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La Dispensa dei Golosi
La Dispensa dei Golosi
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Racconti a Puntate
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Lagos parte 16
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12. KISANGANI A Kisangani l’hotel Primus svettava su tutto. Era come una specie di acropoli, che guardava dall’alto le casette basse immerse nella vegetazione dei quartieri ricchi, le catapecchie prive di ogni comfort della bidonville, fino a scendere verso il mercato caotico sulle rive del fiume, laddove il Lualaba diviene il Congo River, a nord delle cascate Boyoma. Oltre Kisangani, il fiume non era più navigabile. Poco lontano, la piccola chiesa cristiana in stile New England e la gigantesca moschea circondata da giardini lussureggianti. La decina di giapponesi impeccabilmente vestiti in giacca e cravatta che scesero all’hotel Primus spiccavano in mezzo alla gente del posto come corvi nella neve. Ma nessuno poteva immaginare che non si trattasse di rispettabili uomini d’affari giunti in città per qualche congresso. Nessuno poteva immaginare che in quelle valigie tutte uguali ci fosse soltanto una katana ricurva e un costume da guerriero ninja. I giapponesi erano appena atterrati al piccolo aeroporto cittadino, il Simi-Simi Airport con un volo privato. Avevano scelto quello, anziché il più grande Bangoka International Airport, per dare meno nell’occhio. Il...
Il nano ed il gigante - Capitolo 10
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Capitolo 10 – Salve! Sono un drago. Ore prima dello scontro tra Borr e Treysandall. Borbottando per la fatica ed il sudore che gli imperlava la fronte, Gorg stava percorrendo la stupidissima salita che stupidamente saliva sulla stupidissima salita salente sulla stupida montagna stupida che saliva stupida. Queste furono più o meno le sue parole... La giornata era fantastica, col sole armonioso che lo salutava con i suoi raggi del primo pomeriggio. Lo stupidissimo sole con i stupidissimi raggi che stupidamente irraggiano stupidi i raggi stupidi del caldo stupido... Respirava affannosamente, strascicando le gambe. Senza accorgersene, preso com'era dalle sue lamentele infantili, aveva raggiunto la radura in vetta alla montagna. Uno spazio verde, incontaminato da uomo, stagliava la sua immagina perpetua. Erba folta e vigorosa, scoiattoli danzanti su alberi leggeri, merli neri che volteggiavano sopra la testa. Si sdraiò per terra, distrutto dalla stanchezza, lasciando che quel paradiso lo accogliesse nelle braccia dal tepore innaturale. Scordava solo un dettaglio... Venne svegliato da un cervo che gli leccava la guancia. ...
Lagos parte 15
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11. MASAKO E IL GATTO (o anche TOOL E LA GIAPPONESE) “Sì, signor Presidente?” “Ci siete tutti, non è vero?” “Sì, signor Takashi,” rispose lo Yak. “Ricordate che non dovete mai pronunciare il mio nome,” si alterò il Presidente. “Ci perdoni, signore.” “C’è un cambiamento di programma. Il nostro uomo qui a Nuova Tokyo è finito nelle mani sbagliate. E’ un idiota, e non perderemmo niente. Ma per la nostra copertura è necessario che sia salvato.” Silenzio dall’altro capo del filo. “Basterà uno solo di voi. Tu, Yoshida, per esempio.” “Signor Presidente,” osò controbattere Yoshida. “Io sono a capo della spedizione. Ho preparato tutto fin nei minimi dettagli. Il Congo è un posto pericoloso anche per noi...” Stavolta fu il turno del Presidente di rimanere in silenzio. “E’ per questo che mi piaci, Yoshida. Tu non sei un inutile esecutore di ordini come quei pisciasotto che mi tiro dietro di solito. Hai il coraggio di riferirmi le tue idee. Devo dire che la stessa cosa era venuta in mente anche a me. La...
3) DIVAGAZIONI E ALTRI FATTI INTERESSANTI Gennaio 1859. Proprio quando il conte Camillo Benso sta per siglare un accordo segreto con Napoleone III di Francia, per dichiarare guerra all’Austria, un ribelle dello stato della chiesa, Felice Orsini, tenta di uccidere il sovrano francese colpendolo in fronte con una baguette. Egli sopravvive, ma indispettito decide di chiudere tutti i rapporti con gli italiani e di disdire la prenotazione per agosto alla pensione Miramare di Rimini. Il conte Camillo Benso, da grande diplomatico, lo addolcisce regalandogli un pacco di biscotti Krumiri e assicurandogli lo sconto del 45% sul parcheggio in centro a Torino, più tre quintali di riso carnaroli. La Francia prende tempo chiedendo di mettersi ad un tavolo e discuterne ma non ci sono abbastanza sedie per tutti, in più nessuno vuole pagare l’affitto della sala. Sono giorni di grande tensione, il popolo italiano è col fiato sospeso, a Corbetta un uomo riesce a trattenere il respiro per più di 13 minuti ed entra nel guinnes dei primati. La contessina Andreina è agitata, non dorme, la notte in preda al sonnambulismo si reca nelle stanze dei maggiordomi...
Nigel raggiunse Amanda dopo solo pochi metri in quell’intricato groviglio di piante che era il sottobosco. La guida aveva con sé una torcia a incandescenza e con quella illuminò in viso la ragazza. Si era ferita in più punti e perdeva sangue da un graffio su una guancia. Il sangue si mischiava alle lacrime. “Che vuoi?” gli parlò in uno stentato francese. “Stammi lontano.” “E’ pericoloso restare qui di notte, ragazza,” rispose il rasta. “E parlami pure in inglese, che riesco a capirti.” Amanda restò a fissarlo immobile, stupita. Conosci l’inglese? urlò fra sé, indignata. E me lo dici soltanto adesso? “Conosci l’inglese?” ripeté, a voce alta. “Sì, è la mia lingua madre: sono giamaicano.” “Non sei africano?” si stupì ancora Amanda. Il rasta scosse la testa. Fece un passo avanti. Amanda non replicò, però lasciò che Nigel le si avvicinasse. Il giamaicano scavalcò un cespuglio spinoso e l’afferrò per un braccio. “Andiamo,” disse. Amanda si divincolò violentemente. “Lasciami!” gli gridò, isterica. “Non mi toccare!” Nigel provò l’impulso improvviso di prenderla a...
10. LA COMPAGNIA SI INGRANDISCE La pioggia scrosciava e inzuppava fino alle ossa, lì nel bel mezzo della giungla. Stillava dalle foglie e cadeva giù dal collo lungo la schiena. Nonostante il caldo, Lin rabbrividì, mentre, sotto una tendina di fortuna, cercava di portare alle labbra di Nancy una tazza di brodo liofilizzato. Per fortuna, quella mattina, quando se ne erano andati, avevano lasciato loro il necessario per ripararsi dall’acquazzone. Amanda lo aveva salutato con le lacrime agli occhi. Lin la ringraziò per la sua premura e le disse di non preoccuparsi per loro. Nancy non aveva potuto salutare nessuno. Era in delirio, tremava tutta e forse non si era accorta neppure di quanto stava accadendo intorno a lei. Lin aveva osservato McDonald e l’aveva vista di spalle più avanti, in compagnia delle guide. Non si volse quando partirono e a Lin parve che le sue spalle tremassero impercettibilmente. Ma forse era solo una sua illusione. Nel corso della giornata le condizioni di Nancy peggiorarono ulteriormente, e Lin pensò che fosse giunta davvero alla fine. Si chiese se non avesse compiuto la più memorabile cazzata della...
“Kyla dammene un'altra, presto!” “Subito mia signora” Senza alcuna esitazione la servetta afferrò una lunga freccia col piumaggio bianco dalla faretra che giaceva ai suoi piedi e la passò a Laery. La principessa scostò il manto di cerbiatto che indossava ogni volta che andava in battaglia e tese l'arco senza alcuno sforzo. Era una ragazza più esile rispetto agli altri sassoni e non possedeva la forza necessaria per usare con efficacia le armi del suo popolo. Per tal motivo suo padre aveva commissionato ai migliori artigiani sassoni un arco più leggero e flessibile del normale. Laery tese la corda fino all'orecchio, trattenendo il fiato per meglio prendere la mira. Puntò uno dei tanti soldati romani nella valle di fronte a sé e scoccò il dardo. Kyla non perse di vista la freccia durante tutto il volo. Tutti gli anni passati al fianco della principessa non le avevano ancora insegnato ad usare un'arma, ma almeno adesso riusciva a seguirne ogni singolo colpo. “Se solo avessimo il vento a nostro favore” imprecò Laery, stizzita per un colpo mancato. “Forse sarebbe una buona idea...
9. SI TORNA DABBASSO Il Presidente ricevette il primo messaggio dai suoi Yakuza dopo due settimane. Avevano intercettato Tool lì a Nuova Tokyo, e avevano scoperto quale fosse il suo compito senza che lui sospettasse nemmeno della loro esistenza. L’unico tassello che ancora mancava al mosaico era riuscire a scoprire cosa diavolo fossero andati a fare gli altri in Congo. Il Presidente fece i suoi complimenti e comunicò loro di restare in attesa di notizie. Rimase a pensare per lunghe ore. Infine riattivò la comunicazione e li trovò sempre lì in attesa, pazienti come la morte. E forse altrettanto inesorabili. “Radunate una decina di fratelli,” disse soltanto. “E ritrovatevi tutti a Kinshasa fra due settimane. Dovrete fare un viaggetto in Africa. E’ tutto.” Gli Yakuza scomparvero. Il Presidente sorrise soddisfatto e si alzò dalla sua poltrona. Si fermò per un attimo davanti alla grande vetrata che dava sui grattacieli di Nuova Tokyo. Poi si volse e si diresse verso una porticina che dava sulla stanza attigua. La aprì. Lì il buio era impenetrabile. C’era puzzo di chiuso e...
Capitolo 9 – Arriva il tuo eroe! Sapendo di non poter affrontare Treysandall senza una preparazione adeguata, fisica o psicologica che fosse, Borr aveva detto al suo amico di cercare il drago. In caso la mostruosa fiera fosse partita sulle loro tracce, l'avrebbe dovuta tenere occupata. Gorg, “tenerlo occupato? Un drago?” Borr, “sì” “E come?” “Che ne so io? Sbatti le braccia e fai il verso del pollo...” “Eh?”, spalancò la bocca. “Che idea è?” “Per le palle di fuoco del giocoliere Darten! Eurl il furioso ha vinto contro Grental il barbaro, proprio con quella mossa, ed è passato alla storia!” Il gigante brontolò sommesso, “voi nani avete troppe leggende”. Prese a camminare intorno alla montagna, “e sono pure stupide”, pochi passi ed era già lontano. Il compagno gli urlò dietro, “parla quello che crede alle talpe d'oro ed ai carciofi rosa!” “CARCIOFI ROSSI!”, disse, ed i suoi passi pesanti scomparvero nell'aria. “Mah”, grugnì il nano, afferrando la prima pietra della scalata. “Perché non rosa a questo punto...?” ...
2) LA TENERA CONTESSINA La contessina Andreina non è una ragazza frivola ma una creatura dolce e sensibile. E’ anche molto intelligente. Uno spettacolo indimenticabile è osservarla quando, prima di spedire una lettera, lecca tutta la busta e ci appiccica su il francobollo. Tutti i pomeriggi alle cinque beve il tè col suo anziano professor Ugo Rossi, da lei chiamato col vezzeggiativo di Herbert Von Kubbert, un uomo che ha dedicato la vita alla stesura del libro definitivo sulla storia della filosofia occidentale ma che ha abbandonato l’impresa quando ha scoperto di non sapere né leggere né scrivere. Deluso è tornato al suo vecchio mestiere di tappezziere, lavoro svolto egregiamente fino al giorno in cui, mentre incollava la moquette all’interno di un cannone, fu sparato sino al confine svizzero. Escludendo il fatto che la lingua a volte gli si stacca dal palato e che il braccio destro è più lungo di quello sinistro di 50 cm, egli ora è completamente guarito. Il professore accetta di buon grado le domande di Andreina anche se spesso non le capisce e si limita ad annuire con fare misterioso “Professor...
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L’affettatrice – “Colesterolo alto” - 2/3 La Grande Lama cala sul mio polpaccio sinistro, iniziano a zampillare scie di sangue scuro, venoso. La...
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“Lo vuoi vedere il mio dragone?” Preso dal panico, ricordo solo di aver aperto la prima porta che mi...
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Capitolo 10 – Salve! Sono un drago. Ore prima dello scontro tra Borr e Treysandall. Borbottando per...
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Categoria: L'affettatrice
Rimasi un attimo ferma, bocca aperta. “Aspetta! Fammi capire”, lo rincorsi. “Tu uccidi tua figlia qui all'Inferno e poi decidi di farlo come lavoro?”, non mi accorsi...
Categoria: L'affettatrice
L'estirpa-anime Lucy A quell'epoca ero appena morta. Questo mondo appariva distorto, visto attraverso il vetro rotto di una bottiglia...
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“Perché io l' avevo detto, in tempi non sospetti. Sissì, appena uscito da scuola, gliel' ho detto ai miei: checcazzo mi mandate all' Università a fare, tanto, tempo 5...
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10. LA COMPAGNIA SI INGRANDISCE La pioggia scrosciava e inzuppava fino alle ossa, lì nel bel mezzo della giungla. Stillava dalle foglie e...
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-Scusa- Mi dice. -Non preoccuparti..-Mentre la sto aiutando, mi finisce tra le mani un libro. La copertina sembra rilegata...
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Andrej ha cominciato con la Metamfetamina dopo che a quindici anni i suoi genitori lo obbligarono ad andare in una comunità perché lo avevano beccato...
Categoria: Trash
Il grosso scarafaggio spunta dallo stipite della porta della dispensa....
Categoria: Fantasy
“Kyla dammene un'altra, presto!” “Subito mia signora” Senza alcuna esitazione la servetta afferrò una lunga freccia col piumaggio bianco dalla faretra...
Categoria: Fantascienza
9. SI TORNA DABBASSO Il Presidente ricevette il primo messaggio dai suoi Yakuza dopo due settimane. Avevano intercettato Tool lì...
Categoria: Fantasy
Capitolo 9 – Arriva il tuo eroe! Sapendo di non poter affrontare Treysandall senza una preparazione adeguata, fisica o psicologica che fosse, Borr...
Categoria: Comico
2) LA TENERA CONTESSINA La contessina Andreina non è una ragazza frivola ma una creatura dolce e sensibile. E’ anche molto intelligente. Uno...
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Flavinio sgranò gli occhi. Ad una decina di metri vide un sassone biondo con dei lunghi baffi intrecciati correre verso di lui. Deglutì al pensiero...
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C’è uno spiraglio di salvezza tra le morse serrate di codesta creatura troppo cresciuta. Vedo la luce del giorno che vi penetra. Un signor Grillo non può...
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La signorina Efisia abitava in un piccolo paese in provincia di Nuoro e sosteneva di avere origini cinesi da parte della trisnonna. Pur non avendo alcun...
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Un giorno di primavera, Gianni e Paola, si trovavano soli nella loro casetta di campagna in quanto il papà e la mamma si erano dovuti assentare per alcune commissioni...
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“Fra gli Elfi Silvani raramente si vuol parlare del giorno dell'esilio della Compagnia del Crepuscolo. La gente preferisce dimenticare ciò che reca dolore. E quel...
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Non sono pazzo. Non importa ciò che penserete di me o della mia storia, ma giuro che tutto andò proprio come vi...
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Mi sono perso? Dopo tutto questo tempo, mi sono perso? Quando ero giovane mi buttavo su tutto, spinto dalle mie passioni e dall’infinita fiducia in me stesso...
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L’APPUNTATO ESPOSITO Questo è il tipo di cosa che danno da fare a me. A...
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Capitolo 1 – Il signor Cacciatopi Luccicando tra le rigogliose fronde degli alberi, il sole rosso del tramonto spaccava le foglie verdi, illuminando il villaggio di Terranera. E in ogni dove gli abitanti conversavano, mangiavano, giocavano a carte. Quelli più seri e con una famiglia lavoravano pure, sudando ed imprecando. Ma di solito queste cose in una fiaba non le dice nessuno... ...
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PROLOGO Fuori, la giungla. Il caldo era insopportabile. In quel buco ai confini del nulla verde i condizionatori d’aria frullavano come impazziti. Rivoli di acqua di condensa si snodavano come serpi indolenti nella strada fangosa, andando a terminare la propria precaria vita nella fogna a cielo aperto che si apriva a lato della carreggiata. Poco lontano, la fogna si gettava direttamente nel fiume Ebola. Dentro, la...
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Ho montato una bat-box sul balcone.Considerando che un chirottero è in grado di ingoiare 1500-2000 zanzare a notte, direi che posso evitarmi la spesa che avevo preventivato per le zanzariere.Quindi, alle sei di stamattina, smartellavo sul terrazzo, arrampicata sulla scala a pioli avuta in prestito dalla vicina che è alta 190 cm e la tiene nel ripostiglio a fare la ruggine.Che invenzione geniale, che trovata condominio-solidale questa del martello gommato, che consente di percuotere chiodi all’alba, senza che nessuno...
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1. Vivo tuttora nel terrore causato in gran parte dagli orrori subiti in gioventù. E anche mia moglie, che ne ha conosciuti solo una minima parte, ne era ancora spaventata quando è morta, due mesi fa. Adesso ho quarantadue anni, e il mio aspetto è quello di un vecchio di ottanta. Ma i miei ricordi sono ancora vivissimi. Sono nato nel 1910 nel New England. Ho vissuto i primi...
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La prima vacanza con gli amici fu in Spagna. Eravamo io, Gino, Mimmo ed Emilio. Avevamo 18 anni. Io ero il solo ad avere una macchina. Mi era stata venduta da dei giostrai, si trattava di una macchinina dell'autoscontro, con sotto un motore elaborato di un tagliaerba, capace di raggiungere i 180 chilometri orari solo toccando il pedale dell'acceleratore. Aveva, oltre i due posti davanti, altri due sedili saldati dietro, ricavati da seggiolini del calcinculo. Quel...
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- Svoltate a destra appena potete. - Svoltate a destra appena potete. Le parole gracchiate come un mantra ossessivo dalla voce sintetizzata del navigatore rimbalzavano all’interno del groviglio di plastica e lamiera. Parole che nessuno poteva più udire. Ciò che rimaneva di chi era alla guida si trovava sparpagliato lungo la scarpata che si affacciava a strapiombo sul lago di Vagli. Ma quando i resti furono disposti sul tavolo...
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Era una di quelle mattine di dicembre in cui il cielo era grigio anche sopra Roma e gli storni sciamavano dalla città per andare a trascorrere la giornata in campagna. Il sovrintendente Molinas uscì di casa alle 7.30, come tutte le mattine. Aveva passato una nottataccia per via dei soliti idioti del pub sotto casa che avevano schiamazzato fino a tardi e di quella megera del piano di sopra che aveva spostato mobili almeno fino a...
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Prima di crollare a terra ho sentito distintamente un “Fanculo” provenire alle mie spalle. Tanto che ho avuto il tempo di pensare “Ma a chi fanculo?”. Il “fanculo” era digrignato da una voce cupa e bruciata. Molto bruciata. Qualcuno avvezzo a concedersi cicchetti di lava seguiti dall’immancabile sigaretta. Mr. “Fanculo”, non ho mai avuto il piacere di vederti. Rimarrai per sempre Mr. “Fanculo”. Fanculo dunque, Mr. “Fanculo”… Il mio...
12.
Categoria: Surreale
Da qualche settimana ho preso a bruciare l’arredamento di casa mia. Quello buono. Pezzo dopo pezzo, col kerosene. Molto liberatorio. Consigliato. La notte è l’ideale, è qualcosa di molto teatrale che si accompagna perfettamente al mio rito. Ottima nell’esaltare le lingue di fuoco che si levano altissime, le volute di fumo dense e puzzolenti che ancora più in alto si perdono nella cupola del cielo nero, come anche le...
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21 settembre 1785 Mia cara Nathalie, sono incredibilmente eccitata e spaventata. La nostra goletta ha appena attraccato al molo di Port-au-Prince, nel possedimento francese d’oltremare denominato Isola di Haiti. Non si tratta della nostra destinazione finale, ma di una tappa intermedia, anche se molto vicina alla sede. Ma è bastato dare...
14.
Categoria: Fantascienza
Salve a voi tutti, internauti mangiastoriani. Eccomi ancora a tormentarvi con un nuovo racconto (lungo, naturalmente) che vi terrà compagnia per diverse puntate. Stavolta si tratta di una storia appartenente al mio periodo “cyberpunk”, ovvero risalente più o meno agli anni fra il 1994 e il 1995. Perdonate dunque le eventuali e probabilissime ingenuità nella trama e le inevitabili incongruenze tecnico/informatiche (dovute alla “preistorica” tecnologia dell’epoca). Naturalmente, non poteva mancare un accenno ai vampiri e ad altri miei insopportabili...
15.
Categoria: Fantascienza
“L'esperienza più dolorosa per un uomo è ricordare il futuro, specialmente il futuro che non si potrà mai avere” Søren A. Kierkegaard Era stato molto peggio. Non l’avevano preparato al risveglio dentro l'incubo di un corpo paralizzato; anche le palpebre erano sembrate foderate di piombo nei primi istanti del ritorno; aprirle per permettere...
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