Racconti Brevi
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N.d.a. Il racconto lunghissimo ed autoconclusivo che qui vedete, è l'incipit del mio primo ed unico romanzo di fantasy epico. Come vedrete, è comunque diverso dal genere. Lo posto agli scrittori come esempio da non seguire :) Fango Cielo grigio, terra nera. La pioggia scrosciante tintinnava assordante contro la corazza, entrava persino dentro le orecchie. Non sentiva niente, e poco importava. Pettorina e maglia erano incrostate. Il colore marrone faceva intuire fango, il rosso ben altro. Per fortuna l'odore dell'acqua copriva quello nauseabondo del sangue. Non lo sopportava. Non ne sopportava la consistenza, il fatto che si rapprendesse e fosse difficile da scrostarselo di dosso. Però quello che lo faceva veramente vomitare era l'odore. Anni che uccideva, se lo ritrovava addosso di continuo, e ancora ne rimaneva disgustato. Aveva intere zolle di terra sotto gli stivali. Ormai sollevare gli scarponi risultava faticoso. E non doveva semplicemente sollevarli, doveva correrci. I guanti con cui brandiva Exstinguens erano logori, distrutti dal troppo uso. Erano rimasti brandelli, che conservava per non sapeva bene neanche lui quale motivo....
LA nera signora E IL TROMBETTIERE. Un giorno d’estate del lontano 1853,erano riunite come al solito al tavolo della sala “destini”, la Morte con i suoi consueti collaboratori,la Paura,la Sofferenza,la Fame e la Guerra per decidere sulla sorte degli umani che stavano nascendo in quel giorno. Erano arrivati alla lettera “M” ed erano tutti un po’ stanchi.”Chi c’è in lista ora ?” chiese sbadigliando la Morte. ”C’è un certo Martini Giovanni”. “Ah,un altro italiano,..certo che questi italiani ne fanno di figli. Oggi non so quanti ne abbiamo contati” .“Io avrei pensato ad una bella strage fra una cinquantina d’anni” disse la Guerra “con sei o settecentomila di meno,vedrai li faremo diminuire” “Va be’, ma fate fare qualcosa pure a me.”Ribattè la Sofferenza “Che ne so..un terremoto,un’epidemia” “Basta,con queste polemiche !” Le zittì la Morte. “Ora pensiamo a sistemare questo Martini. E’meridionale, Fame puoi fare qualcosa ??” Rispose pronta la Fame : “Sto provvedendo capo,ma questi furbastri hanno preso il vizio di emigrare,vanno tutti in America”. La Morte stizzita sbraitò :“Questa America mi sta facendo venire i cinque minuti…chi si credono di essere,vogliono forse prendere il mio posto ? Basta mi sono arrabbiata,questo...
La consegna che avevano ricevuto era chiara: dovevano attendere ad oltranza al campo l’arrivo del principe. La persona che aveva dato quell’ordine era più che certa che Lugh si sarebbe presentato. Quando avevano udito la disposizione erano rimasti non poco perplessi: non erano così sicuri che sarebbe accaduto, non avevano quasi per niente fiducia nel giovane principe del Regno dell’Ovest. Del resto non riponevano alcuna fiducia nemmeno nei confronti della principessa Norda, che avrebbe un dì governato il Regno del Nord, o nel sovrano di quello dell'Est, che non aveva eredi ed il suo potere sarebbe passato direttamente nelle mani del figlio del suo primo generale, dopo la sua morte. . Ma non avevano replicato e avevano abbassato il capo in segno di consenso: quindi una volta giunto il principe Lugh dovevano partire immediatamente alla volta del Regno del Sud, tristi messaggeri della terribile notizia. Non dovevano assolutamente procrastinare la partenza in modo da non correre il pericolo di doversi scontrare, da soli, con l'esercito. A quell'ipotesi sogghignarono: potevano non riuscire a contrastarlo per palese inferiorità numerica ma avrebbero venduto cara la pelle per l'onore del loro regno e per quello della principessa morta. E...
La sua idea era semplice: procedere all'eliminazione fisica di ogni ostacolo, a cominciare dal re e dall'erede al trono. Per la regina aveva in mente ben altro trattamento. Non appena fosse riuscito nei suoi intenti, lui avrebbe governato quel piccolo angolo della Confederazione. Una volta preso il potere avrebbe potenziato l’esercito movendo guerra ai principati vicini, conquistandoli fino a che essi avessero accettato di nominarlo unico Governatore della Unione. Nella mente del servitore il destino futuro appariva ammantato di fulgida gloria e un immenso illimitato potere. Il suo piano per impossessarsi del governo stava infine prendendo forma come lui aveva sempre voluto. Sapeva quanto il giovane principe amasse quella fanciulla, che risiedeva nella foresta vivendo di ladrocini ed impunemente uccidendo gli animali del re. Era completamente convinto, grazie ai suoi continui e serrati controlli segreti, che Lugh non avrebbe esitato ad uccidersi per stare ancora con lei. Tutti, e lui per primo, avevano sempre ritenuto il principe un debole. In effetti quella reazione l’aveva stupito abbastanza ma non poteva permettersi tentennamenti in un momento così delicato, adesso era il suo turno entrare in scena, come consigliere fidato del sovrano e doveva utilizzare tutta la sua abilità oratoria...
Il boato del legno che cedeva sotto la poderosa spinta del piede di Kirres riscosse il principe Lugh dalle sue peregrinazioni mentali. Egli si volse a guardare verso dove aveva avuto origine il rumore improvviso e violento. Kirres, il più fedele degli uomini al servizio della principessa Morana, avanzò, seguito da quel corteo funebre improvvisato ma ugualmente solenne mentre il viso del principe si oscurava di fronte a quello spettacolo. La musica tacque e tutti i visi degli invitati si volsero verso lo strano gruppo, che ora stava di fronte alla pedana dove si trovavano la coppia reale, il principe, la principessa Norda insieme ai suoi genitori. Il sovrano del regno del Nord e la sua seconda moglie, che era originaria di un misterioso paese che si estendeva oltre l’estremo confine formato da un’impervia catena montuosa poi quegli uomini si mossero fino a che si trovarono a pochi centimetri dal basso podio. Non appena Lugh riconobbe coloro che erano al suo cospetto scattò in piedi, ma si fermò notando il fardello che portavano: una ciocca di riccioli biondi e ciocche bianche spuntava dal sudario. Non appena Lugh riconobbe...
NEMESI
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La favolosa storia del principe Lugh e della principessa Morana 1) Il vento soffiava feroce nella foresta, che si estendeva a parecchie leghe verso est dalla capitale del Regno dell'Ovest, facendo frinire i rami più alti degli alberi secolari. Il convoglio di uomini incappucciati avanzava lentamente, alcuni erano a cavalli e seguivano un carro sul cui pianale era adagiato quello che ad un'attenta occhiata sarebbe apparso per quello che era: un corpo inerme avvolto in un sudario improvvisato utilizzando un mantello di pesante panno nero. Il gruppo di sei uomini andava avanti, lottando contro il vento impetuoso per mantenere la via. La loro destinazione era il castello di pietra nera arroccato sull’altura che dominava la pianura e la foresta, entro i cui intrichi, in quei mesi, erano stati gli incontrastati padroni. Quei misteriosi figuri, che gli abitanti dei villaggi e della capitale, insieme ovviamente a tutti coloro che formavano la ricca corte reale avevano ben poco gentilmente definito "briganti", stavano ora viaggiando proprio in direzione della rocca in quella notte di tempesta. Portavano un "regalino" speciale per il principe Lugh, unico figlio dell’attuale sovrano ed unico erede al trono,...
Due tranquilli turisti giapponesi si trovano, loro malgrado, coinvolti in una vicenda dai contorni misteriosi fino all'intervento risolutore di...
Due tranquilli turisti giapponesi si trovano, loro malgrado, coinvolti in una vicenda dai contorni misteriosi fino all'intervento risolutore di...
Una strana creatura, depositaria deipù incoffessabili segreti, si aggira in un casolare abbandonato.
Una strana creatura, depositaria dei più incoffessabili segreti, si aggira in una casa abbandonata
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