Racconti a Puntate
| Avventura (22) | Comico (10) | |
| Drammatico (2) | Erotico (2) | Fantascienza (43) |
| Fantasy (47) | Giallo&Noir (25) | |
| Horror (40) | Introspettivo (10) | |
| Pulp (4) | ||
| Surreale (62) | ||
| Trash (12) |
| 10 risultati - visualizzati 1 - 10 |
Ordina
|
3) DIVAGAZIONI E ALTRI FATTI INTERESSANTI Gennaio 1859. Proprio quando il conte Camillo Benso sta per siglare un accordo segreto con Napoleone III di Francia, per dichiarare guerra all’Austria, un ribelle dello stato della chiesa, Felice Orsini, tenta di uccidere il sovrano francese colpendolo in fronte con una baguette. Egli sopravvive, ma indispettito decide di chiudere tutti i rapporti con gli italiani e di disdire la prenotazione per agosto alla pensione Miramare di Rimini. Il conte Camillo Benso, da grande diplomatico, lo addolcisce regalandogli un pacco di biscotti Krumiri e assicurandogli lo sconto del 45% sul parcheggio in centro a Torino, più tre quintali di riso carnaroli. La Francia prende tempo chiedendo di mettersi ad un tavolo e discuterne ma non ci sono abbastanza sedie per tutti, in più nessuno vuole pagare l’affitto della sala. Sono giorni di grande tensione, il popolo italiano è col fiato sospeso, a Corbetta un uomo riesce a trattenere il respiro per più di 13 minuti ed entra nel guinnes dei primati. La contessina Andreina è agitata, non dorme, la notte in preda al sonnambulismo si reca nelle stanze dei maggiordomi...
2) LA TENERA CONTESSINA La contessina Andreina non è una ragazza frivola ma una creatura dolce e sensibile. E’ anche molto intelligente. Uno spettacolo indimenticabile è osservarla quando, prima di spedire una lettera, lecca tutta la busta e ci appiccica su il francobollo. Tutti i pomeriggi alle cinque beve il tè col suo anziano professor Ugo Rossi, da lei chiamato col vezzeggiativo di Herbert Von Kubbert, un uomo che ha dedicato la vita alla stesura del libro definitivo sulla storia della filosofia occidentale ma che ha abbandonato l’impresa quando ha scoperto di non sapere né leggere né scrivere. Deluso è tornato al suo vecchio mestiere di tappezziere, lavoro svolto egregiamente fino al giorno in cui, mentre incollava la moquette all’interno di un cannone, fu sparato sino al confine svizzero. Escludendo il fatto che la lingua a volte gli si stacca dal palato e che il braccio destro è più lungo di quello sinistro di 50 cm, egli ora è completamente guarito. Il professore accetta di buon grado le domande di Andreina anche se spesso non le capisce e si limita ad annuire con fare misterioso “Professor...
Gino alla battaglia di Magenta cap.1
In evidenza
Hot
1) IL TRAGICO CONTE “ Tutte queste verze, e neanche un maiale da ammazzare per poterci fare la cassuola!”. A questo pensa il conte Sbarlucchi Giovanni in una notte buia e tempestosa nell’inverno del 1858 a Bareggio, piccola cittadina alle porte di Milano. Lì, nella sua villa, questo uomo ricco ma infelice passa il tempo a bere superalcolici e a coltivare verze e rape, sua grande passione. Insonne, passa le ore osservando la pioggia scendere sulle contrade. Le poche anime del paesello, umili contadini, riposano stremati da una giornata di duro lavoro nei campi e dalle continue angherie del dominante regime austriaco, senza neanche lo svago del campionato di calcio che inizierà solo nel 1898. Il conte all’improvviso, dal buio della via, vede emergere una tenera renna che intirizzita bruca l’erbetta del giardino. Egli sorpreso, schiude con delicatezza la finestra e dopo avere attirato verso di sè la bestiola lanciandogli un tozzo di pane, spara all’animale col suo moschetto, freddandolo sul colpo. Richiusa la finestra, egli si versa e si scola un abbondante bicchiere di barbera. “Alla faccia loro!” esclama, ebbro d’alcool. Il conte, infatti,...
Vacanze in Spagna. Parte 1
In evidenza
Hot
La prima vacanza con gli amici fu in Spagna. Eravamo io, Gino, Mimmo ed Emilio. Avevamo 18 anni. Io ero il solo ad avere una macchina. Mi era stata venduta da dei giostrai, si trattava di una macchinina dell'autoscontro, con sotto un motore elaborato di un tagliaerba, capace di raggiungere i 180 chilometri orari solo toccando il pedale dell'acceleratore. Aveva, oltre i due posti davanti, altri due sedili saldati dietro, ricavati da seggiolini del calcinculo. Quel gioiellino era munito di stereosette, collegato a delle casse acustiche da 300 watt di potenza. Se mettevo il volume a palla, la macchina si cappottava. Era una meraviglia, l'unico problema era che ogni tre chilometri bisognava infilare un gettone nella fessura. All'alba del 13 agosto 1983 ci trovammo tutti in piazza, per salutarci. I genitori piangevano, sventolavano fazzoletti bianchi come se partissimo per una missione suicida. Mia madre mi aveva dato una foto di padre pio, come portafortuna. Era una di quelle foto che a muoverla, gli occhi del santo si aprivano e si chiudevano. La madre di Gino gli aveva fatto promettere dinanzi ad una statua della Madonna di...
Il povero pastore, dopo un’ora buona di cammino, era finalmente arrivato al villaggio dell’isola di Suzuki. Era giorno di mercato e la via principale straripava di bancarelle di ogni genere. Quante volte aveva desiderato comprare anche la più misera mercanzia! Una semplice ciotola, un cesto, o un pesce marmitta, con la grossa pancia tonda e la sporgente bocca “a tubo”: ricordava quando da bambini, una volta svuotato di polpa, viscere e scheletro e gonfiato d’aria, lo si usava nei festeggiamenti per fare le pernacchie finte o burlarsi degli anziani incontinenti. Ma le sue tasche, terribilmente vuote da troppi anni, avevano abituato il suo capo a rimanere chino, i suoi occhi a limitarsi a sguardi schivi e vergognosi, le sue gambe ad affrettare il passo fra la piccola folla degli acquirenti. Ora però aveva un gran tesoro da portare a frutto: una figlia bella e gentile, certo cieca come il fondo di un barile, ma a quello avrebbe posto rimedio la Santa Arrotina! Percorsa in fretta la via del mercato si inerpicò pensieroso per uno stretto vicolo che, salendo a tornanti, lo avrebbe portato alla casa del Capo Villaggio, Toyota...
Mentre restituiva alla vecchia katana l’affilatura originale, Passio si interruppe di colpo. Alzò il capo paonazzo, fissò il sole, si terse il sudore con una mano, sgranò all’indietro gli occhi a biglia, e finì il pensiero che pochi istanti prima le era montato in testa. Quindi scosse il capo, appoggiò la spada ormai ultimata a terra, si girò e si mise a sedere a gambe spalancate e mani incrociate dietro la nuca, nella posizione della Zanzara notturna schiacciata da ciabatta (“Splat-Z”). Quella posizione era l’ideale per gestire la consapevolezza degli errori gravi o guai quasi irrisolvibili, e le era molto familiare. Ma non le giovò: per un istante, senza volerlo, si materializzò nel mondo degli Arrotini Maldestri, pieno di lampi, nubi scure e lame orrendamente rovinate che si inseguivano. Era la proiezione delle sue paure peggiori. Cagandosi sotto, eseguì una ruota perfetta e tornò indietro alla realtà. Tremolante, prese un bel respiro. Ripensò al problema che la crucciava: secondo i sacri testi, solo il pretendente maschio poteva eseguire un piccolo taglio con la katana all’altezza del cuore della donna desiderata, per farla innamorare di sé. Anche ammettendo che, viceversa, il taglio potesse essere eseguito da...
Mentre i due erano ancora tutti presi dall’emozione, Passio Kawasaki Sushi Sampei si era messa a meditare, tutta rigida in equilibrio sulla testa, gambe tese e braccia lungo i fianchi, nella posizione del Sacro Birillo Rovesciato, usando come base d’appoggio un moncone d’albero poco lontano. Gongolava fra sé pensando a quanto avvenuto, sebbene senza tradire emozione alcuna da sotto la frangetta ribaltata. L’antica arte dell’eloquenza tagliente, la “Fronte-Retro-Za” (“Che le parole della tua bocca siano sottili come la fessura tra le tue chiappe”), anche questa volta era giunta in suo soccorso e le aveva indicato la Via dell’Estrema Saggezza. Rimase così in equilibrio per il resto del pomeriggio. Il sangue, gonfiandole la testa come un pallone, la portò a mistiche visioni di katane in duello, impegnate nell’eterna lotta fra Spade Arrotate e Spade Da Arrotare. Padre e figlia, in attesa che l’asceta completasse la sua nobile meditazione, si misero di buona lena a mettere un po’ d’ordine. Con una certa fatica fecero rotolare all’esterno della capanna la pesante pietra arrotatoria, dopodiché radunarono in un angolo la paglia e i pezzi di legno del tetto...
Oscillando delicatamente il bastone nel proprio buio senza fine, la ragazza cieca avanzò ancora pochi passi fino a dare una dolorosa stoccata su un ginocchio di Passio che, digrignando, si trattenne dal gemere. “Scusami Padre, ti ho forse ferito?!” chiese stupita. “No, figlia mia” - rispose l’uomo, ricordando quante involontarie vergate aveva dovuto subire dalla sua mano innocente, sempre sullo stesso dolorante ginocchio. “Questa volta si tratta della nobile Passio, l’arrotina dell’amore, che ci onora della sua presenza. Ti ho parlato a lungo di lei. Inchinati con la dovuta riverenza”. La ragazza obbedì subito, inchinandosi profondamente in direzione di un piccolo masso, con sopra una erbaccia secca. Passio allora schioccò rapidamente le dita, a suggerire la propria corretta posizione nello spazio, tanto che la ragazza eseguì imbarazzata un secondo profondo inchino, questa volta dritta dritta verso il suo reverendo saio bucherellato. L’arrotina dell’amore, appagata da tanta spontanea devozione, si lanciò quindi in un lunghissimo quanto insolito monologo: - “Beh-eh!” (“Ascolta, oh giovane pastorella, ti illuminerò sulla ragione della mia eccezionale presenza qui..”). A...
Sotto la luce abbagliante del sole di mezzogiorno, le sinuose curve dell’isola di Suzuki penetravano dolcemente una nell’altra, complice il manto della fitta vegetazione. Il mare cheto restituiva increspature scure alternate all’azzurro cristallino. Passio Kawasaki Sushi Sampei, attenta osservatrice della Natura e col diletto della pittura a china, questo spettacolo silenzioso lo conosceva bene. Appena giunta sull’isola, tra una sessione di meditazione sul ginocchio e l’altra, si era concessa brevi ma intensi momenti di arte pittorica, seguendo la tecnica della “Schizzo – san” (“Tira righe a caso come un malato di mente”) . L’occhio fisso all’orizzonte, tratteggiava con rapidi movimenti del polso quel che l’animo di asceta dell’arroto le restituiva. Nessun dipinto di Passio è mai giunto a noi. Ma quella mattina, mentre il sole le si accoccolava dritto sulla testa, Passio Kawasaki Sushi Sampei era assorta in ben altra concentrazione. Correva a rotta di collo lungo un ripidissimo pendio per fermare la sua pietra arrotante, destinata a schiantarsi più in basso contro la capanna di un pastore. La spinta trasmessa dalla discesa era tale che la pietra schizzava verso l’alto come una grossa cavalletta, l’impatto con la...
| 10 risultati - visualizzati 1 - 10 |
Powered by JReviews
Ultime novità
Categoria: L'affettatrice
L’affettatrice – “Colesterolo alto” - 2/3 La Grande Lama cala sul mio polpaccio sinistro, iniziano a zampillare scie di sangue scuro, venoso. La...
Categoria: Surreale
La luna, un enorme e vecchio piatto pieno di crepe, diffondeva una luce candida sulla città. Nel vicolo di via Hesse stava avanzando la notte con...
Categoria: Fantascienza
12. KISANGANI A Kisangani l’hotel Primus svettava su tutto. Era come una specie di acropoli, che guardava dall’alto le casette basse...
Categoria: L'affettatrice
L’affettatrice – “Colesterolo alto” - 1/3 “Con questa, non sentirai nulla. Parola di Affettatrice”. Scarica il contenuto di un siringone enorme nel...
Categoria: La cucina che non c'è - seconda cucina
“Lo vuoi vedere il mio dragone?” Preso dal panico, ricordo solo di aver aperto la prima porta che mi...
Categoria: Fantasy
Capitolo 10 – Salve! Sono un drago. Ore prima dello scontro tra Borr e Treysandall. Borbottando per...
Categoria: Fantascienza
11. MASAKO E IL GATTO (o anche TOOL E LA GIAPPONESE) “Sì, signor Presidente?” “Ci siete tutti, non è vero?” ...
Categoria: Comico
3) DIVAGAZIONI E ALTRI FATTI INTERESSANTI Gennaio 1859. Proprio quando il conte Camillo Benso sta per siglare un accordo segreto con Napoleone III...
Categoria: Fantascienza
Nigel raggiunse Amanda dopo solo pochi metri in quell’intricato groviglio di piante che era il sottobosco. La guida aveva con sé una torcia a incandescenza e con quella illuminò...
Categoria: L'affettatrice
Rimasi un attimo ferma, bocca aperta. “Aspetta! Fammi capire”, lo rincorsi. “Tu uccidi tua figlia qui all'Inferno e poi decidi di farlo come lavoro?”, non mi accorsi...
Categoria: L'affettatrice
L'estirpa-anime Lucy A quell'epoca ero appena morta. Questo mondo appariva distorto, visto attraverso il vetro rotto di una bottiglia...
Categoria: La cucina che non c'è - seconda cucina
“Perché io l' avevo detto, in tempi non sospetti. Sissì, appena uscito da scuola, gliel' ho detto ai miei: checcazzo mi mandate all' Università a fare, tanto, tempo 5...
Categoria: Fantascienza
10. LA COMPAGNIA SI INGRANDISCE La pioggia scrosciava e inzuppava fino alle ossa, lì nel bel mezzo della giungla. Stillava dalle foglie e...
Categoria: Trash
-Scusa- Mi dice. -Non preoccuparti..-Mentre la sto aiutando, mi finisce tra le mani un libro. La copertina sembra rilegata...
Categoria: Trash
Andrej ha cominciato con la Metamfetamina dopo che a quindici anni i suoi genitori lo obbligarono ad andare in una comunità perché lo avevano beccato...
Categoria: Trash
Il grosso scarafaggio spunta dallo stipite della porta della dispensa....
Categoria: Fantasy
“Kyla dammene un'altra, presto!” “Subito mia signora” Senza alcuna esitazione la servetta afferrò una lunga freccia col piumaggio bianco dalla faretra...
Categoria: Fantascienza
9. SI TORNA DABBASSO Il Presidente ricevette il primo messaggio dai suoi Yakuza dopo due settimane. Avevano intercettato Tool lì...
Categoria: Fantasy
Capitolo 9 – Arriva il tuo eroe! Sapendo di non poter affrontare Treysandall senza una preparazione adeguata, fisica o psicologica che fosse, Borr...
Categoria: Comico
2) LA TENERA CONTESSINA La contessina Andreina non è una ragazza frivola ma una creatura dolce e sensibile. E’ anche molto intelligente. Uno...
Categoria: Fantasy
Flavinio sgranò gli occhi. Ad una decina di metri vide un sassone biondo con dei lunghi baffi intrecciati correre verso di lui. Deglutì al pensiero...
Categoria: Surreale
C’è uno spiraglio di salvezza tra le morse serrate di codesta creatura troppo cresciuta. Vedo la luce del giorno che vi penetra. Un signor Grillo non può...
Categoria: La cucina che non c'è - seconda cucina
La signorina Efisia abitava in un piccolo paese in provincia di Nuoro e sosteneva di avere origini cinesi da parte della trisnonna. Pur non avendo alcun...
Categoria: Fantasy
Un giorno di primavera, Gianni e Paola, si trovavano soli nella loro casetta di campagna in quanto il papà e la mamma si erano dovuti assentare per alcune commissioni...
Categoria: Fantasy
“Fra gli Elfi Silvani raramente si vuol parlare del giorno dell'esilio della Compagnia del Crepuscolo. La gente preferisce dimenticare ciò che reca dolore. E quel...
Categoria: La cucina che non c'è - seconda cucina
Non sono pazzo. Non importa ciò che penserete di me o della mia storia, ma giuro che tutto andò proprio come vi...
Categoria: Giallo&Noir
Mi sono perso? Dopo tutto questo tempo, mi sono perso? Quando ero giovane mi buttavo su tutto, spinto dalle mie passioni e dall’infinita fiducia in me stesso...
Categoria: La cucina che non c'è - seconda cucina
L’APPUNTATO ESPOSITO Questo è il tipo di cosa che danno da fare a me. A...
Categoria: Fantasy
“È vero che i soldati che combattono in prima linea sono destinati a morire?” Flavinio si morse le labbra con fare nervoso...
Selezionati dalla Redazione
1.
Categoria: Comico
La prima vacanza con gli amici fu in Spagna. Eravamo io, Gino, Mimmo ed Emilio. Avevamo 18 anni. Io ero il solo ad avere una macchina. Mi era stata venduta da dei giostrai, si trattava di una macchinina dell'autoscontro, con sotto un motore elaborato di un tagliaerba, capace di raggiungere i 180 chilometri orari solo toccando il pedale dell'acceleratore. Aveva, oltre i due posti davanti, altri due sedili saldati dietro, ricavati da seggiolini del calcinculo. Quel...
2.
Categoria: Comico
Sotto la luce abbagliante del sole di mezzogiorno, le sinuose curve dell’isola di Suzuki penetravano dolcemente una nell’altra, complice il manto della fitta vegetazione. Il mare cheto restituiva increspature scure alternate all’azzurro cristallino. Passio Kawasaki Sushi Sampei, attenta osservatrice della Natura e col diletto della pittura a china, questo spettacolo silenzioso lo conosceva bene. Appena giunta sull’isola, tra una sessione di meditazione sul ginocchio e l’altra, si era concessa brevi ma intensi...
3.
Categoria: Comico
1) IL TRAGICO CONTE “ Tutte queste verze, e neanche un maiale da ammazzare per poterci fare la cassuola!”. A questo pensa il conte Sbarlucchi Giovanni in una notte buia e tempestosa nell’inverno del 1858 a Bareggio, piccola cittadina alle porte di Milano. Lì, nella sua villa, questo uomo ricco ma infelice passa il tempo a bere superalcolici e a coltivare verze e rape, sua grande passione. Insonne, passa le ore...
/>







