la guardava.“Prendo due birre...ti va?”.Ma lei lo fermò fissandolo nei suoi occhi azzurri: “Resta qui, vado io...”.La scala a chiocciola era più piccola del normale...era stato complicato farla passare attraverso l'unico punto disponibile del soffitto.Avevano usato uno di quei prefabbricati in legno per creare il secondo piano, mentre il primo era in mattoni. Era una casetta modesta ma l'importante era la calma di quel posto.I piedi scalzi di Sara si bloccarono silenziosamente sui gradini.Qualcuno stava rovistando nel cassetto delle medicine in cucina.In quelle campagne spesso d'inverno avevano subito furti nei periodi in cui la casa restava chiusa mentre lei era in cura, ma adesso era estate e qualcuno era entrato nonostante fosse palese la loro presenza. L'uomo era di spalle, e adesso Sara,...
– Hai fatto i conti senza l'oste, Mario, come sempre. C'è gente che con il tempo impara, migliora, guarda i tuoi fratelli, per esempio. Tu no, questa è casa mia e faccio quello che mi pare, l'uomo è uomo. E smettila di fare gli occhi cattivi, non sto zitta. Ora mi ascolti e ti assicuro che saranno le ultime parole che sentirai da me. La signora Valussi si sedette con calma sulla poltrona che lei stessa aveva foderato di cinz rosso quarant'anni prima, accavallò una gamba e accarezzò con dolcezza il ginocchio del marito. – Lo so che la colpa è tutta di quella vacca di tua madre. Lo so che quello sporcaccione di tuo padre scopava a destra e a sinistra e che appena poteva si infilava nel letto delle figlie, ma, diamine, il bene non è il male, Mario, avresti dovuto capirlo. Invece no, tu no, l'uomo è uomo. Gli raddrizzò il ciuffo ribelle che l'aveva fatta innamorare cinquantacinque anni prima. – Vedi, ho lasciato perdere quando ti ho trovato con le mani fra le cosce di Ester, anche se avrei avuto tutte le ragioni per seccarmi...
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