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        <title><![CDATA[Ultime Goloserie]]></title>
        <description><![CDATA[Ultime novità da mangiastorie!]]></description>
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            <title><![CDATA[Ultime Goloserie]]></title>
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                <title><![CDATA[L’affettatrice – “Colesterolo alto” - 2/3]]></title>
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                <description><![CDATA[
                                 L’affettatrice – “Colesterolo alto” - 2/3       La Grande Lama cala sul mio polpaccio sinistro, iniziano a zampillare scie di sangue scuro, venoso. La Grande Lama prosegue il suo corso, parte il tendine d’Achille, che si arriccia all’indietro. Tibia e perone si fanno attraversare con più resistenza, si alza una nuvoletta bianca, c’è puzzo di bruciato, la lama stride in modo assordante. Vedo tutto dall’alto, dal soffitto del furgone dell’Affettatrice. Le formule di rito e la tisana che mi sono ingollato (mi ha detto che apporta molto colesterolo buono, l’HDL) hanno funzionato. E’ la giusta prospettiva di distacco che si dovrebbe avere mentre ti affettano.    Il corpo dell’Affettatrice si muove abile e preciso, nell’avambraccio destro tiene una sorta di enorme sega circolare, la lama tonda sembra proprio quella di una maxi affettatrice. Il cappuccio che le copre il capo toglie un po’di visuale, proprio ora che è intenta a fare un taglio di fino all’altezza del ginocchio. Sovrappone ordinatamente le grosse fette in una vaschetta di plastica alimentare, mentre continua a ripetere lo stesso mantra: “Torna da dove sei venuto – Torna da dove sei venuto, Cacciatorì!”.    ...                ]]></description>
                <category><![CDATA[L'affettatrice]]></category>
                <pubDate>Mon, 21 May 2012 15:55:00 +0200</pubDate>
                <g:id>1536</g:id>
                <g:publish_date>2012-05-21</g:publish_date>
                <g:rating>5</g:rating>                                                    
                    <c:associauncibo>                                                    <c:value><![CDATA[&#039;O Salame]]></c:value>
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            </item>
                        <item>
                                <guid>http://www.mangiastorie.it/racconti-brevissimi/72-surreale/1535-surreal-tango.html</guid>
                <title><![CDATA[Surreal Tango]]></title>
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                <description><![CDATA[
                                 La luna, un enorme e vecchio piatto pieno di crepe, diffondeva una luce candida sulla città.    Nel vicolo di via Hesse stava avanzando la notte con tutte le sue promesse da non mantenere. Rigagnoli d’acqua e fumo dagli scarichi di un ristorante cinese. Lampi di neon intermittenti dall’insegna della sala da ballo “Andalusian Dog”. Solo un gatto che, con passo pigro, attraversava la strada.    Davanti alla vetrina di un negozio abbandonato un uomo con due borse della spesa. Rifletteva la sua immagine nel vetro. Gli occhi grandi e scavati quasi sparivano dietro le due spesse lenti da vista, le guance asciutte e ricoperte dalla barba di almeno tre giorni, il collo magro con un pomo d’Adamo piccolo e appuntito come una bolla d’acne.    Fissava la vetrina e non si muoveva. La polvere per terra, sul pianale. Notò, attaccata al vetro, una locandina ingiallita con le offerte del centro commerciale. La staccò e lentamente, ma con forza, l’accartocciò in mano.    Guardava i due manichini, spogli, in pose non naturali. Il manichino uomo steso in avanti, il manichino donna aveva il busto piegato a novanta gradi, le braccia come...                ]]></description>
                <category><![CDATA[Surreale]]></category>
                <pubDate>Mon, 21 May 2012 11:17:00 +0200</pubDate>
                <g:id>1535</g:id>
                <g:publish_date>2012-05-21</g:publish_date>
                                                                    
                    <c:associauncibo>                                                    <c:value><![CDATA[Spaghi al pomodoro]]></c:value>
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            </item>
                        <item>
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                <title><![CDATA[Lagos parte 16]]></title>
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                <description><![CDATA[
                                 12. KISANGANI       A Kisangani l’hotel Primus svettava su tutto.   Era come una specie di acropoli, che guardava dall’alto le casette basse immerse nella vegetazione dei quartieri ricchi, le catapecchie prive di ogni comfort della bidonville, fino a scendere verso il mercato caotico sulle rive del fiume, laddove il Lualaba diviene il Congo River, a nord delle cascate Boyoma. Oltre Kisangani, il fiume non era più navigabile.   Poco lontano, la piccola chiesa cristiana in stile New England e la gigantesca moschea circondata da giardini lussureggianti.    La decina di giapponesi impeccabilmente vestiti in giacca e cravatta che scesero all’hotel Primus spiccavano in mezzo alla gente del posto come corvi  nella neve.   Ma nessuno poteva immaginare che non si trattasse di rispettabili uomini d’affari giunti in città per qualche congresso. Nessuno poteva immaginare che in quelle valigie tutte uguali ci fosse soltanto una katana ricurva e un costume da guerriero ninja.   I giapponesi erano appena atterrati al piccolo aeroporto cittadino, il Simi-Simi Airport con un volo privato. Avevano scelto quello, anziché il più grande Bangoka International Airport, per dare meno nell’occhio.   Il...                ]]></description>
                <category><![CDATA[Fantascienza]]></category>
                <pubDate>Mon, 21 May 2012 10:02:00 +0200</pubDate>
                <g:id>1534</g:id>
                <g:publish_date>2012-05-21</g:publish_date>
                <g:rating>4</g:rating>                                                    
                    <c:associauncibo>                                                    <c:value><![CDATA[Sushi]]></c:value>
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            </item>
                        <item>
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                <title><![CDATA[L’affettatrice – “Colesterolo alto”  - 1/3]]></title>
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                <description><![CDATA[
                                 L’affettatrice – “Colesterolo alto” &nbsp;- 1/3    &nbsp;    “Con questa, non sentirai nulla. Parola di Affettatrice”. Scarica il contenuto di un siringone enorme nel mio culo. Sdraiato prono nella penombra del suo furgone, perdo lentamente coscienza, le braghe calate, la testa sempre più pesante, proiettato verso un destino di riciclo universale. Di riequilibrio naturale. Sto ricongiungendomi all’universo intero. Sto donando il mio corpo e il mio sangue, proprio come qualcuno di più celebre prima di me, ma Lui non era fottutamente obeso. E si sa che i super grassoni non entrano nella storia. Prima di perdere il contatto con l’ultimo esile filo di realtà, ecco il roteare sordo della Grande Lama.     &nbsp;    &nbsp;    “Può anche cambiare subito alimentazione e mettersi a dieta stretta, ma lei tra una settimana ci lascia le penne. Sicuro come il bel culo della mia segretaria. Lo ha visto, no? No?! Katiuscia, vieni un po’ qui!”. Ho il colesterolo di un salame cacciatorino. 543 milligrammi per decilitro, più del doppio della soglia d’allarme. Sono un salame cacciatorino. Forma più tonda, pelle meno secca, ma stesso contenuto. Arriva e si gira:...                ]]></description>
                <category><![CDATA[L'affettatrice]]></category>
                <pubDate>Sat, 19 May 2012 15:21:00 +0200</pubDate>
                <g:id>1533</g:id>
                <g:publish_date>2012-05-19</g:publish_date>
                <g:rating>5</g:rating>                                                    
                    <c:associauncibo>                                                    <c:value><![CDATA[Panino al salame cacciatorino]]></c:value>
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            </item>
                        <item>
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                <title><![CDATA[Peli di Drago]]></title>
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                <description><![CDATA[
                                     “Lo vuoi vedere il mio dragone?”       Preso dal panico, ricordo solo di aver aperto la prima porta che mi sono trovato sotto mano. Non che io sia omofobo, intendiamoci, è solo che preferisco ruzzolare giù per una scala buia e misteriosa che trovarmi faccia a faccia con un’amica che di nome fa Tristano.       Mentre sto cadendo e le mie duecentosei ossa impattano tutte contro ogni singolo gradino,penso che Tristano è un nome proprio  datato, e che un appuntamento per  i single della città in un ristorante cinese è proprio una cosa triste.        Non volevo venirci, io. Mi ci hanno convinto.       -Male non ti farà, giusto?-Aveva detto Gustaf con la sua aria compiaciuta, perché lui no che non ne aveva di problemi a trovarne di passere.       Un po’ male finora ha fatto, replicherei.       Insomma mentre cerco di defilarmi dalla parodia di una Gina Lollobrigida nei suoi anni peggiori, intenta a spiegarmi a come la chirurgia estetica sia...                ]]></description>
                <category><![CDATA[La cucina che non c'è - seconda cucina]]></category>
                <pubDate>Fri, 18 May 2012 16:31:00 +0200</pubDate>
                <g:id>1532</g:id>
                <g:publish_date>2012-05-18</g:publish_date>
                                                                <c:editor_rating>5.0</c:editor_rating>
                                    
                    <c:associauncibo>                                                    <c:value><![CDATA[Formaggio a  cubetti e mortadella]]></c:value>
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            </item>
                        <item>
                                <guid>http://www.mangiastorie.it/racconti-a-puntate/98-fantasy/1531-il-nano-ed-il-gigante-capitolo-10.html</guid>
                <title><![CDATA[Il nano ed il gigante - Capitolo 10]]></title>
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                <description><![CDATA[
                                 Capitolo 10 – Salve! Sono un drago.       Ore prima dello scontro tra Borr e Treysandall.       Borbottando per la fatica ed il sudore che gli imperlava la fronte, Gorg stava percorrendo la stupidissima salita che stupidamente saliva sulla stupidissima salita salente sulla stupida montagna stupida che saliva stupida. Queste furono più o meno le sue parole...   La giornata era fantastica, col sole armonioso che lo salutava con i suoi raggi del primo pomeriggio. Lo stupidissimo sole con i stupidissimi raggi che stupidamente irraggiano stupidi i raggi stupidi del caldo stupido...   Respirava affannosamente, strascicando le gambe. Senza accorgersene, preso com'era dalle sue lamentele infantili, aveva raggiunto la radura in vetta alla montagna.   Uno spazio verde, incontaminato da uomo, stagliava la sua immagina perpetua. Erba folta e vigorosa, scoiattoli danzanti su alberi leggeri, merli neri che volteggiavano sopra la testa.    Si sdraiò per terra, distrutto dalla stanchezza, lasciando che quel paradiso lo accogliesse nelle braccia dal tepore innaturale.   Scordava solo un dettaglio...       Venne svegliato da un cervo che gli leccava la guancia. ...                ]]></description>
                <category><![CDATA[Fantasy]]></category>
                <pubDate>Thu, 17 May 2012 13:35:00 +0200</pubDate>
                <g:id>1531</g:id>
                <g:publish_date>2012-05-17</g:publish_date>
                                                                <c:editor_rating>4.6</c:editor_rating>
                                    
                    <c:associauncibo>                                                    <c:value><![CDATA[Zuppa]]></c:value>
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            </item>
                        <item>
                                <guid>http://www.mangiastorie.it/racconti-brevissimi/69-pulp/1530-mushrooms.html</guid>
                <title><![CDATA[Mushrooms]]></title>
                <link>http://www.mangiastorie.it/racconti-brevissimi/69-pulp/1530-mushrooms.html</link>                
                <description><![CDATA[
                                     Mirka, con i palmi delle mani, si sfregava le tempie rasate. - Uha! Uha! Uha! - gli unici suoni che uscivano dalla sua bocca con un rigagnolo di saliva che le pendeva dal labbro inferiore. La liana di bava si staccò, colando sulla canottiera sopra una macchia rossa a forma di nebulosa. Seidel aveva la chitarra appoggiata sulla coscia destra, sul divano del salotto, e muoveva il plettro senza toccare le corde. Gli unici cigolii li procuravano gli accordi della mano sinistra. La porta di casa si aprì senza avvisi. Apparve la figura di un secco con la giacca di pelle sopra una maglietta di cotone gialla. Il tipo superò Mirka senza degnarla di uno sguardo e raggiunse il salotto. Ascoltò per un minuto buono il botta e risposta tra i due. Fece una smorfia, ma sorridendo. Si diresse verso il frigo e tirò fuori una birra, accese la tv e si buttò sul divano. - Lo sai che nel milleduecento gli alieni sono arrivati sulla terra? Hanno distrutto totalmente la civiltà esistente che era avanti anni luce rispetto a questa e...- disse Seidel senza neanche guardare in faccia il secco. - Te l’ha detto...                ]]></description>
                <category><![CDATA[Pulp]]></category>
                <pubDate>Tue, 15 May 2012 12:22:00 +0200</pubDate>
                <g:id>1530</g:id>
                <g:publish_date>2012-05-15</g:publish_date>
                                                                <c:editor_rating>4.7</c:editor_rating>
                                    
                    <c:associauncibo>                                                    <c:value><![CDATA[Tagliatelle ai funghetti.]]></c:value>
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            </item>
                        <item>
                                <guid>http://www.mangiastorie.it/racconti-a-puntate/97-fantascienza/1529-lagos-parte-15.html</guid>
                <title><![CDATA[Lagos parte 15]]></title>
                <link>http://www.mangiastorie.it/racconti-a-puntate/97-fantascienza/1529-lagos-parte-15.html</link>                
                <description><![CDATA[
                                 11. MASAKO E IL GATTO (o anche TOOL E LA GIAPPONESE)       “Sì, signor Presidente?”   “Ci siete tutti, non è vero?”   “Sì, signor Takashi,” rispose lo Yak.   “Ricordate che non dovete mai pronunciare il mio nome,” si alterò il Presidente.   “Ci perdoni, signore.”   “C’è un cambiamento di programma. Il nostro uomo qui a Nuova Tokyo è finito nelle mani sbagliate. E’ un idiota, e non perderemmo niente. Ma per la nostra copertura è necessario che sia salvato.”   Silenzio dall’altro capo del filo.   “Basterà uno solo di voi. Tu, Yoshida, per esempio.”   “Signor Presidente,” osò controbattere Yoshida. “Io sono a capo della spedizione. Ho preparato tutto fin nei minimi dettagli. Il Congo è un posto pericoloso anche per noi...”   Stavolta fu il turno del Presidente di rimanere in silenzio.   “E’ per questo che mi piaci, Yoshida. Tu non sei un inutile esecutore di ordini come quei pisciasotto che mi tiro dietro di solito. Hai il coraggio di riferirmi le tue idee. Devo dire che la stessa cosa era venuta in mente anche a me. La...                ]]></description>
                <category><![CDATA[Fantascienza]]></category>
                <pubDate>Mon, 14 May 2012 11:36:00 +0200</pubDate>
                <g:id>1529</g:id>
                <g:publish_date>2012-05-14</g:publish_date>
                <g:rating>5</g:rating>                                                    
                    <c:associauncibo>                                                    <c:value><![CDATA[Sashimi o sushi con wasabi cotto nel wok (e chi ha più luoghi comuni più ne metta)]]></c:value>
                                            </c:associauncibo>                                    
            </item>
                        <item>
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                <title><![CDATA[Gino alla battaglia di mangenta cap. 3/4]]></title>
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                <description><![CDATA[
                                     3) DIVAGAZIONI E ALTRI FATTI INTERESSANTI   Gennaio 1859. Proprio quando il conte Camillo Benso sta per siglare un accordo segreto con Napoleone III di Francia, per dichiarare guerra all’Austria, un ribelle dello stato della chiesa, Felice Orsini, tenta di uccidere il sovrano francese colpendolo in fronte con una baguette. Egli sopravvive, ma indispettito decide di chiudere tutti i rapporti con gli italiani e di disdire la prenotazione per agosto alla pensione Miramare di Rimini.   Il conte Camillo Benso, da grande diplomatico, lo addolcisce regalandogli un pacco di biscotti Krumiri e assicurandogli lo sconto del 45% sul parcheggio in centro a Torino, più tre quintali di riso carnaroli.   La Francia prende tempo chiedendo di mettersi ad un tavolo e discuterne ma non ci sono abbastanza sedie per tutti, in più nessuno vuole pagare l’affitto della sala. Sono giorni di grande tensione, il popolo italiano è col fiato sospeso, a Corbetta un uomo riesce a trattenere il respiro per più di 13 minuti ed entra nel guinnes dei primati.    La contessina Andreina è agitata, non dorme, la notte in preda al sonnambulismo si reca nelle stanze dei maggiordomi...                ]]></description>
                <category><![CDATA[Comico]]></category>
                <pubDate>Fri, 11 May 2012 09:43:00 +0200</pubDate>
                <g:id>1527</g:id>
                <g:publish_date>2012-05-11</g:publish_date>
                                                                <c:editor_rating>5.0</c:editor_rating>
                                    
                    <c:associauncibo>                                                    <c:value><![CDATA[Fagioli borlotti scaldati, con un filo d&#039;olio e rosamrino fresco]]></c:value>
                                            </c:associauncibo>                                    
            </item>
                        <item>
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                <title><![CDATA[Lagos parte 14]]></title>
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                <description><![CDATA[
                                 Nigel raggiunse Amanda dopo solo pochi metri in quell’intricato groviglio di piante che era il sottobosco. La guida aveva con sé una torcia a incandescenza e con quella illuminò in viso la ragazza. Si era ferita in più punti e perdeva sangue da un graffio su una guancia. Il sangue si mischiava alle lacrime.   “Che vuoi?” gli parlò in uno stentato francese. “Stammi lontano.”   “E’ pericoloso restare qui di notte, ragazza,” rispose il rasta. “E parlami pure in inglese, che riesco a capirti.”   Amanda restò a fissarlo immobile, stupita. Conosci l’inglese? urlò fra sé, indignata. E me lo dici soltanto adesso?    “Conosci l’inglese?” ripeté, a voce alta.   “Sì, è la mia lingua madre: sono giamaicano.”   “Non sei africano?” si stupì ancora Amanda.   Il rasta scosse la testa. Fece un passo avanti.   Amanda non replicò, però lasciò che Nigel le si avvicinasse.   Il giamaicano scavalcò un cespuglio spinoso e l’afferrò per un braccio.   “Andiamo,” disse.   Amanda si divincolò violentemente.   “Lasciami!” gli gridò, isterica. “Non mi toccare!”   Nigel provò l’impulso improvviso di prenderla a...                ]]></description>
                <category><![CDATA[Fantascienza]]></category>
                <pubDate>Mon, 07 May 2012 13:52:00 +0200</pubDate>
                <g:id>1526</g:id>
                <g:publish_date>2012-05-07</g:publish_date>
                <g:rating>5</g:rating>                                                    
                    <c:associauncibo>                                                    <c:value><![CDATA[Foglie di banano caramellate allo iodio]]></c:value>
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            </item>
                        </channel>
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