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I Racconti Racconti a Puntate Fantasy Il nano ed il gigante - Capitolo 1
 

Il nano ed il gigante - Capitolo 1 In evidenza Hot

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Un cibo o un piatto che assoceresti al tuo racconto
Lasagne, visto che a tutti piacciono le lasagne...

 

Capitolo 1 – Il signor Cacciatopi

   

Luccicando tra le rigogliose fronde degli alberi, il sole rosso del tramonto spaccava le foglie verdi, illuminando il villaggio di Terranera.

E in ogni dove gli abitanti conversavano, mangiavano, giocavano a carte. Quelli più seri e con una famiglia lavoravano pure, sudando ed imprecando. Ma di solito queste cose in una fiaba non le dice nessuno...

Esattamente come nessuno parla mai del principe debole, o basso, burbero, cinico, insensibile, peloso, rozzo, maleducato e puzzolente. Nessuno a parte me, il vostro narratore.

Qui bisogna partire per iniziare il nostro lungo viaggio, in una stamberga, un buco fatto da assi di legno, dove il nostro eroe combatté le sue prime battaglie.

Siete emozionati all'idea di conoscerlo? Sì?

Io non lo sarei...

   

Il signor Cacciatopi aveva di nuovo problemi con i bambini del vicinato.

“Sei basso, sei basso!”, gli dicevano.

E gli tiravano pomodori alla finestra, glieli schiacciavano nella cassetta delle lettere.

Lui usciva fuori brandendo una scopa come un'ascia a due mani.

“Se non ve ne andate da casa mia, vedrete come vi spazzo via!”

I bambini non venivano colpiti dalle sue minacce mal riuscite, e continuavano a prenderlo in giro.

“E come fai?”, lo schernivano. “Sei più piccolo di noi!”

Vedete, il signor Cacciatopi era un nano.

Aveva una barba consumata rossa, capelli corti raccolti in un codino, e un metro d'altezza. Per la sua razza, un metro significava essere alti. Purtroppo, tanti anni prima, la sua famiglia si era trasferita nel regno degli umani, e ora aveva di continuo problemi del genere.

Di carattere arcigno e aspetto ancor meno amichevole, nascondeva quello che in realtà il suo cuore tenero, un nocciolo nella sua dura corazza esteriore. Del resto, era difficile aprirsi al prossimo, quando questi era armato di frutta marcia.

Incredibile, pensava tra sé e sé. Un membro dei Cacciatopi che viene, viene, viene, BULLATO da dei ragazzini senza un pelo sul volto!

I peli erano motivo di vanto tra i nani. Più un maschio si avvicinava alle scimmie, e più era attraente. E' disgustoso dirlo, però funzionava così anche per le donne. Potrei dirvi numerose altre storie sui nani, ma visto che il nostro protagonista è membro di questa razza, eviterò di disgustarvi troppo.

Dovete capire un'altra cosa però del signor Cacciatopi. La sua famiglia, non era una famiglia normale. No, no. Era una famiglia di guerrieri, tra le più forti del suo regno, glorificata sotto le luci mirabolanti degli onori concessi esclusivamente ai guerrieri.

Se potesse vedermi il nonno, continuava a rimuginare nella sua testona. Vedere come sono costretto a pulire pomodori marci dalle mie finestre. Ah, il nonno. Lui probabilmente li frusterebbe questi ragazzini...

Sì, i nani non andavano tanto per la leggera...

 

Un giorno, prese il coraggio a due mani, e corse dai genitori di quei bambini pestiferi che lo avevano trattato male.

Partì dalla casa della famiglia Pezzeblu.

Bussò alla porta. Una donnona bionda aprì, non vide nessuno e richiuse la porta.

Batté di nuovo, lei riaprì, fece capolino con la testa, e guardò a destra e sinistra.

Schiarì la voce, “signora, sono qui”

La signora Pezzeblu guardò in basso, e vide un omettino guardarla con i due sopracciglioni piegati in una valle della fronte. “Ah, signor Cacciatopi. Cosa desidera?”, aveva un sorriso forzato.

“Suo figlio stamattina ha tirato dei pomodori contro la mia casa”

“Ah”, poco gli importava. Anzi, una volta, di notte, lo aveva fatto pure lei. “Gli dirò di non rifarlo”, mentì.

“Bene signora. E lasci che le dica un'altra cosa...!”, alzò un braccio.

Non fece in tempo a finire la frase che la porta era chiusa, sbattuta ad un centimetro dalla sua barba.

Qualcosa piovigginò in testa. E splotch!

Il signor Scacciatopi sentì del liquido scorrergli sulle guance. Tolse con la mano quello che gli era caduto in testa e, sorpresa sorpresa, era un pomodoro.

Alzò lo sguardo, e vide quel figlio degenero dei Pezzeblu ridere come pazzo.

“Ah! Monellaccio!”, gli gridò. “Ma se ti prendo...!”

L'altro gli tirò un secondo pomodoro, e chiuse la finestra.

 

Ora era alla casa dei Piediviola.

A difesa della signora della mansione, il nano aveva sugo di pomodoro ovunque sulla testa. Nel tramonto cupo di quella sera, sembrava quasi sangue.

Quindi, quando lui bussò esagitato, lei rimase dalla finestra a guardare, stringendo le mani al petto dalla paura.

“Signora!”, la chiamò, vedendola tra le tende. “Venga ad aprire! Le devo parlare!”

“Starà scherzando, voglio sperare...”, balbettò. “Lei è coperto di sangue!”

“Cosa? Io? No...!”, protestò. Si ricordò del pomodoro di prima, e capì il malinteso. Prese del succo con un dito e lo leccò. “Vede signora? E' solo...”

“Per tutte le stelle! Lei beve il sangue!”, chiuse le tendine dall'orrore. “Se ne vada via subito!”

“Ma no! Signora...!”

E spatafasc!

La bambina dei Piediviola gli tirò un pomodoro dalla finestra sopra.

Non contenta, derise il poveretto. “Visto mamma? Te lo dicevo che quello non sta a posto!”

Il signor Cacciatopi rimase rassegnato a capo chino qualche secondo, impotente.

   

Ripresa la carica e, una volta pulitosi, decise che era arrivato il turno dei Frecciargento.

Bussò alla porta. Un paio di passi pesanti seguiti da brontoli gutturali, ed aprì un omone dall'aria spenta ed assonnata, vale a dire il signor Frecciargento.

“Buonasera, e mi scusi il disturbo...”, schiarì la voce.

Sull'uscio, fece capolino il pestifero marmocchio che lo aveva attaccato poche ore prima.

“Vede, suo figlio”, lo indicò tanto per andare sul sicuro. “Prima ha tirato dei pomodori contro la mia proprietà, e contro la mia persona. Gradirei che non lo rifacesse”

L'uomo scosse la testa, quasi senza accorgersene. “No, non è stato lui”

“Beh, mi dispiace dirglielo. Ma ho una buona memoria e...”

“No, non è stato lui”

“Beh, sì invece!”

“No, non è stato lui”

“Mi prende forse in giro?”

“No, non è stato lui”

“Pensa che dicendo la stessa frase me ne andrò prima?”

“No, non è stato lui”

Incredibilmente, riusciva a ripetere la stessa frase con lo stesso tono, senza emozioni.

“Signore, mi faccia solo il favore di...”
“No, non è stato lui”

“Ma lei la conosce qualche altra frase?”

“No, non è stato lui”
“Sul serio, almeno cambi parole...!”

“No, non è stato lui”

“Ieri ho bevuto una birra gelida d'importazione nanica. Era buonissima!”

“No, non è stato lui”

“Poi ho mangiato del tacchino con salsa gorgogna. Delizioso!”

“No, non è stato lui”

“Ma allora non mi ascolta neanche!”

“No, non è stato lui”

Il bambino, tanto per buttare foglie secche sulle fiamme, ammise la sua colpa. “Papà, in realtà io prima ho tirato dei pomodori al signor Cacciatopi”

Il padre lo fissò un secondo. Decise di continuare con la sua difesa, e negò l'innegabile. “No, tu eri qui con me prima”

Il signor Cacciatopi era adirato. “No che non lo era!”

Divertito, il piccolo annuì. “Guarda che non ero qui prima, pa'!”

“Sì, era qui con me”

“No che non lo era!”

“No papo, non lo ero”

“Sì, era qui con me”

“Guardi, tutto ciò è oltraggioso!”

“Papoooo, non ero quiiiiii...”

“Sì, era qui con me”

“Ma fa così per ogni discussione?”

“Già. La mamma si arrende ogni volta”

“Sì, era qui con me”

“Senta, suo figlio mi ha tirato dei pomodori...”

“No, non le ha tirato dei pomodori”

“Invece sì papo”

“No, non le ha tirato dei pomodori”

“Papi, ti dico di sì!”

“Le sta dicendo di sì, per la gloria di Gergamarr!”

“No, non le ha tirato dei pomodori”

Il figlio dei Frecciargento prese dei pomodori in una cassetta di legno alle sue spalle. Da quel mezzo metro di distanza che lo separava dal nano, prese a lanciarglieli in faccia.

Il signor Cacciatopi nemmeno si arrabbiò, tanta era la frustrazione. “Lo vede, mi sta tirando dei pomodori in questo momento!”, e splatch!

“No, non le sta tirando dei pomodori”

“Ma cosa dice?”, splatch! “Non lo vede?!”

“No, non le sta tirando dei pomodori”, splosh!

“Ah, al diavolo”. Finalmente il signor Cacciatopi se ne andò, umiliato fino al midollo.

La moglie Frecciargento arrivò all'uscio. Chiese, “chi era tesoro?”

“Oh nessuno”, rispose il marito.

“Va bene”, gli accarezzò il petto. “Senti, mi diresti dove hai messo i guanti della cucina? L'ultima volta li hai usati tu...”

“No, non li ho usati io”

“Sì, me lo ricordo”

“No, non li ho usati io”

“Va bene va bene. Ho capito. Li cerco io”

Doveva essere difficile la vita della signora Frecciargento.

   

Tranquille e spensierate, le falene passavano di lume in lume.

E dormivano di sogni pesanti le persone del villaggio, dopo una stancante giornata di lavoro.

Purtroppo, l'atmosfera da fiaba lì va fermata, poiché un abitante triste c'era.

Borr Cacciatopi, chiuso nella sua casetta, osservava il buio della notte.

A volte chiedeva a sé stesso perché volesse rimanere, perché non andasse in un qualche altro posto, a trovare nuove sfide, affrontare nemici mirabolanti, salvare nane con barbe cespugliose che lo avrebbero ricompensato con birra e rum.

A dirla tutta, la ragione la sapeva, era la pulce fastidiosa che albergava nel suo orecchio da anni.

Vedete, dal regno di Gergamarr dei nani, a quello degli umani c'era una distanza enorme. In mezzo, tremendi e spaventosi ostacoli, preoccupanti anche per gli eroi migliori.

Come avrebbe fatto lui, un piccolo nano senza alcuna abilità in battaglia, ad arrivare a casa, unico posto dove voleva andare? Come avrebbe sconfitto il drago Treysandall? O l'orco Martafell?

Semplice. Non ci sarebbe riuscito.

Ed uguale ad ogni notte, Borr sedeva sulla sua seggioletta, chiedendo alle stelle se mai sarebbe diventato un condottiero, se sarebbe stato in grado di riportare onore al suo clan e, più di tutto, a tornare a casa.

Ciondolò la testa, e dormì un'altra notte insonne.

 

Forse furono gli Dei che provavano pietà per quel nano, o forse la bruma della sera arrivò più in alto delle nuvole, e condensò parole eteree in desideri di carne e ossa.

Sia quel che sia, gli astri lo dovevano aver sentito, poiché l'indomani Torevas, elfo mercante di tutti i reami, passava per il villaggio. Portava con sé un'eccitante novità.

Portava con sé un gigante.

 

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recensioni redazione

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4.3  (2)
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Originalità 
 
4.8  (2)

 
Il nano ed il gigante - Capitolo 1 2012-01-09 10:44:15 Gianluca
Voto medio 
 
4.1
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4.5
Gianluca Opinione inserita da Gianluca    09 Gennaio, 2012
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Mi piace

Finalmente un bel raccontino fantasy come piacciono a me, ironico e surreale al punto giusto. SOno curioso di conoscere il seguito. Vai così, SirCredo

Cibo

Che cibo o piatto assoceresti a questo racconto?
E che lasagne siano, allora!

Consiglio

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Pro e Contro

Pro
Una fantasy leggera e ironica, proprio come piace a me
Contro
praticamente niente, forse qualche piccolo refuso qua e là (il nostro Cacciatopi diventa Scacciatopi per un po' e poi torna Cacciatopi)
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Il nano ed il gigante - Capitolo 1 2012-01-07 13:52:17 ab normal
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5.0
ab normal Opinione inserita da ab normal    07 Gennaio, 2012
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Per palati raffinati

un piacevolissimo assaggio, fra fiabesco e comico, del nuovo arrivato SirCredo! :)

Cibo

Che cibo o piatto assoceresti a questo racconto?
caprese

Consiglio

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Da non perdere!

Pro e Contro

Pro
umorismo sottile e geniale; piacevole lo stile fiabesco e l'ambientazione
Contro
nulla
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Recensione Utenti

Opinioni inserite: 3

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4.7  (3)
 
Il nano ed il gigante - Capitolo 1 2012-01-28 16:13:36 Amarganta Blue
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5.0
Amarganta Blue Opinione inserita da Amarganta Blue    28 Gennaio, 2012
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Nano nerd alla riscossa

Un fantasy per niente piatto, che sul finire ricorda l'inizio (scusa il gioco di parole) del Signore degli anelli. Bei dialoghi, con situazione straniante che fa risaltare la "diversità" del nano preso di mira da tutti. Situazione che diverte, ma che intenerisce... Aspettiamo la riscossa di Borr!

Cibo

Che cibo o piatto assoceresti a questo racconto?
Vitello in salsa speziata

Consiglio

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Consiglio la lettura

Pro e Contro

Pro
Originale l'idea del nano un po' "sfigato", un racconto tra il fantastico, il comico e il teatrale. Bello il personaggio del signor Frecciargento con una situazione un po' alla Teatro dell'Assurdo. Scorrevole e molto gradevole.
Contro
Niente.
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Il nano ed il gigante - Capitolo 1 2012-01-12 21:22:56 Frantumaj
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Frantumaj Opinione inserita da Frantumaj    12 Gennaio, 2012
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Bravo!!

Il mio personale benvenuto. TI ODIO!!

Ti leggero' ancora con piacere. Sei bravo.

n.b. imparerai a conoscermi ed evitarmi. A presto

Cibo

Che cibo o piatto assoceresti a questo racconto?
la lasagna non basta...uno stinco di manzo per contorno ci vuole!!

Consiglio

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Da non perdere!

Pro e Contro

Pro
Trama lieve e coinvolgente. Scritto bene
Contro
nulla di che
Risposte dell'autore

Ho visto i commenti sulla bacheca generale degli altri utenti XD
Grazie, vedrò di odiarti anch'io in tempi brevi :D

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Il nano ed il gigante - Capitolo 1 2012-01-12 17:57:51 michela
Voto medio 
 
4.3
Qualità della trama 
 
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Stile 
 
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Scorrevolezza 
 
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Coinvolgimento 
 
4.5
Originalità 
 
4.5
michela Opinione inserita da michela    12 Gennaio, 2012
Top 50 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

bello!

proprio niente male come esordio! curiosa di leggerti ancora! bravo!

Cibo

Che cibo o piatto assoceresti a questo racconto?
lasagne visto che a tutti piacciono..ma vegetariane eh!

Consiglio

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Consiglio la lettura

Pro e Contro

Pro
bella ambientazione, personaggi ben descritti!
Contro
praticamente nulla
Risposte dell'autore

Grazie mille :D
Di lasagne vegetariane conosco quelle ai quattro formaggi, che secondo me sono pure più buone...!

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