Banner

 

concorso cucina_home_1_def

Selezionati dalla Redazione

 
80 risultati - visualizzati 61 - 70 1 2 3 4 5 6 7 8
 
Epilogo   Poche luci lontane fanno da cornice a questo incontro risolutore, qui sul terrazzo di una deliziosa cascina color lilla si decide il destino dell’umanità sotto una luna chiara e perfettamente tondeggiante. Sono l’ultimo baluardo che si erge di fronte alla tragedia che si abbatterebbe inesorabile sul mondo intero. L’essere immondo usa ogni astuto stratagemma per aver ragione di me ma non l’avrà vinta. Resisterò.   - Uhhh, che bella la tua cinta, fammi indovinare è D&G! -   - Stai zitta lurida finocchia e combatti -   - Su dai non fare la modesta, si vede che è perfettamente abbinata alla tua pochette louis vuitton! -   Non mi ricordo nemmeno quando e come sono arrivato in questo luogo figurati se posso aver curato tali insulsi dettagli prima di uscire.   Abbasso gli occhi lentamente, sgranandoli pian piano sorpreso, ho una assurda borsettina sull’avambraccio destro ed una lampante cintura con degli strass enormi. Non oso andare oltre e...
 
 
L’AMORE IN TASCA Una rapida occhiata le fu sufficiente per capire che quella serata sarebbe stata eccitante. Il “Blu Garden” era affollato al punto giusto, da gente giusta, con la giusta dose di solitudine dipinta sul viso. Come Lavinia, del resto. Era solita frequentare quel night un po’ retro. Arrivava sempre verso mezzanotte, quando l’atmosfera era già calda, la gente già predisposta all’incontro casuale, sedotta da ore di musica soffice e sensuale, quella che ti entra nel sangue e nella testa con i suoi ritmi languidi e trascinati. Anche quella sera, la vigilia di Natale, era arrivata, elegante e profumata, con il suo leggero ancheggiare che, come sempre, era stato notato dagli uomini presenti nella sala. Aveva un modo particolare di attrarre l’attenzione su sé. Mai volgare, ma decisamente affascinante, Lavinia conosceva il suo dono e ne sapeva fare buon uso. Femmina senza leziosità od eccessi, riusciva a mostrare anche il suo lato più determinato senza bisogno di parlare. Si intuiva nel gesto misurato, nello sguardo diretto, nell’incedere deciso anche se sinuoso. Ogni maschio del locale si...
 
 
  “L'esperienza più dolorosa per un uomo è ricordare il futuro, specialmente il futuro che non si potrà mai avere” Søren A. Kierkegaard Era stato molto peggio. Non l’avevano preparato al risveglio dentro l'incubo di un corpo paralizzato; anche le palpebre erano sembrate foderate di piombo nei primi istanti del ritorno; aprirle per permettere alla fioca luminescenza della culla di riattivare la retina dopo decenni di oscurità richiedeva uno sforzo che gli era parso sovrumano. Era seguìto tempo interminabile durante il quale il corpo stesso era stato assimilabile a una appendice inutile del cervello mentre questo, lentamente, assumeva la consapevolezza dell'esistenza di ossa, muscoli, cuore, polmoni, vene, capillari, pelle, braccia, gambe, mani, piedi... dita, fino alla prima contrazione muscolare volontaria che più di ogni pensiero razionale significava vita. Ora, doveva solo sperare che i delicati meccanismi messi a punto dalle migliori menti scientifiche al servizio del fascio, funzionassero a dovere anche dopo quasi settant’anni. Le sue dita trovarono subito le piccole leve che, se azionate nella sequenza corretta,...
 
 
 
 
 
 
Era densa come pece e odorosa di primule e gelsomini l'oscurità quando Anery si fece strada all'interno della cripta dove i suoi familiari passati a vita migliore vi risiedevano in un'eterna macabra riunione. In alto a destra riconobbe il loculo dove riposava le sue vecchie ossa zia Rose, che si diceva in vita avesse praticato, senza troppo riguardo per il buon nome del clan, la professione più antica del mondo e solo il fatto di essere morta senza eredi, cosa che aveva permesso ai suoi fratelli, sorelle e consanguinei di vario genere di impadronirsi dei suoi cospicui averi, le aveva consentito di essere seppellita in quel luogo e non in una fossa comune. Al suo fianco era stato sistemato suo fratello Devon: quanto lei era stata libertina tanto lui aveva abbracciato una vita quasi monacale ed era diventato un acceso sostenitore dei costumi più rigidi. Ora riposavano vicini maledicendosi ogni volta che si parlavano. E passando Anery riconobbe i simulacri dei nonni, che insieme avevano vissuto e a poche ore di distanza erano morti, dimostrazione palese che anche la morte deve farsi da parte di fronte al vero amore. Il...
 
 
Tragedie Umane e Gustosi Manicaretti L’estate è alla porte..(“potresti svignartela dalla finestra” – “smettetela di far gli stipiti”) - parte 1 Sara fissò la propria immagine di fronte allo specchio. I jeans rossi dell’anno precedente urlavano vendetta: le cuciture sembravano dovessero cedere da un momento all’altro pronti a sprigionare un’energia capace di mantenere accesi i lampioni di Corso Emanuele per almeno 15 giorni. Questo era il periodo dell’anno che più odiava: mentre le giovani donne dal fisico asciutto scivolano voluttuose nei bikini sgargianti e trikini simil cilicio, lei veniva assalita da attacchi di panico, sensi di colpa e sogni premonitori. Si svegliava urlante e madida di sudore pensando alle lasagne della madre ed ai favolosi tortelli della nonna, due generazioni di donne responsabili dei morbidi paraurti depositati tra pancia e fianchi. Al culmine della disperazione la giovane femmina aveva individuato tre possibili alternative: Abbracciare per i 3mesi estivi la religione musulmana armandosi di un burqa integrale. Prenotare nelle biblioteche...
 
 
  Sotto la luce abbagliante del sole di mezzogiorno, le sinuose curve dell’isola di Suzuki penetravano dolcemente una nell’altra, complice il manto della fitta vegetazione. Il mare cheto restituiva increspature scure alternate all’azzurro cristallino. Passio Kawasaki Sushi Sampei, attenta osservatrice della Natura e col diletto della pittura a china, questo spettacolo silenzioso lo conosceva bene. Appena giunta sull’isola, tra una sessione di meditazione sul ginocchio e l’altra, si era concessa brevi ma intensi momenti di arte pittorica, seguendo la tecnica della “Schizzo – san” (“Tira righe a caso come un malato di mente”) . L’occhio fisso all’orizzonte, tratteggiava con rapidi movimenti del polso quel che l’animo di asceta dell’arroto le restituiva. Nessun dipinto di Passio è mai giunto a noi. Ma quella mattina, mentre il sole le si accoccolava dritto sulla testa, Passio Kawasaki Sushi Sampei era assorta in ben altra concentrazione. Correva a rotta di collo lungo un ripidissimo pendio per fermare la sua pietra arrotante, destinata a schiantarsi più in basso contro la capanna di un pastore. La spinta trasmessa dalla discesa era tale che la pietra schizzava verso l’alto come una grossa cavalletta, l’impatto con la...
 
 
  1. Vivo tuttora nel terrore causato in gran parte dagli orrori subiti in gioventù. E anche mia moglie, che ne ha conosciuti solo una minima parte, ne era ancora spaventata quando è morta, due mesi fa. Adesso ho quarantadue anni, e il mio aspetto è quello di un vecchio di ottanta. Ma i miei ricordi sono ancora vivissimi. Sono nato nel 1910 nel New England. Ho vissuto i primi anni della fanciullezza nella smisurata villa di famiglia nelle campagne di Arkham. Vicina, troppo vicina forse, alla maledetta Innsmouth, sede di culti misteriosi, i cui abitanti vegetano nelle ombre degli edifici cadenti in attesa di potersi ricongiungere ai propri fratelli acquatici. La villa era composta di tre piani, che ospitavano tre diversi appartamenti. I miei genitori e io, figlio unico, occupavamo le stanze più in alto. Sotto di noi vivevano i genitori di mio padre, mentre il piano terreno era destinato alla servitù. Unico padrone dell’intero edificio era il vecchio gatto di casa, di cui adesso non ricordo più neppure il nome. Attorno alla villa si stendevano molti campi e uno splendido bosco, in cui ero solito...
 
 
  Il caldo torrido, il buio e l’odore di cartone da imballo, unito al nastro adesivo, mi mettono a mio agio. Creano un effetto d’insieme molto soporifero. Di nido artificiale. E’ quello che cercavo dentro questa fabbrica, così ospitale durante la chiusura di ferragosto. Si potrebbe credere, e a tratti mi pare proprio così, che sono il piccolo di uno strano uccello. Senza piumaggio, con arti secchi e brevi, grossa testa con pochi capelli, becco lungo e giallo. Nel buio apro il mio becco, ma nessuno ha pronti vermi o insetti per me. Lo spalanco, gracido un poco, ma nessuno arriva. Nessun battito di ali, di qualcuno che arrivi e mi nutra. Eppure mi immagino che il caldo che sento sia di una madre invisibile, del suo grossissimo culo di piume. Morbido e carezzevole, tutto per me, sopra di me. Umido e caldo. Mi sono costruito questo nido di cartoni da imballo nella speranza di ritrovare qualcuno. Li ho raccolti in magazzino, curvati a forza, appoggiandoli e fissandoli con nastro da pacchi a un gruppo di otto poltrone a rotelle, raccattate in giro nei vari uffici, che ho disposto in cerchio. Al centro ho collocato altri...
 
 
 
80 risultati - visualizzati 61 - 70 1 2 3 4 5 6 7 8
Powered by JReviews

Top 5_Autori_4

  Solo     Miss Weeddy    Epiphany    Sibilio     rosco115

.

Cosa aggiungeresti alla selezione?

Cerca...

Categoria:     Keywords:   

mondo crudele

  • uova doro_banner_new_2

  • cervelli da_bagno_small

Ultimi contributi
1.
Valutazione Autore
 
0.0
Valutazione Utenti
 
5.0 (2)
2.
Valutazione Autore
 
0.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
3.
Valutazione Autore
 
0.0
Valutazione Utenti
 
4.3 (1)
4.
Valutazione Autore
 
0.0
Valutazione Utenti
 
4.8 (1)
5.
Valutazione Autore
 
5.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
  • il re_dei_golosi_uovo_banner

  • cucina per_banner_2_LIGHT

Twitta!

.

Concorso "la Cucina che non c'è"! Vinci un prodotto tipico!

uova cucina_2

  • uova nuove_4

                Più             Occhio         Cinque           Cosa           Gelato      Skateboard