Racconti Mix
| Comico (1) |
| Impegno Sociale (3) |
| Pulp (9) |
| Surreale (4) |
| Trash (7) |
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C’è uno spiraglio di salvezza tra le morse serrate di codesta creatura troppo cresciuta. Vedo la luce del giorno che vi penetra. Un signor Grillo non può sostare serenamente tra la vegetazione senza che un gigante qualsiasi lo rapisca per sottoporlo ai suoi futili giochi. Che mondo beffardo accipicchia! Ai miei tempi era oltremodo diverso, oggigiorno c’è poco verde dove rifugiarsi e troppi predatori affamati. Mi dispiace ragazzo ma adesso non posso più giocare con te, ho altri affari e ben più importanti che mi aspettano. Scatto verso quella luce che offre libertà. Ecco, ci sono riuscito! Sono caduto su di un sasso muschioso ma non posso fermarmi. Basteranno due salti lunghi per portarmi a distanza di sicurezza. Zooomp Zoooomp Ouch!! Ineducata piantina! Perché non sei inerme? Birbantello cucciolo di umano! Privarmi meschinamente di un’antenna, non è una cosa carina da fare, mascalzone! Ci penserò in un altro momento, or ora è in atto la stagione dell’amore e l’istinto di copulazione freme. “…”...
Uno schizzo giallastro e fumante entra sparato e imbratta la parete liscia e scintillante. CHI OSA PROFANARE LA MIA CASA? Mi precipito in vedetta: un umano ha appena terminato di svuotare il suo serbatoio flaccido e si guarda intorno prima di girare i tacchi. E' l'energumeno dell'altra volta: lo riconosco dalla puzza! E dai vestiti che indossa: sono gli stessi del giorno in cui lo vidi schiantare una mazza sulla testa dell'umano che giace ora consumato al suolo. Ricordo quegli istanti come fosse ieri: un bipede, di quelli che scorrazzano per la campagna calpestando tutto e sfondando le case altrui (non si contano le volte che qualche rompiscatole in vena di percorsi natura mi ha tranciato di netto la casa obbligandomi a ritesserla da zero!), stava in piedi, immobile, in contemplazione del panorama campestre quando, alle sue spalle, un braccio armato si levò al cielo. Il tempo di un respiro, e il braccio violentissimo sferrò il colpo. Il povero cristo, sopraffatto, abbozzò una smorfia incomprensibile e crollò a terra...
Anita è tornata. E’ sporca di sangue e ha delle ammaccature evidenti. Non potevo perderla. L’amore fa compiere le azioni più stupide. E’ un insulto irriverente all’ingegnosità cinica della mia mente ma nonostante tutto riesco a provare ancora dei sentimenti veri. Un difetto che eliminerò presto per non intralciare ulteriormente il cammino verso la perfezione. Pagherò a caro prezzo la mia decisione impulsiva? Avrei bisogno di aiuto, di un amico di cui potermi fidare, una spalla solida su cui appoggiarmi in momenti come questo. Ho abbandonato il genere umano da molto tempo, da quel giorno sbiadito nel passato in cui un grande sogno si tramutò in frantumi. Da allora, prima l’adolescenza reclusa e dopo l’invisibilità forzata mi hanno tenuto lontano dal difettoso e complicato congegno chiamato uomo. Il cervello entra in modalità pilota automatico, il corpo autogestisce le funzioni vitali e l’equilibrio. Tetsuya è immobile al centro della stanza ed un ricordo lontano si impossessa prepotentemente della realtà che lo circonda. E’ un repentino viaggio nel passato, un attimo di panico nel buio e poi la luce rassicurante… ...
Settimo atto - La paura fa sessantanove Un rumore fastidioso. Uno stridere insistente che lentamente entra come un chiodo nei miei timpani. - Ciao gioia io sono SerGay, il capo incontrastato nonché più glamour di questo quartiere - Andiamo bene. Socrate è stato denudato da tre scagnozzi che hanno immerso il prezioso vestito Armani in una tinozza con della candeggina. Mai urla di topo castrato furono tanto terrificanti alle mie orecchie. Mi sono seduto, ancora in mutande, incurante delle suppliche del frocetto sfilandomi gli scomodi tacchi a spillo e stendendo le mie indolenzite gambe sotto la scrivania color arancio. Dal lato opposto c’è il capo di non so cosa che si tortura le unghie con un aggeggio appuntito. Mi irrita. Ha un viso aquilino, gli occhi stretti e contornati da abbondante colore nero, il sorriso sembra quello finto di un pagliaccio con quel rossetto luccicante e i capelli neri brillanti sono asserragliati in una mini coda da cavallo. Devo giocarmi bene le mie carte, sono nel suo regno e in evidente svantaggio. Potrei piombargli addosso ma quelle checche muscolose che...
50 coglionerìe in tre versi, rima AbA o AAARecatomi a Parigi,guardai la Senna,ma preferiì il Tamigi.-Ero sbronzo in birreria,non potendo guidare,prendevo la seggiovìa.-stavo fumando una canna,arriva lo sbirro,e poi la condanna.-I poteri divinatori,nella corrida,li hanno i tori.-La donna grida spesso,se dentro un cesso,viene violentata con successo.-Un animale che soffre,poi muore,e come cibo si offre.-Le tende da sole,o in compagnia,fan giochi di parole.-Indòmita vagina,davver ti bagni,se un pene si avvicina ?-Proprio su quel ramo,dopo tanto tempo,rimane scritto che t' amo.-L' amore passa,poi il divorzio,poi la tassa.-Le foto del matrimonio,tempi felici,poi vuoi il mio patrimonio.-Un uccello è strano,se non avendo penne,sta bene in una mano.-Un cavaliere errante,forse gay,cercava il proprio fante.-Un rapporto a due,nasce un bimbo,scaldato dal bue.-Svoltavo a sinistra senza freccia,un' auto gay,mi ha fatto breccia.-Annusavo l' odore della terra,faceva caldo,ero chiuso in una serra.-Conobbi un poeta deluso,leggendo i suoi versi,capiì che era eluso.-Conobbi l' eroina a 13 anni,ci litigai a lungo,per tanti compleanni.-Il mare è acqua e sale,si pesca di tutto,ma non c’è mai caviale.-La bellezza è guardarti,il tuo profilo è al meglio,se angolato di tre quarti.-Il prete bacia soave,i bambini sottochiave,durante il conclave.-La collera mi diserta,anche allo stadio,anche in trasferta.-Ho scritto pagine false,per conquistare te,in quasi tutte le...
I Dieci Comandamenti:Io sono il Signore Dio tuo:1. Non avrai altro Dio fuori di me e ti garantisco che è più che sufficiente.2. Non nominare il nome di Dio sul divano.3. Ricordati che non sai mixare alle feste.4. Onora il padre e la madre su facebook.5. Non uccidere a caso.6. Non commettere atti impuri, récati alla banca del seme.7. Non rubare le caramelle ai bambini.8. Non dire falsa gravidanza.9. Non desiderare la donna d' altri, ma se lei ti desidera si può fare.10. Non desiderare la roba d' altri, ci sono i negozi.---------------Decalogo del creativo egocentrico1-Ogni tua azione, ogni giorno migliora il mondo perché tu hai solo da insegnare.2-Non cercare di apparire con vestiaristravaganti ed atteggiamenti sopra le righe; sei comunque già abbastanza insopportabile.3-L' amore è solo una perdita di tempo ed ate interessa solo essere amato, dunque fai in modo di essere amato.4-Usa droghe e alcol solo in caso si necessità assoluta e comunque mai sul tuo lavoro, specie se ti applichi ad un lavoro creativo.5-Non perdere tempo con lavori ignobili e faticosi da due soldi, quei pochi che ti servono li guadagnerai applicando la creativitàalla necessità.6-Non frequentare altri egocentrici se non per necessità lavorativa applicata alla...
Ci sono momenti esaltanti nella vita di un uomo. Ora che lo sono diventato di nuovo, ora che mi trovo fra le mani il collo da pollo di questo barista frocio, mi accorgo che è proprio un momento di quelli. Mi rendo conto di non cercare solo una risposta alla mia domanda, ovvero chi diavolo mi ha fatto o iniettato quel chissà cosa che mi ha ridotto in questo stato, a metà fra uomo e donna, schiavo di impulsi sessuali incontrollabili e alquanto contraddittori. Ecco: in una minuscola frazione di secondo ho la consapevolezza che è scattato anche il mio momento di Zona Neutra, e me lo voglio vivere al meglio. Voglio giocare il Jolly con i denti degli altri, farmi grucce per camicie con le loro clavicole. Annodare portachiavi con i loro tendini d’Achille. Fare artigianato con resti umani. Forse li chiamate in altro modo, ma non venitemi a dire che non avete anche voi i vostri momenti di Zona Neutra. Nella mia concezione delle cose, le Zone Neutre sono momenti magnifici che si aprono nella vostra mente. Momenti di libertà animale, illuminanti. Fasci di luce, simili a quelli che si...
Il mio nome è Miro. Gestisco un bar in periferia. Il mio bar è frequentato da operai, brava gente, gente semplice che ha il senso dell'amicizia e del rispetto. E della pulizia. La mia giornata è stata rovinata da un fighetto di città che mi ha intasato il cesso in cambio di settantacinque centesimi di caffè; già, perché da noi in periferia il caffè costa ancora settantacinque centesimi. Sono riuscito a mandargli in frantumi il lunotto della sua coupè rossa, ma avrei preferito rompergli la testa. E ora che sto tornando a casa sembra che il Gesù da lassù mi stia dando una mano. Riconosco la coupè posteggiata nel piazzale della fabbrica. E il lunotto sfondato è la conferma che è la macchina giusta. Posteggio, prendo la mazza che porto sempre con me, perché dopotutto siamo sempre in periferia e ogni sera mi porto l'incasso dal bar fino alla cassa continua ed esco a cercare il fighetto di città. Ma quando finalmente lo trovo ed è inerme sotto la mia mazza tutto si fa freddo. Poi buio. Mi chiamo...
“Hihihihihihhihi” Questa risata stridula mi sta trapanando il cervello: sembra mi stiano scavando le meningi con un cucchiaino da tè. La frocia continua a pattinare sculettando vistosamente lasciandosi andare a figure artistiche complesse: si dice che la stronza abbia preso delle lezioni private da un maestro cinese di fama mondiale, il celeberrimo Shangay. Io fatico a respirare: sono ridotto ad una maschera di sangue rappreso, un’unica grossa crosta che mi copre il volto. Mentre osservo questa fottuta copia frocia della Kostner danzare, stringo tra le dita la mia limetta da unghie. Il freddo del metallo mi àncora alla realtà. Nonostante io sia allo stremo, con tutte le forze che mi rimangono maledico quel vigliacco di Apribottiglie. Riesco persino a pensare al modo con cui lo punirò severamente: lo priverò delle frustate della buonanotte e non dirò più al mio macellaio di fiducia di mettermi da parte le teste di agnello che ama tanto sgranocchiare al cinema. Gli nasconderò anche il “Dildò”, il suo fottuto enorme dildo di plastilina costruito per lui su misura, visto che tutti gli altri erano misteriosamente spariti…. . Ma...
Un corpo umano sezionato, un cervello in una vasca collegato ad un pc e ad un occhio bionico, un giapponese coperto solo da un camice che lavora al corpo sezionato e parla al cerebro nella vasca che gli risponde in chat. Questa è l'immagine da film horror che mi si imprime nella mente dopo che mi sono intrufolato nella fabbrica e sono giunto al laboratorio, previo tour di ricerca. Ricerca di una Doll finita per sostituire la mia biondina rapita. Non sono un ladro, penso solo che me ne venga una. Il nippo parla col cervello nella vasca per spiegargli cosa sta facendo e perché. Vuole un testimone della sua opera ultima, la trasformazione di se stesso in una Doll da quindicimila euro. Non so se sarà una Barbie o un Ken, ma mi è chiaro dalle sue parole che userà il corpo del povero malcapitato per trasformarlo nella Doll Definitiva e ci metterà dentro il proprio cervello. Rabbrividisco al pensiero che potrei essere al posto del cerebro in vasca e decido di andarmene prima che le cose possano peggiorare quando, o mio...
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