concorso cucina_home_1_def

Ultime Goloserie

 
815 risultati - visualizzati 751 - 760 « 1 ... 73 74 75 76 77 78 ... 79 82 »
 
CAPITOLO XI Che stronza! Lo sapevo. Altrochè se lo sapevo. Tutta colpa di quel Jason. Se non fosse arrivato lui, adesso saremmo assieme! Devo trovare una soluzione, assolutamente. Devo risolvere il problema. Jason e Janet stavano bene insieme e Jasmine era felice di vedere la sorella così innamorata, li prendeva in giro ma nessuno dei tre si sentiva mai fuori posto. Mancava una centinaia di chilometri per arrivare a Cambridge, erano addirittura in anticipo sulla tabella di marcia, grazie al tempo sempre bello che non aveva imposto soste obbligate. La mattina del 4 luglio il cielo era però molto velato sopra le loro teste, in lontananza le nubi in movimento erano nere e preannunciavano un temporale. Meglio accellerare ed arrivare ad un posto sicuro per fermarsi. Sta per arrivare un tempaccio. A dir il vero non sono dispiaciuta, farei una pausa volentieri. Sogno di finire il mio thriller con una tazza di thè caldo ed una pioggia scrosciante alla finestra. Basta che voi facciate le fusa in unaltra stanza. Scema! Anchio però mi fermerei con piacere. Mi è caduta...
 
 
PASSIO E IL VECCHIO PESCATORE (da "Le antiche gesta di Passio", XIV sec.) Passio Kawasaki Sushi Sampei è conosciuta ancora oggi come “l’Arrotina dell’amore”. Nell’antico Giappone feudale la sua figura era così popolare e leggendaria che qualcuno sostiene si tratti solo di un mito, di una credenza popolare. Le katane da lei arrotate, secondo una specialissima tecnica segreta, avevano il potere di fare innamorare perdutamente chi avesse ricevuto un leggero taglio di spada all’altezza del cuore. Imperatori, nobili e potenti di ogni sorta si servivano della sua maestria per ottenere non solo il corpo ma la sincera passione delle donne desiderate, o per combinare matrimoni di interesse osteggiati dalle fazioni rivali o intrighi di corte. Gli uomini comuni, più semplicemente, per vedere realizzato un amore non corrisposto di una contadina o di una pescatrice. Una piccola cicatrice sul petto: fu questa la firma misteriosa ma indelebile che Passio L’Arrotina dell’Amore appose per mano d’altri sulle donne più belle del Giappone antico. Un giorno di primavera del VII anno dell'era Tamagochi, Passio Kawasaki Sushi Sampei giunse camminando a passetti veloci sull'isola di Suzuki. I...
 
 
Non una sola immagine scandiva il tempo in modo così insistente come la pioggia, in quel freddo pomeriggio invernale, che ticchettando sui vetri dellautobus impoveriva il cielo e mi costringeva ad un oblio senza fine. Tutto era in movimento: il cielo fatto di stelle invisibili, le strade non percorribili, i viali alberati, le pozzanghere, i rami intrisi di rugiada e laria, lodore di brina e nevischio miscelati come granelli di una fragile clessidra di cristallo. Tuttora, così come pochi mesi prima, vivissimo in me era presente il desiderio, indomabile e struggente, di correre tra le foglie leggere, secche ed accartocciate, che invadevano il selciato del parco cittadino. Così pure di assistere presto al significativo azzardo frenetico del mio cane, che in cerca della sua compagna umana di giochi di un tempo, correva spensierato nei giardini pubblici. Sì, viaggiare come il desiderio vero di fuggire. Fuggire da una realtà irrisolta. Il viaggio di una vita o una vita fatta di viaggi, per lavoro o per studio, per sfuggire la disoccupazione, lo stress...
 
 
L'auto corre lasciandosi alle spalle il sole che muore, Gianfranco guida mentre Luigi osserva gli alberi che li inseguono allineati uno dopo l'altro. -Ehi Luigi, sapevi che secondo i romani il veleno era il modo più infame per uccidere qualcuno?- -Ah davvero?- -Sì, una legge romana diceva:- «Plus est hominem extinguere veneno, quam occidere gladio» -Mm&- Luigi riflette un secondo poi dice:-È più grave uccidere un uomo con il veleno che con la spada.- -Esatto. Pare che loro distinguessero i veleni in venenum malum, per uccidere, e venenum bonum per curare.- - Beh e i greci allora? Non dimentichiamoci che Socrate fu condannato a morte attraverso l'assunzione di Cicuta.- -Già- E il silenzio ricade nell'auto. Il paesaggio è tutto un susseguirsi di colline e le nuvole si muovono cosi velocemente che sembrano correre con loro. Le strade sono strette, e ogni tanto l'auto scompare tra il fogliame degli alberi che li affianca. -Ma dimmi un po', come faremo a riconoscere il fungo?- -C'è una foto e una descrizione nel libro. Vedi? Noi...
 
 
Erano soliti sedersi dove alle cinque,in autunno, era possibile scorgere il sole che moriva, rosso, paonazzo di calore ardente, che scivolava al di sotto della linea dritta del lago. Le grandi finestre lasciavano che quella luce si riflettesse e li immergesse in una dimensione punicea. Erano soliti ritrovarsi lì ormai da anni, più o meno da quando rispettivamente avevano perso le proprie consorti. Di fronte ad una tazza di te e ad una di caffè, discutevano per ore di qualunque cosa. Ogni tanto le loro discussioni si facevano cosi accese che doveva essere la silenziosa Adriana, la quieta cameriera slovena, a dividere i due in preda a deliri di conoscenza, mentre tentavano di colpirsi con arti ormai troppo stanchi per combattere. Una volta, mentre stava lavando i vetri della cucina, le era capitato di udire un forte tonfo provenire dal piano di sopra e recandosi in tutta fretta alla sala soprastante aveva trovato i due sul pavimento. Gianfranco, il più giovane dei due, stava sopra Luigi e lo strattonava per il colletto della camicia urlando: -E' stata la frivola...
 
 
-Scusami&Non volevo farti paura&- Ha una voce flebile, e intona le parole come una cantilena stantia. -No&figurati..-Raccolgo la bottiglia- Buonanotte- E vado via. Torno allUfficio, un angolo illuminato da un neon rettangolare in cui abbiamo sistemato una sedia ed un vecchio cesso scassato trovato abbandonato una domenica mattina come le altre. - Ti eri perso forse?-Mi chiede Manu. -No&è solo che&ho incontrato una ragazza li fuori che&- - Chi era?- -Non lo so. &Non so chi fosse..- -Forse devi farti amico, cominci ad avere le allucinazioni- Dice Manu-Lhai presa almeno lacqua?- -Certo che lho presa- Manu guarda la piccola bustina che ha in mano. La tiene al centro del palmo isolandola in tutta la sua piccolezza. A guardarlo sembra che piuttosto che dividerla con qualcuno, se la ficcherebbe in bocca tutta intera e la manderebbe giù, bustina compresa. Tira fuori dalla tasca due siringhe monouso appena comprate al distributore automatico qui vicino assieme alla Coca-cola. Comincia poi ad apire la busta, meticolosamente. E...
 
 
Mi chiamo Marco Posse. Sì. Marco Posse. Non un anonimo Marco qualunque. Avanzo tra i palazzoni cerulei a passo lento sentendo il rumore delle suole in gomma che scivolano sulle piastrelle dei porticati silenziosi. Girano attorno a me fatiscenti palazzoni ricurvi, decadenti. Sono di quei palazzoni con le inferiate di ferro e i vetri spessi e opachi ricoperti di una costante patina grigia e umida. Ormai le persone sono rinchiuse, costrette a vivere in questi agglomerati bui, questi giganti sgraziati. Io mi chiamo Marco Posse e non sono io che vi racconto la mia storia, ma siete voi che siete qui per ascoltarmi. Sono nato  a Urbana, un paesello decadente del produttivo e concorrentista nord est italiano. Urbana,  un continuo rimescolarsi di vecchi edifici romanici e nuove costruzioni futuristiche , romanistica insomma. Prendo lautobus sino a Padova. Una carrucola scassata che sbuffa come una vecchia signora. Poi scendo e cammino con la sigaretta in una mano e il cellulare nellaltra. La serata è maledettamente fredda, e me lo dice il fiato che mi si condensa davanti al naso, perché sotto il bomber nero in realtà...
 
 
"Vuoi una Marlboro?", gli chiese lei accendendogli una sigaretta.Detto questo allungò le gambe sopra al letto, fino a distenderle completamente e ne accese una anche per lei..Lui seguiva i suoi movimenti, guardava compiaciuto le sue ginocchia spigolose e quei polpacci magri, vestiti di pelle non troppo giovane oramai e neanche troppo liscia, che pena gli facevano..."Fumi sempre dopo aver fatto sesso?" Le chiese, nauseato dall'odore della nicotina annidata nelle profondità di lei, in ogni poro e piega della pelle, in ogni alito del suo respiro, e sotto il bordo delle unghie delle quali lui sentiva ancora tracce vive sulla pelle. "no, dopo aver fatto sesso mai, fumo solo nelle ore di lavoro" Lui annuì, fingendo di aver capito quel ragionamento, ma in realtà non riusciva ad immaginarsi cosa potesse pensare una testa attaccata ad un corpo spento e non più desiderabile, un corpo che veniva usato e poi gettato sopra il ciglio di un marciapiede, come un biglietto dell'autobus alla fine di una corsa. Lui guardò quel corpo ormai avvizzito, consumato da anni di esperienza e si rese conto di aver cercato, proprio nella sua bruttezza, il puro sfogo di un istinto primordiale e di aver goduto, dentro quel su...
 
 
  XVI Il volo di Jason era decollato da pochissimo quando arrivati ormai alluscita dellaereoporto si diffuse il panico per una notizia proveniente dallAmerica. Due aerei terroristi schiantati contro le torri gemelle a New York. Lo sgardo di tutti i presenti era quello della paura, dello smarrimento e della vulnerabilità. Tantissimi di sedettero per terra, comprese Janet, Jasmine e Teresa. Cera la necessità di trovare un punto fermo per capire che non sarebbero stati spazzati via da un vento improvviso e gelido. Jasmine pensò allarticolo letto circa unimminente catastrofe annunciata dal cielo. Coincidenza? Janet trattenne il respiro, cercò il contatto delle piastrelle fredde del pavimento e pregò che non capitasse nulla a Jason. Si ritrovò per la prima volta a chiedere aiuto alla madre Jenna. Non sapeva cosa fare anzi era fin troppo consapevole di non poter far assolutamente nulla. Potè solo aspettare fino al giorno successivo per sentire la voce così incredibilmente vicina di Jason, al telefono dalla Nuova Zelanda....
 
 
  XV Era tempo di salutarsi. Jason abbracciò Teresa e Jasmine che poi si allontanarono per lascire lultimo momento di intimità ai due innamorati. Janet era muta e triste. Jason la strise con impeto fino ad alzarla da terra e lei dovette ridere perché senza fiato. Voglio ricordare questo momento con gioia. Janet capì al volo. Hai ragione, è stato bellissimo. Questa notte ? Disse Jason con fare furbetto. Anche. Entrambi erano felici e sentivano una grande energia. Teresa li osservava da lontano e pensò che erano stati comunque fortunati a trovarsi. Avrebbe scommesso dieci a uno che quei due si sarebbero dati da fare per rincontrarsi e glielo augurò perché sapeva essere cosa non facile trovare un compagno con il quale condividere intensamente la vita. Fu impossibile non pensare a Carlo. Lei lo aveva avuto un compagno così e lo aveva abbandonato, senza giustificazioni o attenuanti, lo aveva abbandonato: adesso lo sapeva. Non sarebbe trascorso più di un mese prima...
 
 
 
815 risultati - visualizzati 751 - 760 « 1 ... 73 74 75 76 77 78 ... 79 82 »
Powered by JReviews

Top 5_Autori_4

  Solo     Miss Weeddy    Epiphany    Sibilio     rosco115

.

Cerca...

Categoria:     Keywords:   

mondo crudele

  • uova doro_banner_new_2

  • cervelli da_bagno_small

  • slurp nuovo_banner_vert_pop_7

Ultimi contributi
1.
Valutazione Autore
 
0.0
Valutazione Utenti
 
5.0 (2)
2.
Valutazione Autore
 
0.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
3.
Valutazione Autore
 
0.0
Valutazione Utenti
 
4.3 (1)
4.
Valutazione Autore
 
0.0
Valutazione Utenti
 
4.8 (1)
5.
Valutazione Autore
 
5.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
  • il re_dei_golosi_uovo_banner

  • cucina per_banner_2_LIGHT

Twitta!

.

Concorso "la Cucina che non c'è"! Vinci un prodotto tipico!

uova cucina_2

  • uova nuove_4

                Più             Occhio         Cinque           Cosa           Gelato      Skateboard