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        <title><![CDATA[Selezionati dalla Redazione]]></title>
        <description><![CDATA[Ultime novità da mangiastorie!]]></description>
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            <title><![CDATA[Selezionati dalla Redazione]]></title>
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                <title><![CDATA[L’affettatrice – “Colesterolo alto”  - 1/3]]></title>
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                <description><![CDATA[
                                 L’affettatrice – “Colesterolo alto” &nbsp;- 1/3    &nbsp;    “Con questa, non sentirai nulla. Parola di Affettatrice”. Scarica il contenuto di un siringone enorme nel mio culo. Sdraiato prono nella penombra del suo furgone, perdo lentamente coscienza, le braghe calate, la testa sempre più pesante, proiettato verso un destino di riciclo universale. Di riequilibrio naturale. Sto ricongiungendomi all’universo intero. Sto donando il mio corpo e il mio sangue, proprio come qualcuno di più celebre prima di me, ma Lui non era fottutamente obeso. E si sa che i super grassoni non entrano nella storia. Prima di perdere il contatto con l’ultimo esile filo di realtà, ecco il roteare sordo della Grande Lama.     &nbsp;    &nbsp;    “Può anche cambiare subito alimentazione e mettersi a dieta stretta, ma lei tra una settimana ci lascia le penne. Sicuro come il bel culo della mia segretaria. Lo ha visto, no? No?! Katiuscia, vieni un po’ qui!”. Ho il colesterolo di un salame cacciatorino. 543 milligrammi per decilitro, più del doppio della soglia d’allarme. Sono un salame cacciatorino. Forma più tonda, pelle meno secca, ma stesso contenuto. Arriva e si gira:...                ]]></description>
                <category><![CDATA[L'affettatrice]]></category>
                <pubDate>Sat, 19 May 2012 15:21:00 +0200</pubDate>
                <g:id>1533</g:id>
                <g:publish_date>2012-05-19</g:publish_date>
                <g:rating>5</g:rating>                                                    
                    <c:associauncibo>                                                    <c:value><![CDATA[Panino al salame cacciatorino]]></c:value>
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            </item>
                        <item>
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                <title><![CDATA[Peli di Drago]]></title>
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                <description><![CDATA[
                                     “Lo vuoi vedere il mio dragone?”       Preso dal panico, ricordo solo di aver aperto la prima porta che mi sono trovato sotto mano. Non che io sia omofobo, intendiamoci, è solo che preferisco ruzzolare giù per una scala buia e misteriosa che trovarmi faccia a faccia con un’amica che di nome fa Tristano.       Mentre sto cadendo e le mie duecentosei ossa impattano tutte contro ogni singolo gradino,penso che Tristano è un nome proprio  datato, e che un appuntamento per  i single della città in un ristorante cinese è proprio una cosa triste.        Non volevo venirci, io. Mi ci hanno convinto.       -Male non ti farà, giusto?-Aveva detto Gustaf con la sua aria compiaciuta, perché lui no che non ne aveva di problemi a trovarne di passere.       Un po’ male finora ha fatto, replicherei.       Insomma mentre cerco di defilarmi dalla parodia di una Gina Lollobrigida nei suoi anni peggiori, intenta a spiegarmi a come la chirurgia estetica sia...                ]]></description>
                <category><![CDATA[La cucina che non c'è - seconda cucina]]></category>
                <pubDate>Fri, 18 May 2012 16:31:00 +0200</pubDate>
                <g:id>1532</g:id>
                <g:publish_date>2012-05-18</g:publish_date>
                                                                <c:editor_rating>5.0</c:editor_rating>
                                    
                    <c:associauncibo>                                                    <c:value><![CDATA[Formaggio a  cubetti e mortadella]]></c:value>
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            </item>
                        <item>
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                <title><![CDATA[L'estirpa anime - Lucy (1 - 1)]]></title>
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                <description><![CDATA[
                                 L'estirpa-anime   Lucy       A quell'epoca ero appena morta.   Questo mondo appariva distorto, visto attraverso il vetro rotto di una bottiglia sporca. Fu solo grazie a lui, all'Affettatrice, se le mie pupille trovarono nuova forza.   Lo conobbi per caso, anche se a dire che io lo abbia conosciuto, forse dico una bugia. Posso dire che conosco la sua immagine, che ricordo i suoi occhi penetranti, lo sguardo triste e compassionevole. Ricordo la voce bassa, quella del padre che ho sempre sognato.   Ma la gente non lo conosce. Sa del suo lavoro, della sua fama. Non chi sia, non quanto sia gentile. Per questo lo chiama l'Affettatrice, l'estirpa – anime del diavolo.   Comunque, suppongo dovrei cominciare dall'inizio.   Piacere, mi chiamo Lucy. Avevo 16 anni quando sono morta e posso dire di non avere trascorso una vita facile. Nata senza un padre, costretta a fare la schiava da mia madre, mi innamorai di un'idiota arrapato che avrebbe dovuto portarmi in un mondo migliore, e che invece riusci solo a mettermi incinta. Abortii il feto in una clinica puzzolente clandestina, e presa dalla depressione afferrai una...                ]]></description>
                <category><![CDATA[L'affettatrice]]></category>
                <pubDate>Fri, 04 May 2012 09:29:00 +0200</pubDate>
                <g:id>1523</g:id>
                <g:publish_date>2012-05-04</g:publish_date>
                                                                <c:editor_rating>4.7</c:editor_rating>
                                    
                    <c:associauncibo>                                                    <c:value><![CDATA[Cuore di vitello.
Consiglio secondario: leggete i primi due capitoli di questa saga ascoltando Alice di Tom Waits.]]></c:value>
                                            </c:associauncibo>                                    
            </item>
                        <item>
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                <title><![CDATA[Capodanno alla Perla Di Giada]]></title>
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                <description><![CDATA[
                                 “Perché io l' avevo detto, in tempi non sospetti. Sissì, appena uscito da scuola, gliel' ho detto ai miei: checcazzo mi mandate all' Università a fare, tanto, tempo 5 o 6 anni e finiamo tutti a lavorare dai cinesi! E infatti, me e te dove siamo?”   Nilesh alzò gli occhi al cielo chiedendosi come facesse quell' italiano a non accorgersi quanto poco gliene fregasse a chiunque delle sue chiacchiere. Padron Huang o chi per lui l' aveva assunto tre o quattro giorni prima, da quando il precedente pizzaiolo di punto in bianco non s' era più presentato al lavoro. Nilesh non s' era fatto troppe domande sulla sua sorte: alla Perla Di Giada RistoranteCantonesePizza&Kebab il ricambio di schiav... ehm, di dipendenti era piuttosto rapido. E i rapporti umani erano in genere tiepidi: la stragrande maggioranza dei colleghi erano cinesi, che, lo sanno tutti, culturalmente son portati a farsi i fatti loro e a non parlare una parola di qualunque lingua che non sia il mandarino. A parte i camerieri, che qualcosina col mondo esterno ci hanno a che fare; ma lì in quella cucina l' unico stronzo che doveva sorbirsi la versione umana di Radio That's Amore...                ]]></description>
                <category><![CDATA[La cucina che non c'è - seconda cucina]]></category>
                <pubDate>Mon, 30 Apr 2012 13:32:00 +0200</pubDate>
                <g:id>1520</g:id>
                <g:publish_date>2012-04-30</g:publish_date>
                <g:rating>4</g:rating>                                                <c:editor_rating>4.6</c:editor_rating>
                                    
                    <c:associauncibo>                                                    <c:value><![CDATA[Finger food, ma fusion che più fusion non si può]]></c:value>
                                            </c:associauncibo>                                    
            </item>
                        <item>
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                <title><![CDATA[La cucina dei desideri-Parte 1/3]]></title>
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                <description><![CDATA[
                                                    Il grosso scarafaggio spunta dallo stipite della porta della dispensa. Fa scattare le antenne un paio di volte e poi  si prepara per un lungo scatto tra la porta e il mio forno.       -Figlio di puttana..-       Lo osservo da parecchi giorni, e ogni volta che cerco di affondarci sopra il mio Doctor Martins numero quarantacinque quello svicola veloce sotto qualche mobile.       Queste blatte sudice infestano questa maledetta cucina sucida.        Ho provato anche coll&rsquo;insetticida ma niente.  Quest&rsquo;entità  blattodea s&rsquo;è divorata pure quello e ora sfreccia per ogni lato di questa stanza buia come si fosse trasformata in una superblatta marveliana.       Accendo la lampadina che pende dal soffitto e rimanda una luce così fioca che le ombre si delineano appena. La mia immagine si riflette tozza sulla piccola finestrella, l&rsquo;unica in questo buco di cucina, e con tutti i vestiti che ho addosso sembro pronto per una caccia...                ]]></description>
                <category><![CDATA[Trash]]></category>
                <pubDate>Sun, 29 Apr 2012 12:01:00 +0200</pubDate>
                <g:id>1515</g:id>
                <g:publish_date>2012-04-29</g:publish_date>
                                                                <c:editor_rating>4.8</c:editor_rating>
                                    
                    <c:associauncibo>                                                    <c:value><![CDATA[Salame metamfelino]]></c:value>
                                            </c:associauncibo>                                    
            </item>
                        <item>
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                <title><![CDATA[L'APPUNTATO ESPOSITO]]></title>
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                <description><![CDATA[
                                 &nbsp;    L’APPUNTATO ESPOSITO    &nbsp;    Questo è il tipo di cosa che danno da fare a me.    A me, che sono l’ultimo arrivato e lo sfigato del Comando.    Vabbè, verrà il mio turno, farò carriera e a mia volta affibbierò missioni del cavolo io a qualche pischello sottoposto    Ma per il momento mi tocca scrivere questa relazione, cioè questo verbale, cioè il resoconto, cioè non so nemmeno io come chiamarla questa idiozia, e non so nemmeno se mi crederanno quando la leggeranno : è una storia assurda    Anzi, mentre la scrivo, non ci credo neanche io.    Vabbè, leviamoci sto dente    &nbsp;    E siccome il computer non lo so usare, infilo il foglio nella macchina da scrivere    &nbsp;    “addì 15 aprile duemilaundici, alle ore sette e trenta del mattino, il sottoscritto Appuntato Esposito Gennaro,&nbsp; durante il servizio, riceveva la telefonata anonima di un privato cittadino il quale segnalava rumori e attività sospetti, fin dalla notte precedente, nel Ristorante Cinese “La Grande Muraglia Blu”, sito in...                ]]></description>
                <category><![CDATA[La cucina che non c'è - seconda cucina]]></category>
                <pubDate>Mon, 16 Apr 2012 08:31:00 +0200</pubDate>
                <g:id>1500</g:id>
                <g:publish_date>2012-04-16</g:publish_date>
                <g:rating>4</g:rating>                                                <c:editor_rating>4.6</c:editor_rating>
                                    
                    <c:associauncibo>                                                    <c:value><![CDATA[MORTADELLA, a quanto pare...anche se non mi piace....]]></c:value>
                                            </c:associauncibo>                                    
            </item>
                        <item>
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                <title><![CDATA[Gino alla battaglia di Magenta cap.1]]></title>
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                <description><![CDATA[
                                     1) IL TRAGICO CONTE   “ Tutte queste verze, e neanche un maiale da ammazzare per poterci fare la cassuola!”.   A questo pensa il conte Sbarlucchi Giovanni in una notte buia e tempestosa nell’inverno del 1858 a Bareggio, piccola cittadina alle porte di Milano. Lì, nella sua villa, questo uomo ricco ma infelice passa il tempo a bere superalcolici e a coltivare verze e rape, sua grande passione. Insonne, passa le ore osservando la pioggia scendere sulle contrade. Le poche anime del paesello, umili contadini, riposano stremati da una giornata di duro lavoro nei campi e dalle continue angherie del dominante regime austriaco, senza neanche lo svago del campionato di calcio che inizierà solo nel 1898.   Il conte all’improvviso, dal buio della via, vede emergere una tenera renna che intirizzita bruca l’erbetta del giardino. Egli sorpreso, schiude con delicatezza la finestra e dopo avere attirato verso di sè la bestiola lanciandogli un tozzo di pane, spara all’animale col suo moschetto, freddandolo sul colpo.   Richiusa la finestra, egli si versa e si scola un abbondante bicchiere di barbera.   “Alla faccia loro!” esclama, ebbro d’alcool. Il conte, infatti,...                ]]></description>
                <category><![CDATA[Comico]]></category>
                <pubDate>Sun, 15 Apr 2012 18:09:00 +0200</pubDate>
                <g:id>1497</g:id>
                <g:publish_date>2012-04-15</g:publish_date>
                <g:rating>5</g:rating>                                                <c:editor_rating>4.9</c:editor_rating>
                                    
                    <c:associauncibo>                                                    <c:value><![CDATA[Cassuola]]></c:value>
                                            </c:associauncibo>                                    
            </item>
                        <item>
                                <guid>http://www.mangiastorie.it/racconti-brevissimi/60-comico/1481-amore-maledetto-con-morale-annessa.html</guid>
                <title><![CDATA[Amore maledetto ( con morale annessa)]]></title>
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                <description><![CDATA[
                                 Carlino Bagutti era un uomo cattivo. Un tipo poco raccomandabile, sempre pronto alla rissa, dedito all'alcolismo spinto, all'uso di stupefacenti, che emetteva rumori molesti in locali pubblici, rideva forte durante i funerali e spalava letame dentro le macchine dei vicini. Carlino Bagutti era destinato alla galera, ma un terribile incidente gli cambiò la vita:    Un sabato sera, ubriaco fradicio, aveva guidato il tratto Rimini – Milano in contromano a 180 km orari con gli occhi semichiusi fumando uno spinello enorme. Il fumo, spesso e nero, aveva saturato la vettura impedendogli qualsiasi tipo di visuale. Cosa che non lo preoccupò minimamente, dato che era entrato in uno stato mistico e stava sognando di essere Garganella che amoreggiava con Puffetta.    Miracolosamente, Carlino giunse dinanzi a casa incolume, parcheggiò, e dopo essere uscito dalla macchina venne investito da un autobus carico di suore in viaggio verso Lourdes. Le suore non si accorsero di nulla, e Carlino Bagutti rimase appiccicato al radiatore dell' autobus per 127 chilometri. Durante un tornante sui Pirenei, Carlino si staccò dalla vettura come fosse un moscone secco, rotolando tra gli alberi. Fu recuperato tre giorni dopo da un contadino, che scambiandolo per...                ]]></description>
                <category><![CDATA[Comico]]></category>
                <pubDate>Wed, 04 Apr 2012 12:28:00 +0200</pubDate>
                <g:id>1481</g:id>
                <g:publish_date>2012-04-04</g:publish_date>
                <g:rating>5</g:rating>                                                <c:editor_rating>4.7</c:editor_rating>
                                    
                    <c:associauncibo>                                                    <c:value><![CDATA[Sopressata calabrese]]></c:value>
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            </item>
                        <item>
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                <title><![CDATA[racconto erotico 2]]></title>
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                <description><![CDATA[
                                 &nbsp;Non è per vantarmi, ma sono una swarz con i più grossi rabonf di tutto il pianeta Vromptz. Gli gnom fanno la fila per infilare i loro sgrap nella mia sgnec, nella crip e nella cipeciap. E non parlo di gnom qualsiasi, parlo di gnom di gran classe, quelli che abitano nelle oasi dorate di Orabit! Gnom che potrebbero avere tutte le swarz ai loro 12 piedi, swarz con delle borf meravigliose, sode, liscie, dalla forma ottagonale perfetta. Ma io sono una swarz speciale, una che fa intostare gli sgrap come meteoriti dei Burugnach solo con lo sguardo!Una che gli gnom se li succhia come delle cozze di fruz.Eppure quella volta ho perso la testa per uno gnomE' stato per quello gnom di SgromSi, avete capito bene : uno gnom di Sgrom.Uno gnom di Sgrom della provincia di Brom del pianeta di Crom.A sud di Zom.Si chiamavaGigi.Ci siamo incontrati durante un aperitivo da Crisputz, il famoso locale dove gli sgnic si accoppiano con gli sciac per fare un patratrcic. Ero lì da un paio d'ore, e mistavo annoiando. Di fronte a me, due coatti gnom, uno verde e uno arancione, ballavano in modo lascivo lanciandomi occhiate provocanti. Quello verde...                ]]></description>
                <category><![CDATA[Comico]]></category>
                <pubDate>Sun, 01 Apr 2012 17:47:00 +0200</pubDate>
                <g:id>1475</g:id>
                <g:publish_date>2012-04-01</g:publish_date>
                <g:rating>5</g:rating>                                                <c:editor_rating>5.0</c:editor_rating>
                                    
                    <c:associauncibo>                                                    <c:value><![CDATA[il famoso Fracacech in fricassea]]></c:value>
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            </item>
                        <item>
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                <title><![CDATA[Luke non sono tuo padre]]></title>
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                <description><![CDATA[
                                 &nbsp;    Andava tutto bene fino a quando non le disse che era sua nonna.    Lei rimase immobile per qualche secondo, poi urlò e cominciò a rivestirsi in tutta fretta.    Lui accese una sigaretta. La guardava frugare nel letto in cerca dell’abbigliamento intimo, tentando ,contemporaneamente, di coprirsi. Sembrava fuori di testa. Farfugliò qualcosa circa l’incesto.    “Ma non dobbiamo far figli no? Cioè.. non vorrei esser indelicato, ma io non li voglio e tu non penso possa più averli, giusto?..Giusto?”, reiterò la domanda cercando conferma.    “Ma di cosa parli? Di figli? Ma..ma l’incesto è immorale di per sé” rispose istericamente.    “Non in tutte le società”    “Ah, mi conforta pensare che se avessimo scopato tra qualche aborigeno la situazione sarebbe stata diversa”.    “Sono cose che ti fanno pensare no? Cioè, dico, il relativismo della morale..”    “Non ti serviranno i tuoi anni di studio in filosofia per far colpo su una ragazza se racconterai di esserti fottuto tua nonna, sappilo”.    “Ma pensaci bene. A quante signore della tua età può capire un’esperienza del...                ]]></description>
                <category><![CDATA[Grottesco]]></category>
                <pubDate>Sun, 01 Apr 2012 11:47:53 +0200</pubDate>
                <g:id>1470</g:id>
                <g:publish_date>2012-04-01</g:publish_date>
                <g:rating>5</g:rating>                                                <c:editor_rating>4.6</c:editor_rating>
                                                    
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