Racconti Brevi
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Ma Giordano sarebbe stato ben più che corrucciato se Giulia avesse avuto il coraggio di raccontargli il vero perché del malessere che la tormentava, a tratti sfociato in crisi isteriche tali da lasciare costernati chi vi assisteva. Era iniziato mentre, ancora in clinica e prostrata dall’operazione, stava per essere dimessa dal reparto di terapia intensiva. Un incubo. Stringeva in mano un lungo coltello dal manico nero. Sul pavimento, una donna di mezza età, denudata sino alla cintola, col volto devastato dalla violenza. Legata strettamente, ma non ce ne sarebbe stato bisogno, non era in grado di reagire. Sentiva una strana sensazione in basso, un’eccitazione sconosciuta, un turgore prepotente. Era nuda. No, era nudo, era un uomo, e quel turgore era un’erezione. La donna lo fissava con terrore, emettendo suoni disarticolati dalla labbra gonfie. La sua eccitazione era al massimo. Affondò lentamente la lama del coltello tra le costole, sino a percepire il battito convulso del cuore attraverso il manico. La donna s’inarcò in un...
Giordano, detto “’o filosofo”, si sentiva completamente rilassato soltanto all'interno della sua casa, se si poteva chiamare "casa" una residenza di venti stanze circondata da molti ettari di parco, protetta dai migliori sistemi di sicurezza e sorvegliata dai suoi uomini più fidati. Era molto prudente, ma non si dica lo fosse in modo maniacale: nel mondo in cui si muoveva, praticare la prudenza era l'unico sistema per sperare di campare a lungo e godersi tutto ciò che la ricchezza mal acquisita poteva offrire. Di fatto, il prezzo di una minima disattenzione sarebbe stato altissimo: molti anni di galera nel caso migliore, più probabilmente una fine violenta. Praticando la prudenza, era felicemente arrivato alla cinquantina, in buona salute e senza rilevanti macchie sulla fedina penale, cosa che aveva quasi del miracoloso. Oltre a lui, in quella residenza smaccatamente lussuosa viveva soltanto sua figlia Giulia, di ventidue anni. La moglie era morta da qualche anno e lui a risposarsi non ci pensava proprio: troppe complicazioni, troppi doveri, troppe cose da non far sapere. Qualche occasionale compagnia femminile, accuratamente scelta e ben pagata, era più che sufficiente. Le poche domestiche, tutte anziane, stavano in una...
CHARLY
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Le lame brillarono nell'ombra appiccicosa, due lampi improvvisi e rapidi che con un balenante "wiiiish" sfogarono la loro rabbia contro la figura che si stagliava a malapena di fronte. Quello emise un gorgoglio soffocato, simile al rumore prodotto dal getto d'acqua quando è risucchiato nello scarico. Dalla bocca e dal torace fuoriuscì il medesimo suono e Charly non riuscì a trattenere un sorrisetto compiaciuto. Attese qualche minuto che il rumore scemasse: ansimando per la carenza di ossigeno la grottesca figura di uomo allungò una mano verso di lui, istintivamente si ritrasse. Alzò la lama che reggeva nella mano sinistra, già chiazzata da piccole esplosioni di rosso. Come un cobra l'acciaio scattò e un paio di dita tozze caddero in terra, producendo un soffice tonfo. Gli occhi della maschera cerulea si allargarono per lo stupore e il terrore, divennero vitrei. La fine, aveva in quel tragico momento compreso come in un terribile deja vù da scena di film horror di infimo ordine, era irrimediabilmente prossima a divenire una realtà. Il tranquillo giovanotto che gli stava di fronte appariva non solo calmo, addirittura serafico, e gli stava sorridendo amabilmente. Aveva il volto liscio e...
L'amore in tasca
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L’AMORE IN TASCA Una rapida occhiata le fu sufficiente per capire che quella serata sarebbe stata eccitante. Il “Blu Garden” era affollato al punto giusto, da gente giusta, con la giusta dose di solitudine dipinta sul viso. Come Lavinia, del resto. Era solita frequentare quel night un po’ retro. Arrivava sempre verso mezzanotte, quando l’atmosfera era già calda, la gente già predisposta all’incontro casuale, sedotta da ore di musica soffice e sensuale, quella che ti entra nel sangue e nella testa con i suoi ritmi languidi e trascinati. Anche quella sera, la vigilia di Natale, era arrivata, elegante e profumata, con il suo leggero ancheggiare che, come sempre, era stato notato dagli uomini presenti nella sala. Aveva un modo particolare di attrarre l’attenzione su sé. Mai volgare, ma decisamente affascinante, Lavinia conosceva il suo dono e ne sapeva fare buon uso. Femmina senza leziosità od eccessi, riusciva a mostrare anche il suo lato più determinato senza bisogno di parlare. Si intuiva nel gesto misurato, nello sguardo diretto, nell’incedere deciso anche se sinuoso. Ogni maschio del locale si...
Chi era veramente Giuda Iscariota? E quale è la sua vera storia?
La Regina Bianca
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Come sempre entro da sola, i suoi grandi chiari occhi verdi mi guardano da dietro la frangetta bionda, il resto dei capelli raccolti dietro la nuca. Come al solito tocca a me sistemare i pezzi sulla scacchiera -Ricorda, i bianchi sono miei- Ogni mercoledì la stessa storia -Perché proprio i bianchi Barbara?- -Perché sono puliti, loro- -E’ solo una convenzione- rispondo io Scuote la testa, -Tutto ciò che è bianco è buono e tutto ciò che è nero è cattivo- -Per esempio?- Alza lo sguardo al soffitto - per esempio lo zucchero è bianco e dolce è buono, il buio è nero ti toglie la luce è cattivo- Potrei smontare facilmente le sue convinzioni ma mi limito a guardarla -e tu cosa sei?- -Lo sai bene- sorride -sono cattiva. Per questo i bianchi spettano a me, mi rendono migliore- sorride ancora. A volte sembra crederci davvero. O forse ci crede davvero, ma non sono qui...
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