Racconti Brevissimi
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Surreal Tango
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La luna, un enorme e vecchio piatto pieno di crepe, diffondeva una luce candida sulla città. Nel vicolo di via Hesse stava avanzando la notte con tutte le sue promesse da non mantenere. Rigagnoli d’acqua e fumo dagli scarichi di un ristorante cinese. Lampi di neon intermittenti dall’insegna della sala da ballo “Andalusian Dog”. Solo un gatto che, con passo pigro, attraversava la strada. Davanti alla vetrina di un negozio abbandonato un uomo con due borse della spesa. Rifletteva la sua immagine nel vetro. Gli occhi grandi e scavati quasi sparivano dietro le due spesse lenti da vista, le guance asciutte e ricoperte dalla barba di almeno tre giorni, il collo magro con un pomo d’Adamo piccolo e appuntito come una bolla d’acne. Fissava la vetrina e non si muoveva. La polvere per terra, sul pianale. Notò, attaccata al vetro, una locandina ingiallita con le offerte del centro commerciale. La staccò e lentamente, ma con forza, l’accartocciò in mano. Guardava i due manichini, spogli, in pose non naturali. Il manichino uomo steso in avanti, il manichino donna aveva il busto piegato a novanta gradi, le braccia come...
Mirka, con i palmi delle mani, si sfregava le tempie rasate. - Uha! Uha! Uha! - gli unici suoni che uscivano dalla sua bocca con un rigagnolo di saliva che le pendeva dal labbro inferiore. La liana di bava si staccò, colando sulla canottiera sopra una macchia rossa a forma di nebulosa. Seidel aveva la chitarra appoggiata sulla coscia destra, sul divano del salotto, e muoveva il plettro senza toccare le corde. Gli unici cigolii li procuravano gli accordi della mano sinistra. La porta di casa si aprì senza avvisi. Apparve la figura di un secco con la giacca di pelle sopra una maglietta di cotone gialla. Il tipo superò Mirka senza degnarla di uno sguardo e raggiunse il salotto. Ascoltò per un minuto buono il botta e risposta tra i due. Fece una smorfia, ma sorridendo. Si diresse verso il frigo e tirò fuori una birra, accese la tv e si buttò sul divano. - Lo sai che nel milleduecento gli alieni sono arrivati sulla terra? Hanno distrutto totalmente la civiltà esistente che era avanti anni luce rispetto a questa e...- disse Seidel senza neanche guardare in faccia il secco. - Te l’ha detto...
Un giorno di primavera, Gianni e Paola, si trovavano soli nella loro casetta di campagna in quanto il papà e la mamma si erano dovuti assentare per alcune commissioni in città. Gianni e Paola erano due bravi bambini: lui aveva quasi otto anni e lei ne aveva appena compiuti sei. Decisero quindi di andare a fare una bella passeggiata nei dintorni e, cammina, cammina, si trovarono ai piedi di una bellissima collina verde. Salirono in cima alla collina e trovarono un bellissimo fiore solo soletto in mezzo al prato. Era un fiore con petali multicolori e grande come un pugno di un adulto. Il gambo era alto quasi come la gamba di Gianni ed era bello grosso. I due bambini si fermarono ad ammirarlo e Gianni disse: "Che bel fiore! Lo voglio portare a casa. Lo voglio tenere sul tavolino della mia cameretta." "Ma se lo strappi da terra morirà!" esclamò Paola. "E' troppo bello! E' troppo bello! Lo voglio in casa nostra." E cosi dicendo Gianni prese lo stelo del fiore e provò a strapparlo. D'improvviso, come per magia, apparve...
E se ti perdi?
Hot
Mi sono perso? Dopo tutto questo tempo, mi sono perso? Quando ero giovane mi buttavo su tutto, spinto dalle mie passioni e dall’infinita fiducia in me stesso e nelle mie possibilità. Ho lavorato molto, ho viaggiato, ho conosciuto così tanta gente che ho bisogno del computer per non scordare i loro nomi. Ho avuto molte donne, mi sono fidanzato, sposato, ho avuto due mogli e tre figli che stanno diventando grandi. Dopo tutto ciò, dopo aver costruito una buona carriera da manager, dopo avere guadagnato tanto e speso altrettanto, mi trovo davanti, di nuovo, a un futuro. Ma ora è diverso, ora devo accelerare, non ho più tutto quel tempo. Se voglio sperimentare, mettermi alla prova, capire dove andare, allora devo farmi venire in mente qualcosa, qualcosa che significativamente rappresenti un cambiamento. Qualche giorno fa, ho cercato su Internet delle agenzie di “casting e provini”: volevo di nuovo fare l’attore come quando avevo 16 anni. Un lavoro ce l’ho. Non guadagno più come una volta, ma non sono in mezzo a una strada. E’ il “progetto” che mi manca,...
Amore maledetto ( con morale annessa)
In evidenza
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Carlino Bagutti era un uomo cattivo. Un tipo poco raccomandabile, sempre pronto alla rissa, dedito all'alcolismo spinto, all'uso di stupefacenti, che emetteva rumori molesti in locali pubblici, rideva forte durante i funerali e spalava letame dentro le macchine dei vicini. Carlino Bagutti era destinato alla galera, ma un terribile incidente gli cambiò la vita: Un sabato sera, ubriaco fradicio, aveva guidato il tratto Rimini – Milano in contromano a 180 km orari con gli occhi semichiusi fumando uno spinello enorme. Il fumo, spesso e nero, aveva saturato la vettura impedendogli qualsiasi tipo di visuale. Cosa che non lo preoccupò minimamente, dato che era entrato in uno stato mistico e stava sognando di essere Garganella che amoreggiava con Puffetta. Miracolosamente, Carlino giunse dinanzi a casa incolume, parcheggiò, e dopo essere uscito dalla macchina venne investito da un autobus carico di suore in viaggio verso Lourdes. Le suore non si accorsero di nulla, e Carlino Bagutti rimase appiccicato al radiatore dell' autobus per 127 chilometri. Durante un tornante sui Pirenei, Carlino si staccò dalla vettura come fosse un moscone secco, rotolando tra gli alberi. Fu recuperato tre giorni dopo da un contadino, che scambiandolo per...
Luke non sono tuo padre
In evidenza
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Andava tutto bene fino a quando non le disse che era sua nonna. Lei rimase immobile per qualche secondo, poi urlò e cominciò a rivestirsi in tutta fretta. Lui accese una sigaretta. La guardava frugare nel letto in cerca dell’abbigliamento intimo, tentando ,contemporaneamente, di coprirsi. Sembrava fuori di testa. Farfugliò qualcosa circa l’incesto. “Ma non dobbiamo far figli no? Cioè.. non vorrei esser indelicato, ma io non li voglio e tu non penso possa più averli, giusto?..Giusto?”, reiterò la domanda cercando conferma. “Ma di cosa parli? Di figli? Ma..ma l’incesto è immorale di per sé” rispose istericamente. “Non in tutte le società” “Ah, mi conforta pensare che se avessimo scopato tra qualche aborigeno la situazione sarebbe stata diversa”. “Sono cose che ti fanno pensare no? Cioè, dico, il relativismo della morale..” “Non ti serviranno i tuoi anni di studio in filosofia per far colpo su una ragazza se racconterai di esserti fottuto tua nonna, sappilo”. “Ma pensaci bene. A quante signore della tua età può capire un’esperienza del...
L'amica del cuore
In evidenza
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Quella mattina d'estate non faceva particolarmente caldo, il cielo però era terso e la luce del sole inondava il mio giardino. Ero lì seduta quando sento strombettare dalla strada: era la mia amica Barbara sulla sua auto decappottabile che mi stava chiamando: "Silvia, salta su. Oggi è una giornata particolare e voglio condividerla con te". "Ma dove andiamo esattamente?". "Shopping, poi una sorpresa. Vestiti e vieni, ti aspetto!" In due minuti mi misi le scarpe, gli occhiali da sole, un foulard ed eravamo già partite. Mi ricordo comprai un rossetto di quelli scintillanti e un braccialetto di perle, lei come al solito esagerò e portò via, tra le altre cose, un paio di scarpe tacco 12 che non so come ci si possa camminare. Ma a Barbara non importava, lei aveva una classe innata. "E adesso dov'è che andiamo?" le chiesi. "All'aeroporto", mi rispose. "Eh? E a farci cosa?", le domandai. Lei mi rispose col suo solito sorriso: "A prendere il mio fidanzato. Sai, l'ho conosciuto tempo fa a una festa, ci siamo innamorati e siccome ha un paio di settimane libere viene a stare da me. Vedrai, ti piacerà, è decisamente simpatico". Rimasi di...
Il signor Antonio è un pensatore, un grande pensatore, di quelli profondi che penetrano la sostanza delle cose. In fondo, potrebbe anche essere definito un filosofo. Nel corso degli anni ha elaborato una sua originale visione del mondo ed è arrivato a determinare teorie definitive sulle questioni maggiormente dibattute e irrisolte della vita e dell’universo. Ma il fatto è che nessuno lo sa. Lo sa solo lui. Le persone che lo circondano non se ne sono mai accorte. A stento si accorgono di lui, figuriamoci dei suoi sistemi di pensiero. Il signor Antonio è anche uno scrittore e di quelli raffinati, sensibili e anche un po’ realisti. Ma anche in questo caso, nessuno ha mai letto i suoi racconti, i suoi pensieri, i suoi versi. In fin dei conti non li ha mai pubblicati, quindi nessuno sospetta neppure che lui sia capace di scrivere. Tutti lo vedono immerso nelle pratiche dell’ufficio. Certo è un grande lavoratore, uno che risolve i problemi di lavoro, ma da qui a pensare che sia capace di risolvere anche le massime questioni filosofiche, ce ne corre. Antonio sta sempre al balcone. Guarda la gente che passa, ascolta quello che dicono....
Il Mariachi
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“…..como el candor de una rosa. Y decirte nina hermosa...”. Malaguena Salerosa nella versione dei Chingon sfumava lentamente come il sole all’orizzonte. Antonio andò alla finestra e si affacciò a guardare. Il traffico serale procedeva monotono. Sempre la stessa gente sui marciapiedi di quella città annoiata, chiusa, fine a sé stessa. Non avrebbe mai immaginato di finire così, impaludato in quella vita piatta e stabile, troppo stabile. Invidiava le foglie che cadevano dagli alberi, perché nel momento stesso in cui cadevano e per tutto il volo, erano libere dall’albero e non ancora prigioniere della terra. Invidiava gli uccelli, liberi di sfrecciare nel cielo, come frecce scagliate verso il sole nudo. Di quella libertà perduta sentiva il bisogno, era questa la mancanza più grande per lui, l’alfiere della libertà senza confini, ridotto agli arresti domiciliari di quelle quattro mura, per una condanna mai pronunciata, in una città che odiava, in una casa che detestava, tra gente che lo odiava senza saperne il perché, non tollerando neppure il semplice fatto che esistesse. Si nutriva dell’odio scagliato da quegli sguardi obliqui, da quelle bocche digrignanti, da quei gesti freddi e scostanti.Non era questo quello che aveva desiderato, non era questa la sua...
IL CERCHIO DELLA DEA : UNA STORIA CELTICA “Sbrighiamoci, voglio uscire prima possibile da qui” La voce di Enya era come un soffio nel silenzio. Ricordava bene il motivo che li aveva condotti nella camera più profonda del tempio della Dea Morrigan, ma nulla le incuteva terrore quanto l'oscurità. Gli occhi verdi della giovane ragazza celtica vagarono impauriti per la stanza. L'unico fioco chiarore in quella camera buia proveniva dall'altare. Ogni ombra le sembrava una minaccia, ogni scricchiolio un pericolo. La ragazza fissava terrorizzata le colonne salire alte fino a perdersi nell'oscurità, come se non vi fosse un tetto. Il vecchio che la seguiva le carezzò i lunghi capelli biondi, guardandola con affetto. “Anche se uscissimo non ti sentiresti più sicura. Devo davvero ricordarti che mancano ancora molte ore al sorgere del sole?” Sembrava quasi divertito dalle sue stesse parole, ma la risata venne spenta da alcuni...
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L’affettatrice – “Colesterolo alto” - 2/3 La Grande Lama cala sul mio polpaccio sinistro, iniziano a zampillare scie di sangue scuro, venoso. La...
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La luna, un enorme e vecchio piatto pieno di crepe, diffondeva una luce candida sulla città. Nel vicolo di via Hesse stava avanzando la notte con...
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12. KISANGANI A Kisangani l’hotel Primus svettava su tutto. Era come una specie di acropoli, che guardava dall’alto le casette basse...
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“Lo vuoi vedere il mio dragone?” Preso dal panico, ricordo solo di aver aperto la prima porta che mi...
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Capitolo 10 – Salve! Sono un drago. Ore prima dello scontro tra Borr e Treysandall. Borbottando per...
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11. MASAKO E IL GATTO (o anche TOOL E LA GIAPPONESE) “Sì, signor Presidente?” “Ci siete tutti, non è vero?” ...
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3) DIVAGAZIONI E ALTRI FATTI INTERESSANTI Gennaio 1859. Proprio quando il conte Camillo Benso sta per siglare un accordo segreto con Napoleone III...
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Nigel raggiunse Amanda dopo solo pochi metri in quell’intricato groviglio di piante che era il sottobosco. La guida aveva con sé una torcia a incandescenza e con quella illuminò...
Categoria: L'affettatrice
Rimasi un attimo ferma, bocca aperta. “Aspetta! Fammi capire”, lo rincorsi. “Tu uccidi tua figlia qui all'Inferno e poi decidi di farlo come lavoro?”, non mi accorsi...
Categoria: L'affettatrice
L'estirpa-anime Lucy A quell'epoca ero appena morta. Questo mondo appariva distorto, visto attraverso il vetro rotto di una bottiglia...
Categoria: La cucina che non c'è - seconda cucina
“Perché io l' avevo detto, in tempi non sospetti. Sissì, appena uscito da scuola, gliel' ho detto ai miei: checcazzo mi mandate all' Università a fare, tanto, tempo 5...
Categoria: Fantascienza
10. LA COMPAGNIA SI INGRANDISCE La pioggia scrosciava e inzuppava fino alle ossa, lì nel bel mezzo della giungla. Stillava dalle foglie e...
Categoria: Trash
-Scusa- Mi dice. -Non preoccuparti..-Mentre la sto aiutando, mi finisce tra le mani un libro. La copertina sembra rilegata...
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Andrej ha cominciato con la Metamfetamina dopo che a quindici anni i suoi genitori lo obbligarono ad andare in una comunità perché lo avevano beccato...
Categoria: Trash
Il grosso scarafaggio spunta dallo stipite della porta della dispensa....
Categoria: Fantasy
“Kyla dammene un'altra, presto!” “Subito mia signora” Senza alcuna esitazione la servetta afferrò una lunga freccia col piumaggio bianco dalla faretra...
Categoria: Fantascienza
9. SI TORNA DABBASSO Il Presidente ricevette il primo messaggio dai suoi Yakuza dopo due settimane. Avevano intercettato Tool lì...
Categoria: Fantasy
Capitolo 9 – Arriva il tuo eroe! Sapendo di non poter affrontare Treysandall senza una preparazione adeguata, fisica o psicologica che fosse, Borr...
Categoria: Comico
2) LA TENERA CONTESSINA La contessina Andreina non è una ragazza frivola ma una creatura dolce e sensibile. E’ anche molto intelligente. Uno...
Categoria: Fantasy
Flavinio sgranò gli occhi. Ad una decina di metri vide un sassone biondo con dei lunghi baffi intrecciati correre verso di lui. Deglutì al pensiero...
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C’è uno spiraglio di salvezza tra le morse serrate di codesta creatura troppo cresciuta. Vedo la luce del giorno che vi penetra. Un signor Grillo non può...
Categoria: La cucina che non c'è - seconda cucina
La signorina Efisia abitava in un piccolo paese in provincia di Nuoro e sosteneva di avere origini cinesi da parte della trisnonna. Pur non avendo alcun...
Categoria: Fantasy
Un giorno di primavera, Gianni e Paola, si trovavano soli nella loro casetta di campagna in quanto il papà e la mamma si erano dovuti assentare per alcune commissioni...
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“Fra gli Elfi Silvani raramente si vuol parlare del giorno dell'esilio della Compagnia del Crepuscolo. La gente preferisce dimenticare ciò che reca dolore. E quel...
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Non sono pazzo. Non importa ciò che penserete di me o della mia storia, ma giuro che tutto andò proprio come vi...
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Mi sono perso? Dopo tutto questo tempo, mi sono perso? Quando ero giovane mi buttavo su tutto, spinto dalle mie passioni e dall’infinita fiducia in me stesso...
Categoria: La cucina che non c'è - seconda cucina
L’APPUNTATO ESPOSITO Questo è il tipo di cosa che danno da fare a me. A...
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“È vero che i soldati che combattono in prima linea sono destinati a morire?” Flavinio si morse le labbra con fare nervoso...
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1.
Categoria: Comico
Dodici anni fa sono andato a fare la spesa all' Iper Coop e per sbaglio sono finito dentro una cella frigorifera. Ho provato a chiamare aiuto, ma dato che nessuno arrivava mi sono seduto su una cassa di petti di pollo aspettando che mi aprissero. Dopo un paio d'ore che ero lì a battere i denti, mi viene una sonnolenza da non riuscire a tenere gli occhi aperti. Mi sono addormentato placidamente. ...
2.
Categoria: Drammatico
La focaccia di Battistin ...Me l'aseunno de neutte e poi m'adescioche perdo e bave comme 'na lumassa. Chi ha coraggio me digghe che son nescio,mi ghe diggo de scì ... e tetto fugassa. Me la sogno di notte e poi mi sveglio / che perdo le bave come una lumaca / chi ha coraggio...
3.
Categoria: Comico
Saggio “De panchinitatis capram”ovvero saggio sul perché inspiegabile la capra dopo tanto sostare e campare( e anche bene) sopra la panca abbia deciso un giorno di trasferirsi al piano di sotto e crepare.IntroduzioneAnni di studi mi hanno portato a voler parlare di questo straordinario documento che l’anonimo kirghiso ha voluto donare all’umanità.“Sopra la panca la capra campa Sotto la panca la capra crepa”Due versi unici, straordinari, misteriosi.Ho dovuto fare i conti con le diverse versioni del manoscritto che scritto...
4.
Categoria: Comico
Il parroco don Gianni: un metro e 65 Il vigile, signor Costantino: un metro e 72 La signora Cesira e il marito Gastone. Un metro e 57 lui, un metro e 55 lei. Mio zio Umberto ha il vizio di andare in giro per il paese e misurare la gente. Lo fa da quando era piccolo, non si sa perchè. Se glielo...
5.
Categoria: Erotico
Lo scartò lentamente, mentre sullo schermo labbra innamorate giungevano al corollario di ogni storia della Hollywood spargi sospiri: il bacio che racchiudeva il segreto della felicità, invidia per le single che fingevano il cinismo davanti a un abito bianco e poi dentro crepavano d’invidia. A lei la felicità l’avevano strappata di colpo, senza darle la possibilità di abituarsi alla perdita. Come uno stupro del cuore, da...
6.
Categoria: Trash
Buttò il mozzicone di sigaretta a terra e lo spense con la punta della scarpa. Cazzo… se solo avesse avuto uno smoking bianco, 30 chili di meno, una bottiglia di whiskey ed un fottuto negro a suonare il pianoforte, sarebbe stato uguale a Humphrey Bogart in Casablanca. “Suonala ancora Sam”.. bisbigliò tra i denti, mentre un vento gelido gli tagliava la faccia. Coincidenze.. eccolo arrivare da...
7.
8.
Categoria: Surreale
Ho accoppato un tizio. E’ stato un mese fa. Fuori l’aria era pungente. Il cielo limpido. Oggi è uno schifo. Il caldo afoso e i gas di scarico rendono l’aria irrespirabile. Sono in ufficio dalle otto di stamattina e non è ancora il momento di andare. Le ultime due ore che non passano mai. Da quando è successo il fatto...
9.
Categoria: Comico
Non aveva mai viaggiato che per lavoro. Non è che si potessero definire esattamente viaggi di lavoro. Se li organizzava da solo con il beneplacito del Direttore e di tutti quelli che se lo toglievano dalle scatole per qualche giorno, una volta ogni tanto. Ma non andava mai da solo, portava sempre qualche collega con sé, maschio, con cui fantasticava di compiere bravate goliardiche. Quella volta Nino aveva scelto di farsi un bel viaggio spesato...
10.
Categoria: Horror
Era densa come pece e odorosa di primule e gelsomini l'oscurità quando Anery si fece strada all'interno della cripta dove i suoi familiari passati a vita migliore vi risiedevano in un'eterna macabra riunione. In alto a destra riconobbe il loculo dove riposava le sue vecchie ossa zia Rose, che si diceva in vita avesse praticato, senza troppo riguardo per il buon nome del clan, la professione più antica del mondo e solo il fatto di essere...
11.
Categoria: Pop
Blue mooooon, uhuhuh, You saw me standing aloooone, uhuhuh … Canto in ufficio, non è una novità. Di solito mantengo un volume che s'inscrive entro il perimetro della mia stanza, oggi, invece, non controllo l'emissione e la voce sgattaiola fuori della porta, andandosene veloce lungo il corridoio e salendo per le scale, ai piani alti. L'umanità più varia si svela al suono della voce armonizzata...
12.
Categoria: Introspettivo
Quella mattina d'estate non faceva particolarmente caldo, il cielo però era terso e la luce del sole inondava il mio giardino. Ero lì seduta quando sento strombettare dalla strada: era la mia amica Barbara sulla sua auto decappottabile che mi stava chiamando: "Silvia, salta su. Oggi è una giornata particolare e voglio condividerla con te". "Ma dove andiamo esattamente?". "Shopping, poi una sorpresa. Vestiti e vieni, ti aspetto!" In due minuti mi misi le scarpe,...
13.
Categoria: Comico
Al funerale la disperazione sui volti di dirigenti ed impiegati contrastava nettamente con la compostezza del dolore dei familiari della defunta, ormai centenaria. Tutti avevano indossato il vestito buono, quello scuro da cerimonia e anche Nino indossava il completo gessato con la camicia bianca che aveva messo solo una volta al matrimonio del cugino Peppino con la cugina Isotta. La camicia aveva una piccola macchia di sugo che non era andata via neanche dopo il...
14.
Categoria: Splatter
Se io fossi pazzo, sarei in manicomio. Se fossi in manicomio, starei in una cella. Se stessi in una cella mi sentirei prigioniero e tenterei di scappare. Se scappassi andrei a casa mia. Se andassi a casa mia troverei mia figlia in camera a giocare. Se trovassi mia figlia in camera a giocare l’abbraccerei e le aprirei la pancia con un coltello. Se le aprissi la pancia la svuoterei e metterei tutti i suoi organi a posto nella stanza...
15.
Categoria: Comico
Quella mattina Nino doveva ricevere una visita da parte di Michele Arenante, un fornitore con cui doveva discutere dell’acquisto di alcune parti elettroniche concordato con il Direttore. Come al solito, stava alla sua scrivania con i piedi sul tavolo e la sedia reclinata a fantasticare di avventure erotiche ai Caraibi, ora che aveva saputo che suo cugino Tuzzo aveva conosciuto una cubana durante il suo ultimo viaggio. “Certo ha un po’ il tipico...
16.
Categoria: Comico
La mattina seguente Nino, come faceva quotidianamente prima di recarsi al lavoro, era a messa. Il prete, però, si stava stranamente prolungando con la predica: non faceva che insistere sulla necessità del pentimento costante dei propri peccati a causa della imprevedibilità della morte. Questo prolungamento stava innervosendo Nino per due motivi: prima di tutto perché da buon cattolico aveva una paura fottuta della morte, e poi perché rischiava di arrivare in ritardo al lavoro. ...
17.
Categoria: Comico
I colleghi la chiamavano Christine. Come Christine, la macchina infernale, quella del film. Alcuni si erano spinti a Generale Lee, la fuoriserie dei cugini Duke di Hazzard. Era la fedele Talbot cammellata di fine anni ’80, un diesel di quasi due tonnellate di stazza duro a morire: cinquecentomila chilometri e sentirli tutti! Rumorosamente. Non è che Nino fosse particolarmente affezionato a quel ferro e certamente non avrebbe avuto difficoltà ad acquistare una macchina nuova, visto che...
18.
Categoria: Comico
Il turno per il pranzo in mensa era fissato per le dodici e trenta per il reparto di Nino, ma lui cominciava a scalpitare già un’ora prima. “Ragazzi non potete capire che fame ho oggi. Solo che devo mettermi a dieta” ripeteva quasi quotidianamente ai suoi collaboratori, esibendosi in ampi e disarticolati sbadigli. Arrivato davanti al vetro che divideva il vassoio dalle cibarie, però, Nino cominciava ad osservarle con cura e poi chiedeva una porzione abbondante,...
19.
Categoria: Grottesco
Andava tutto bene fino a quando non le disse che era sua nonna. Lei rimase immobile per qualche secondo, poi urlò e cominciò a rivestirsi in tutta fretta. Lui accese una sigaretta. La guardava frugare nel letto in cerca dell’abbigliamento intimo, tentando ,contemporaneamente, di coprirsi. Sembrava fuori di testa. Farfugliò qualcosa circa l’incesto. “Ma non dobbiamo far figli no? Cioè.. non vorrei esser indelicato, ma io...
20.
Categoria: Comico
Dovendo uccidere mia moglie e non potendo farlo personalmente, in quanto convinto sostenitore della non violenza, decisi di delegare il gesto criminoso a un killer. Chiesi consiglio ad un mio carissimo amico, che pochi mesi prima aveva a malincuore fatto colare dentro un pilone di cemento armato suo padre, un uomo simpaticissimo prematuramente scomparso. Il mio amico mi passò un biglietto da visita. Lo lessi: “ L'ESECUTORE. Qualità e cortesia. Chiamare ore...
21.
Categoria: Comico
“Stavolta gli rispondo per le rime” pensò Nino mentre aspettava il suo turno fuori dall’ufficio del Direttore. Ogni lunedì mattina il Direttore convocava i suoi diretti sottoposti per un aggiornamento sull’andamento delle attività dei singoli reparti. Quella mattina le urla del Direttore si udivano chiaramente nell’anticamera dell’ufficio. Il Direttore era a un passo dalla pensione ma non aveva nessuna intenzione di mollare le redini del comando. Nino era un perito chimico, ma il...
22.
Categoria: Comico
C'era una volta un lupo che aveva una gran fame, da molto tempo non metteva sotto i denti qualcosa di morbido e succulento. Pochi giorni prima era quasi riuscito a mangiarsi tre porcellini, ma quei maledetti l'avevano fatta franca rifugiandosi dentro una casa di mattoni. Ai voglia a soffiare per cercare di buttarla giù, quella casa non si era mossa di un millimetro. Il lupo allora aveva provato a entrare dal camino, ma la coda...
23.
Categoria: Comico
Mio cugino Pasquale è un uomo molto importante. Una volta lavorava in un circo, era il più grande mangiatore di cristalli d'Europa. Ne andava matto, appena vedeva un bicchiere gli veniva l'acquolina. Un giorno è entrato in un bar e ha chiesto un crodino. Appena finito il crodino ha iniziato a mangiarsi il bicchiere. Il cameriere si è indispettito e gli ha urlato: "Ma che fa? Mi mangia il...
24.
25.
26.
Categoria: Surreale
** Era di lunedì. La povera Susanna aveva lavorato fino alla tarda sera del venerdì precedente ed era schiattata sulla sua fedele Olivetti in un sussulto schiumoso. Riversa sulla scrivania da oltre due giorni, l'avevano trovata la mattina presto e subito avevano mandato a chiamare Piero perché venisse a ritirarla. Fa la ronda ogni giorno, Piero, alle 10 del mattino e alle 5 del pomeriggio. Percorre i corridoi del Silver...
27.
Categoria: Comico
Oggi ho la bastardite. Qualsiasi cosa io abbia considerato sopportabile ieri, e che probabilmente non mi turberebbe domani, oggi costituisce una ragione per azzannare. Quando mi piglia la bastardite lo so appena sveglia, dalla prima cosa che vedo, dal primo rumore che sento, dal primo odore che inalo. Stamattina, nello spazio di un attimo, ho realizzato la gravità dell'attacco. ...
28.
Categoria: Introspettivo
Caro Larry, come stai? Bene, spero. Io sono seduto sul divano, mi sto ascoltando un po’ di musica classica, il bicchiere di cognac stretto nella mano sinistra. Stavo ripensando agli avvenimenti della giornata. Ti è mai capitato di farlo? E’ molto interessante, sai. Oggi, tornando dal lavoro in anticipo di quasi due ore, ho trovato mia moglie a letto con il mio migliore amico. (Del litigio che ne è seguito ti risparmio i particolari). Ho estratto la...
29.
Categoria: Comico
Carlino Bagutti era un uomo cattivo. Un tipo poco raccomandabile, sempre pronto alla rissa, dedito all'alcolismo spinto, all'uso di stupefacenti, che emetteva rumori molesti in locali pubblici, rideva forte durante i funerali e spalava letame dentro le macchine dei vicini. Carlino Bagutti era destinato alla galera, ma un terribile incidente gli cambiò la vita: Un sabato sera, ubriaco fradicio, aveva guidato il tratto Rimini – Milano in contromano a 180 km orari con gli occhi semichiusi...
30.
Categoria: Comico
Marta si svegliò nel silenzio irreale della sua camera. Non era stato il sonno ristoratore, di quelli che ti rimettono al mondo, a farle riaprire gli occhi, perché da quando si era stecchita sul letto, senza nemmeno togliersi le scarpe, gli occhi chiusi a “+” come quelli di una talpa, erano passate solo due ore: prima di addormentarsi un silenzio altrettanto irreale, rotto dagli striduli cinguettii provenienti dall’albero di fronte casa, le aveva annunciato che il Regno della Notte...
31.
Categoria: Comico
Sono in coda all'ufficio dell'anagrafe. Ho sette persone davanti a me. Cronometro la prima che si avvicina allo sportello. E' un uomo vestito da testimone di Geova. Sbriga la sua pratica in quattro minuti e 12 secondi. Faccio un rapido calcolo: Sette persone per una media di quattro minuti, fanno 28 minuti. Ci aggiungo cinque minuti, tanto per stare tranquillo, fanno 33 minuti. Guardo l'orologio, sono le dieci e venti, alle undici...
32.
Categoria: Comico
PASSIO E IL VECCHIO PESCATORE (da "Le antiche gesta di Passio", XIV sec.) Passio Kawasaki Sushi Sampei è conosciuta ancora oggi come “l’Arrotina dell’amore”. Nell’antico Giappone feudale la sua figura era così popolare e leggendaria che qualcuno sostiene si tratti solo di un mito, di una credenza popolare. Le katane da lei arrotate, secondo una specialissima tecnica segreta, avevano il potere di fare innamorare perdutamente chi avesse ricevuto un leggero...
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